Al Borussia Dortmund non è riuscita, nella finale di Champions, l’impresa di battere il Real Madrid di Carlo Ancelotti, vincitore nell’epilogo di Wembley per 2-0 contro i gialloneri tedeschi e laureatosi campione d’Europa per la quindicesima volta. Persa una battaglia, però, il Borussia ha la possibilità di…vincere la guerra. Perlomeno quella dei conti e delle entrate. Grazie a una nuova, importante sponsorizzazione.
Il Borussia Dortmund ha, infatti, poco prima della finale di Wembley siglato un accordo di partnership con Rheinmetall, colosso tedesco delle tecnologie per la Difesa che secondo i rumors porterà nelle casse del club renano decine di milioni di euro nei prossimi anni. Una partnership che segna una svolta, non solo per il calcio tedesco, ma anche per un certo modo che in Germania l’opinione pubblica ha di intendere il sistema-Difesa e le sue strutture.
Un accordo figlio di tempi di crisi
Si tratta di una mossa che asseconda lo spirito del tempo intriso della Zeitenwende, la “svolta epocale” invocata dal cancelliere Olaf Scholz dopo l’invasione russa dell’Ucraina che ha portato Berlino a schierarsi sempre di più a favore di chiare e sistemiche politiche di riarmo.
Nel 2024 si prevede che la Germania spenderà per la Difesa 78 miliardi di euro, avvicinandosi al target del 2% del Pil siglato nel 2014 dalla Nato e fissato in 85 miliardi. E molti fondi alimenteranno l’attività di aziende come Rheinmetall. Il colosso con sede a Dusseldorf realizza telai per i semoventi Pzh 2000, è produttrice di armamenti e sistemistica per il complesso sistema antiaereo Skynex e, soprattutto, è assieme alla connazionale Krauss-Maffei Wegmann centrale nella realizzazione del carro Leopard 2.
Rheinmetall al centro della Difesa tedesca e europea
Da inizio anno le azioni di Rheinmetall sono salite di valore del 75%, e il suo fatturato supera i 7 miliardi di euro. L’accordo col club vicecampione d’Europa segnala la volontà di arrivare al grande pubblico nell’identificazione e pubblicizzazione del suo business. Segno di un cambiamento di mentalità in parte dell’opinione pubblica. L’accordo prevedrà la comparsa del brand Rheinmetall nei cartelloni del Westfalenstadion di Dortmund e l’uso delle sue stanze di servizio per eventi e convegni organizzati dal colosso della Difesa. “La sicurezza e la difesa sono pilastri fondamentali della nostra democrazia”, ha affermato Hans-Joachim Watzke, amministratore delegato del Borussia Dortmund, sfidando le contestazioni arrivate da una parte della tifoseria.
Questo segnala uno sdoganamento del ruolo della Difesa e delle forze armate che fino a un paio d’anni fa sarebbe stato impensabile nel discorso “politicamente corretto” di una Germania che ha visto le sue certezze e la sua prosperità messe a repentaglio dall’accelerazione della storia in Europa, dalla rottura con la Russia, dalla crisi nella sua percezione come partner della sfera geopolitica americana in Europa danneggiato dal conflitto a Est a favore proprio degli Usa.
Borussia Dortmund e Rheinmetall, due volti della Ruhr
Certo, ricorda il New York Times, “generazioni di tedeschi, cresciuti con l’idea del dopoguerra che “mai più” la loro nazione dovesse fomentare un conflitto armato, rimangono a disagio nell’associarsi all’industria della difesa”, del resto decisiva nella fornitura di 30 miliardi di euro di armamenti tedeschi all’Ucraina. Nota il quotidiano della Grande Mela che “a differenza degli Stati Uniti, dove i giochi sportivi professionali e universitari spesso presentano soldati in uniforme che sventolano bandiere americane e voli di aerei da combattimento, negli eventi sportivi in Germania le manifestazioni esteriori di patriottismo e l’associazione con il mondo della Difesa sono rare”.
Ora, nel 2024, può succedere che il Borussia e Rheinmetall siano partner nello stesso Circolo di Inizativa della Ruhr (Initiativkreis Ruhr), l’associazione dei 70 grandi marchi della locomotiva industriale germanica che studiano come pensare al futuro sviluppo del territorio. Un futuro in cui c’è anche la sinergia tra Borussia e Rheinmetall, che nella regione ha il suo centro nevralgico, oltre a stabilimenti localizzati in tutta la Germania, da Kassel, nel cuore del Paese, a Unterluss, in Bassa Sassonia, dove dal 2025 si produrranno in un nuovo stabilimento 200mila pezzi d’artiglieria l’anno. Il ministro della Difesa Boris Pistorius è in prima linea nello sponsorizzare un riarmo massiccio, e Rheinmetall ha messo piede anche in Ucraina con joint venture e investimenti per rafforzare la sua attività. Una discesa in campo non solo metaforica, vista la partnership coi gialloneri di Dortmund. Emblema della nuova normalità di un mondo inquieto e caotico.
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