Nel corso degli ultimi anni la Cina ha fatto passi da gigante. Lo si vede benissimo nel campo dell’innovazione tecnologica che Pechino ormai domina alla perfezione, dalle auto elettriche agli smartphone, dai pannelli solari ai robot, ma lo si intuisce ancora meglio leggendo un paio di dati economici. Lo sapevate, per esempio, che il reddito medio nelle principali città cinesi è più alto rispetto a quello registrato nelle più importanti città dell’America Latina? E che i costi dei servizi essenziali, ossia energia, acqua, trasporti e via dicendo, sono molto più bassi nelle megalopoli del Dragone che non altrove? Pochi ci avranno fatto caso ma è così.
In Cina più reddito e meno spese
Secondo quanto riportato da Deutsche Bank e Visual Capitalist, al giugno 2025 il costo mensile delle utilities di Pechino ammontava ad appena 52 dollari contro i 404 dollari di Monaco di Baviera, i 322 di Londra, i 181 di New York e i 260 di Ginevra.
Come se non bastasse, sappiate che nel 2024 il reddito disponibile pro capite nazionale cinese ha raggiunto i 41.314 yuan (circa 5.734 dollari), con una crescita del reddito reale registrata in tutte le fasce di reddito e un reddito mediano salito a 34.707 yuan (4.817 dollari).
L’aumento della proprietà di beni durevoli da parte delle famiglie, come automobili e condizionatori, riflette ulteriormente il miglioramento del tenore di vita e della capacità di consumo. E ancora: sempre considerando le più grandi città cinesi, queste hanno fatto registrare un reddito medio più alto di numerose delle principali città latinoamericane e di alcune zone dell’Europa.
A Shanghai e Pechino, il reddito medio disponibile supera gli 80-90 mila yuan annui (circa 12-13 mila dollari), un livello ormai più elevato rispetto a quello di gran parte delle metropoli dell’America Latina, dove un lavoratore medio guadagna intorno ai 5-6 mila dollari l’anno.
Certo, se confrontate con le capitali dell’Europa centrale e orientale – come Varsavia, dove il reddito pro capite supera i 20 mila euro – le città cinesi restano in media più indietro. Ma la forbice si sta restringendo di anno in anno e per di più, come detto, i cittadini cinesi possono godere di utilities a costi nettamente più bassi. Il motivo è presto detto: in Cina i servizi pubblici sono tra i più convenienti del mondo perché sono di proprietà statale e vengono forniti come beni pubblici (e non a scopo di lucro).
Lo sprint del nuovo piano quinquennale
Lasciando in disparte le grandi manovre macroeconomiche della Cina, notiamo come il Dragone continui a ruggire anche a livello micro. Nel primo trimestre del 2025 il reddito disponibile della Cina è salito a 12.179 yuan (circa 1.690 dollari), con un aumento del 5,5% in termini reali su base annua.
Come ha fatto notare il think tank China Briefing, nel 2024 il 20% delle famiglie cinesi con il reddito disponibile pro capite più basso aveva un reddito disponibile pro capite di 9.542 yuan (1.325 dollari), mentre il 20% di quelle con il reddito più alto aveva raggiunto i 98.809 yuan (13.723 dollari).
Sebbene le disparità di reddito persistano, tutti e cinque i quintili hanno registrato una crescita del reddito tra il 2022 e il 2024, indicando un costante aumento in tutti i gruppi di reddito. Il 20% più povero ha infatti visto il proprio reddito aumentare da 8.601 yuan nel 2022 a 9.542 yuan nel 2024; il secondo e il terzo quintile sono aumentati rispettivamente di circa 2.300 e 3.300 yuan; il quarto e più alto quintile è cresciuto in modo più significativo, raggiungendo rispettivamente 53.359 yuan (7.410 dollari) e 98.809 yuan (13.715 dollari).
Con il prossimo Piano Quinquennale, ossia quello che riguarderà il 2026-2030, la Cina cercherà di migliorare la vita delle persone puntando sull’aumento dei redditi familiari e delle capacità di consumo, nonché sull’ampliamento dei servizi pubblici (istruzione, sanità, assistenza agli anziani), sulla promozione dell’occupazione di qualità, sulla tutela del benessere sociale e della cosiddetta “prosperità condivisa”. È questa, in fin dei conti, la grande bussola che orienta le scelte economiche di Pechino.