Il settore del gaming è diventato un protagonista globale: fatturati elevati, produzioni da cinema e un ruolo crescente nelle dinamiche economiche e geostrategiche mondiali. Il presidente francese Emmanuel Macron ha celebrato il successo del gioco “Clair Obscur: Expedition 33”, sviluppato dallo studio francese Sandfall Interactive che, agli Oscar dei videogiochi “The Game Awards 2025”, ha conquistato il premio di “Gioco dell’Anno”, dimostrando – se ce ne fosse stato bisogno – che i videogiochi costituiscono un asset economico strategico per industrie e Stati.
Nel 2024 il mercato videoludico europeo ha raggiunto un valore di circa 26,8 miliardi di euro. A livello globale, i videogiochi generano margini mediamente più elevati dell’industria cinematografica e il mercato presenta tassi di crescita molto interessanti, con una previsione di aumento del 4 % annuo fino al 2028.
Negli ultimi anni il settore sta vivendo una fase di forte concentrazione, segnata da acquisizioni e dall’ingresso di grandi investitori. Tra le operazioni più significative figurano:
- Acquisto da parte di Microsoft nel 2023 di Activision (produttore di titoli quali Call of Duty) per 68,7 miliardi di dollari.
- L’acquisizione di Electronic Arts (EA) – celebre per il videogioco calcistico FC26 (ex FIFA) – per circa 55 miliardi di dollari da parte del fondo sovrano saudita Public Investment Fund (PIF), insieme alle statunitensi Silver Lake e Affinity Partners, entrambe riconducibili a Jared Kushner, genero del Presidente Donald Trump e coinvolto anche in iniziative diplomatiche in Ucraina e Medio Oriente, evidenzia come finanza e geopolitica possano intrecciarsi in modo strutturato, riflettendo nuove forme di cooperazione tra interessi economici e dinamiche internazionali. L’operazione, annunciata il 30 settembre 2025, si configura come una partnership strategica tra Stati Uniti e Arabia Saudita. In questo scenario, il business emerge non solo come uno strumento economico, ma come una leva di influenza e stabilizzazione, capace di favorire convergenze tra interessi strategici e processi diplomatici.
Lo sviluppo dell’industria videoludica si sta affermando come uno strumento chiave per la diversificazione economica nei Paesi fortemente dipendenti dalle entrate petrolifere, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, inoltre hanno un peso evidente come strumenti di influenza culturale e geopolitica.
Il fondo sovrano saudita (PIF) sta costruendo un portafoglio significativo nel settore, con partecipazioni in aziende di diversi segmenti di mercato, che rientra nella strategia “National Gaming and Esports Strategy” che ha l’obiettivo di trasformare il Paese in un hub globale per il gaming entro il 2030. Gli Emirati, con una economia fortemente fondata sul petrolio, puntano sulla diversificazione attraverso settori digitali ad alto potenziale di crescita come il gaming. A Dubai, il DMCC Gaming Centre sostiene lo sviluppo di imprese videoludiche e dell’economia digitale nazionale.
Le principali aziende del gaming globale sono:
- Sony (Giappone): famosa per la console PlayStation (oggi alla quinta generazione). Si concentra su acquisizioni mirate legate ai franchise PlayStation.
- Microsoft (USA): Oltre alla console Xbox, Microsoft persegue l’espansione tramite acquisizioni mirate, consolidando così la propria posizione nel mercato globale del gaming. Proprietaria di Activision e Mojang (gioco Minecraft).
- Tencent (Cina): Colosso cinese, tra i più grandi investitori mondiali nel gaming, con numerose partecipazioni in altre aziende. Ha quote significative in Epic Games (Fortnite), Supercell (Brawstars) Ubisoft (Assassin’s Creed).
- Nintendo (Giappone): Leader storico di console (l’ultima è la Nintendo Switch 2), sviluppa internamente titoli come Mario, Zelda e Pokémon.
La produzione videoludica viene sempre più utilizzata dai Paesi per rafforzare la propria immagine internazionale e penetrare mercati esteri, costruendo una forma di soft power digitale.
In Italia, il settore del gaming genera un giro d’affari di quasi 2,4 miliardi di euro (+3% rispetto al 2023) e conta circa 14 milioni di videogiocatori nel 2024, secondo il rapporto I videogiochi in Italia nel 2024 di IIDEA. Società come Milestone, Digital Bros, Ubisoft Milano, Digital Tales e Storm in a Teacup si distinguono per produzioni narrative o mobile: pur lontane dai colossi internazionali, mantengono viva la presenza italiana nel panorama videoludico.
Il mobile gaming resta la piattaforma principale a livello mondiale, con quasi metà del mercato globale, dominato dalla cinese Tencent (con Honor of Kings come gioco mobile più redditizio al mondo). Il PC gaming, invece, è il segmento in più rapida crescita grazie alle piattaforme digitali e ai giochi online. Il cloud gaming si è ormai affermato, permettendo di giocare senza installare i titoli sui dispositivi.
Il settore ha però affrontato anche riduzioni di personale, principalmente a causa dell’aumento dei costi di sviluppo e del consolidamento del mercato. Contemporaneamente, la fruizione dei giochi si orienta sempre più verso modelli di pagamento ricorrenti: oltre alla vendita di console e giochi, piattaforme come PlayStation (Sony) e Xbox (Microsoft) propongono abbonamenti, garantendo entrate più prevedibili e stabili.
Oggi il gaming è molto più di intrattenimento: rappresenta un crocevia di tecnologia, cultura e innovazione, in grado di plasmare la società e ridisegnare gli equilibri globali. È un settore che parla il linguaggio della finanza: fusioni, acquisizioni e strategie di mercato trasformano l’industria in un business strategico e globale, sempre più centrale a livello internazionale.
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