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Il presidente azerbaigiano, Ilham Aliyev, lo scorso 7 luglio ha firmato un decreto sulla nuova divisione delle regioni economiche dell’Azerbaigian. Il numero delle regioni economiche, sulla base del decreto, è aumentato da undici a quattordici. La capitale del Paese è stata assegnata ad una regione economica separata, e sono stati istituiti il nuovo Karabakh e lo Zangezur orientale.

La regione economica del Karabakh copre la città di Khankandi e i distretti di Aghjabadi, Agdam, Barda, Fuzuli, Khojaly, Khojavand, Şuşa e Tartar. Nel documento riguardante la regione del nuovo Karabakh è stata messa in evidenza l’importanza della creazione di questa regione ai fini della restaurazione e del rapido sviluppo dell’antico Karabakh, che possiede una natura affascinante ed un ricco patrimonio storico e culturale.

L’altra neonata regione, lo Zangezur orientale, include i distretti liberati di Jabrayil, Kalbajar, Gubadli, Lachin e Zangilan. I distretti di questa nuova regione sono localizzati nella parte orientale dell’altopiano dello Zangezur, che è circondato dall’omonima catena montuosa, e coprono un vasto territorio, esteso da Lachin e Kalbajar fino a Nakhchivan, al confine con l’Armenia, che sono state storicamente localizzate nella stessa area geografica. Per molti anni, hanno fatto parte del distretto di Zangezur, creato nel 1861, e sono state connesse da legami culturali, storici e socioeconomici che hanno legittimato la necessità di unirle in un’unica regione economica.

La nuova divisione delle regioni economiche dell’Azerbaigian garantirà specializzazione economica, implementazione di politiche di investimento efficaci ed un’amministrazione regionale flessibile. La costituzione di nuove zone economiche darà impeto alla ricostruzione e allo sviluppo dei territori liberati durante la guerra dei quarantaquattro giorni. La nuova divisione delle regioni economiche, pertanto, può essere considerata una fase importante nella realizzazione di un piano unificato per lo sviluppo dei territori liberati. Ed è anche importante al fine della reintegrazione dei territori liberati nell’economia azerbaigiana, che richiederà un incremento dell’efficacia dei lavori nella pianificazione dello sviluppo delle regioni economiche, delle garanzie di amministrazione economica efficiente e una revisione delle strutture di queste regioni economiche.

Non v’è dubbio che lo sviluppo delle opportunità economiche nei distretti liberati, nel dopo-restaurazione, condizionerà significativamente l’economia dell’Azerbaigian. Quasi settemila stabilimenti furono chiusi nel Karabakh a causa dell’occupazione, che contribuivano al 24% della coltivazione di grano, al 41% della produzione di liquore, al 46% della crescita di patate, al 18% della produzione di carne e al 34% della produzione di latte dell’economia dell’Azerbaigian. I territori precedentemente occupati possiedono, inoltre, dei ricchi depositi di risorse minerarie come oro, rame, mercurio, cromite, zinco e piombo, che sono stati illegalmente sfruttati durante l’occupazione armena.

Il ripristino di queste capacità produttive contribuirà in maniera sostanziale allo sviluppo dei diversi settori economici, specialmente l’agricoltura. Secondo delle stime preliminari, le neonata regione economica dello Zangezur orientale, da sola, sarà in grado di rappresentare circa il 4% dell’economia azerbaigiana negli anni a venire e presenta delle grandi opportunità in settori come industria, agricoltura, bestiame e turismo. Sebbene il contributo della regione al pil dell’Azerbaigian sia crollato allo 0,1% durante l’occupazione, nel prossimo futuro sarà possibile produrre circa 1,76 miliardi di dollari di beni agricoli e industriali nei distretti di Jabrayil, Kalbajar, Gubadli, Lachin e Zangilan.

I territori liberati presentano anche delle rilevanti rinnovabili, specialmente in termini di potenziale idroenergetico. Nel Karabakh hanno origine circa 2,56 miliardi di metri cubi di acqua, ossia il 25% delle risorse idriche dell’Azerbaigian, che sono un’opportunità per lo stabilimento di impianti idroenergetici. Nel corso della guerra dei quarantaquattro giorni, l’Azerbaigian ha preso il controllo degli oltre trenta impianti idroenergetici, che utilizzavano le già menzionate risorse idriche e che erano stati distrutti dagli occupanti armeni. La maggior parte di questi impianti è stata restaurata, mentre negli altri continuano i lavori.

Il Karabakh, inoltre, ha un considerevole potenziale di energia solare ed eolica. Secondo delle stime preliminari dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, le aree liberate possiedono più di quattromila megawatt di solare e fino a cinquecento megawatt di potenziale eolico. Le regioni di Kalbajar e Lachin hanno il maggiore potenziale eolico, mentre quelle di Zangilan, Jabrayil e Fuzuli sono ricche di potenziale solare.

Per lo sfruttamento del potenziale economico dei territori liberati si renderà necessario il possesso di infrastrutture per il trasporto sostenibili. Ecco perché una delle principali direttrici del programma di rinascita per i territori liberati è lo stabilimento di infrastrutture per il trasporto globale. L’aeroporto internazionale di Fuzuli, il primo del Karabakh, è stato appena costruito e sono stati già condotti i voli sperimentali. La pista dell’aeroporto è di tremila metri in lunghezza e di sessanta metri in larghezza. E le fondamenta per altri due aeroporti internazionali, nei distretti di Zangilan e Lachin, sono state gettate.

In accompagnamento agli aeroporti, poi, l’Azerbaigian ha cominciato i lavori per il restauro e l’espansione della rete esistente di autostrade e ferrovie nei territori liberati. Alcune autostrade sono già entrate in operatività. Queste strade renderanno possibile l’accesso al Karabakh da nord, est e sud, trasformandolo nell’hub regionale dei trasporti.

Tutte le capacità economiche dei territori liberati in agricoltura, energia, trasporti ed altri settori, se sfruttate a pieno e gestire efficacemente attraverso la nuova divisione delle regioni economiche, contribuiranno in manira significativa allo sviluppo economico del Karabakh e dell’economia azerbaigiana. Uno dei principali obiettivi della rinascita del Karabakh è quello di riportarne l’importanza per l’economia azerbaigiana ai livelli del pre-occupazione.

Lo sviluppo delle regioni economiche del Karabakh e dello Zangezur orientale e il loro accesso ai corridoi di trasporto internazionale nord-sud ed est-ovest, così come al corridoio di Zangezur, convertiranno il Karabakh nel motore economico dell’intero Caucaso meridionale. E in qualità di motore economico, esso diventerà il simbolo della cooperazione regionale, anziché del conflitto regionale, come fu durante l’occupazione armena.