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Non c’√® pace per le¬†banche italiane¬†in crisi. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha preso a livello comunitario l’impegno di vendere entro il 2021 le sue quote di¬†Monte dei Paschi di Siena¬†e di riportare la storica banca toscana nel mercato privato. Da anni l’ingresso del Tesoro nel capitale di¬†Rocca Salimbieni¬†non ha risolto in alcun modo n√® le problematiche operative del Monte, mai sanate da una riorganizzazione dei suoi affari o da uno sviluppo di ampia prospettiva della governance, n√© l’anemia delle sue finanze, continuamente messe a repentaglio da una serie crescente di buchi di bilancio e sanate solo da ricapitalizzazioni a ripetizione.

Quale futuro per Mps? Il¬†governo Conte II¬†√® diviso sul tema. Che rappresenta l’ennesimo fattore di divisione in un governo preda delle ambizioni dei suoi componenti. Fulvio Coltorti su¬†Il Messaggero¬†ha scritto che “la Vigilanza europea potrebbe chiedere d‚Äôurgenza una ricapitalizzazione” di Mps “che potrebbe essere fino a 2,5 miliardi” dopo la scoperta di nuovi buchi di bilancio nel 2020. Questo potrebbe spingere il governo, che teme di vedere nuovi sostegni pubblici al Monte esser classificati come¬†aiuti di Stato,¬†ad accelerare sulla fusione della banca con altri attori nazionali.

Pier Carlo Padoan¬†√® recentemente passato dal parlamento (deputato in quota Pd) alla presidenza dell’Unicredit. E per l’economista ed ex titolare del Mef il dossier pi√Ļ importante da seguire una volta insediatosi a Piazza Gae Aulenti non potr√† che essere quello di una futura operazione di fusione di Mps con Unicredit, tra le cause che hanno spinto all’annuncio di addio al termine del mandato l’ad Mustier estremamente scettico a riguardo. Il Pd toscano, recentemente uscito vittorioso dalle elezioni regionali, teme un’ondata di esuberi di posti di lavoro in Mps nelle sue roccaforti nella regione in caso di fusione con Unicredit. “Le future decisioni in merito alla cessione delle sofferenze e alla prospettata riprivatizzazione del¬†Monte dei Paschi di Siena, chiesta dalla Bce e Ue, con l‚Äôeventuale uscita del tesoro dell‚Äôazionariato della banca potrebbero avere un forte e negativo impatto sulla vita economica e sociale della Toscana”, ha scritto il presidente regionale Eugenio Giani che, nella recente campagna elettorale, ha sostenuto la necessit√† di mantenere il Monte sotto il controllo pubblico.

Ma al Nazareno, secondo¬†Dagospia,¬†si starebbero convincendo che il merger Mps-Unicredit sia la strada giusta, e cos√¨ sarebbe orientato anche il titolare del Mef¬†Roberto Gualtieri. Fattispecie che troverebbe la totale contrariet√† dei pentastellati, favorevoli a uno schema diverso basato sul controllo pubblico consolidato di Mps e della sua sinergia con¬†Popolare di Bari, altra banca in crisi. A fare da regista dell’operazione¬†Invitalia,¬†l’authority guidata da Domenico Arcuri, gi√† rivelatasi cruciale nello sblocco della trattativa sull’ex Ilva e che potrebbe tornare opportunamente in gioco. Dopo che nelle scorse settimane¬†il segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni, il quale per evitare una ‚Äúmacelleria sociale‚Ä̬†si √® spinto ad auspicare un’operazione del genere estesa a Carige e il viceministro dell’economia pentastellato,¬†Laura Castelli,¬†ha dato il suo pieno appoggio a una mossa del genere la proposta √® stata coordinata per fare da contraltare alle volont√† dem di dar priorit√† all’Unicredit.

Recentemente l’ad del Monte Guido Bastianini con i consulenti di Oliver Wyman e Mediobanca ha elaborato il nuovo piano industriale del gruppo, che prevede tremila esuberi e la necessit√† di affrontare in futuro una crisi di capitalizzazione. La manovra temporeggiatrice, che non disegna scenari complessi sul lungo periodo, riflette l’incertezza di una banca trattata sempre di pi√Ļ come¬†terra di conquista¬†e non come un istituto potenzialmente strategico per rilanciare dei territori dissestati dalla crisi bancaria degli anni scorsi.

Quella che una volta era la quarta banca italiana potrebbe ben tornare ad altri fasti, pubblica o privata, se sapesse darsi un indirizzo operativo.¬†StartMag¬†nota che “il Monte dei Paschi ha gi√† di per s√© una dimensione pi√Ļ che sufficiente per camminare da solo; bisogna trovare in primo luogo un Ceo competente e coraggioso che sappia gi√† che cosa √® una banca” e pu√≤ contare sul suo inserimento in “un territorio dinamico e promettente”. Dunque “non si vede perch√© non possa riuscire a sopravvivere in autonomia”, opportunamente risanato. Il fatto che la Bce spinga le banche a consolidarsi con le fusioni e che in Italia, da Intesa-Ubi in avanti, il risiko bancario sia sempre pi√Ļ accelerato non giustifica operazioni barocche e forzate su Mps. Banca carica di sofferenze (crediti deteriorati) che va, in primo luogo, riunita al territorio produttivo di riferimento, ridimensionata rispetto ai suoi fasti ma nuovamente capace di risultare resiliente agli shock, e non deve esser considerata pedina di scambio delle beghe politiche del Conte II.

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