La pandemia di Covid-19 sembra destinata ad incidere sugli equilibri politico-economici mondiali: la Repubblica Popolare Cinese, dopo aver superato i giorni più bui dell’epidemia, è tornata ad essere attiva in diversi contesti regionali mentre Stati Uniti ed Unione Europea sono in piena emergenza sanitaria e subiscono le iniziative di Pechino, che si sta dimostrando particolarmente attiva in America Latina. In quest’area del mondo la Cina ha offerto il proprio supporto a diverse nazioni, dall’Argentina al Perù passando per Brasile e Messico, segnate dalla diffusione del morbo. L’interesse di Pechino per la regione non è una novità: la superpotenza asiatica intrattiene rapporti cordiali con diversi Stati dell’area, tra cui il Venezuela di Nicolas Maduro, il Nicaragua di Daniel Ortega ed altri ancora.

Uno scacchiere interessante

La Cina è stata piuttosto abile, nel corso dei decenni, a stringere partnership commerciali tanto con nazioni ideologicamente vicine, come il Venezuela o l’Argentina peronista, quanto con gli esecutivi conservatori, dall’Argentina di Mauricio Macri al Brasile di Jair Bolsonaro. I rapporti bilaterali hanno portato benefici ad entrambe le parti: Pechino ha potuto investire su nuovi mercati potenziando il suo export mentre gli Stati della regione hanno potuto utilizzare la presenza cinese come contrappeso all’eccessiva influenza statunitense.

Sullo sfondo delle iniziative cinesi ci sono, poi, anche importanti considerazioni geopolitiche: l’America Latina, ad esempio, è una delle poche aree del mondo con una cospicua presenza di nazioni che riconoscono Taiwan e non hanno relazioni con la Repubblica Popolare. L’espansione degli accordi commerciali di Pechino ha così anche lo scopo di isolare diplomaticamente Taipei: è il caso di El Salvador, che nel 2018 ha cessato di riconoscere Taiwan e nel 2019 ha annunciato una serie di maxi-investimenti cinesi, che favoriranno la costruzione di uno stadio, di un impianto per il trattamento dell’acqua ed il lancio di progetti turistici nella nazione.

Le prospettive

L’espansione della penetrazione cinese è legata all’atteggiamento degli Stati Uniti, che, anche per un fattore geografico, conservano una posizione dominante nell’area. Il Covid-19 potrebbe, però, influire su questo scenario: una profonda crisi politica a Washington, determinata da una cattiva gestione dell’emergenza sanitaria, spalancherebbe le porte della regione alla Cina ed alla Nuova Via della Seta, il mega progetto commerciale di Pechino che potrebbe attecchire anche in questa area del globo. Il presidente argentino Alberto Fernandez ha espresso, nel mese di dicembre, profondo interesse per questa iniziativa e secondo alcuni sarebbe stata imminente la firma di un Memorandum d’Intesa. Pechino si era poi dimostrata disponibile a finanziare la costruzione del quarto reattore nucleare di Buenos Aires, un progetto chiave per lo sviluppo economico del Paese latinoamericano. Superata la fase interlocutoria determinata dal coronavirus, che sta paralizzando il commercio internazionale a livello mondiale, sembra  possibile che la Repubblica Popolare possa potenziare la propria presenza nell’area a discapito di quella degli Stati Uniti d’America che, probabilmente, dovranno adattare le proprie politiche strategiche alla crescente influenza di Pechino.