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Non è stata ancora completata la lunga procedura per la nuova certificazione dell’aereo Boeing 737 Max e sono ancora molti i dubbi sul bimotore di nuova generazione, precipitato in due occasioni (il 29 ottobre 2018 di Lion Air e il 10 marzo 2019 di Ethiopian Airlines) a causa di un difetto al software di gestione del sistema antistallo (Mcas, Maneuvering Characteristics Augmentation System). Secondo le prime previsioni di Boeing, i tecnici dell’Ente federale per l’aviazione (Faa, Federal Aviation Administration) avrebbero dovuto completare l’iter nel primo semestre del 2019, ma una serie di problemi emersi nello studio approfondito del progetto e le difficoltà nell’aggiornamento del software hanno causato un allungamento dei tempi. Stando a Bloomberg,però, il volo che concluderà la certificazione dovrebbe avvenire per ottobre e, se tutto dovesse procedere per il meglio, i 371 esemplari già operativi di 737 Max torneranno ad essere utilizzabili dalle diverse compagnie aeree al mondo entro la fine del 2019. Inoltre Boeing potrebbe riprendere le consegne del’ultima versione del suo bimotore a fusoliera stretta di maggior successo, cercando al contempo di riguadagnarsi la fiducia dei consumatori, delle diverse compagnie aeree e degli investitori.

Le ripercussioni finanziarie

La perdita del valore delle azioni è stata la prima delle ripercussioni per Boeing di questa lunga crisi iniziata dopo la messa a terra globale della flotta di 737 Max, ordinata dai diversi enti regolatori nel mondo dopo l‘incidente del 10 marzo scorso. Il titolo alla Borsa di New York è sceso, infatti, dalla quotazione di 422,58 dollari alla chiusura dell‘8 marzo ai 354,79 dollari del 27 agosto. Una perdita di 67,79 dollari per azione che ha riportato il titolo a un valore simile a quello tenuto in media nel 2018. L‘altra ripercussione è legata al mercato poiché dopo l‘ultimo incidente Boeing non ha più siglato alcun contratto differenza rispetto al 2018. L’impatto sui conti di Boeing è stato forte e nell’ultimo bilancio trimestrale, oltre che in quello di metà anno, emerge una netta differenza rispetto al 2018. Non sono solamente i ricavi a essere crollati del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-19% rispetto alla prima metà di 2018), perché a preoccupare è la netta frenata accusata nel numero di aerei consegnati nel secondo trimestre: 90 contro i 194 del primo semestre di 2018. Questo è il dato che mostra maggiormente quanto sia stato duro il colpo dato a Boeing dal doppio incidente al 737 Max e alla messa a terra globale dell‘aereo, poiché proprio il bimotore è stato negli anni il motore trainante degli stabilimenti di produzione dell‘azienda. Se il processo di ricertificazione dovesse prolungarsi ulteriormente e se non sarà possibile riprendere a consegnare i 737 Max già prodotti, e al momento parcheggiati fuori dallo stabilimento di Everett, per Boeing potrebbero aumentare i problemi a breve termine obbligando, anche, il consiglio di amministrazione a modificare le previsioni economiche per il 2019 e il 2020.

Il mercato cinese

Non ci sono solamente i problemi al 737 Max ad aumentare i rischi per Boeing, perché anche alcune scelte di politica commerciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbero sfavorirla in quello che è uno dei mercati principali per l’aviazione mondiale, ovvero la Cina. Gli aerei di Boeing finora non sono mai stati messi nella lista dei prodotti soggetti a dazio, ma da Pechino è stata minacciata la riduzione degli ordini da parte delle compagnie cinesi. Per evitare problemi alla principale azienda del settore e per non favorire la rivale europea Airbus, gli aerei di Boeing sono stati messi al centro delle trattative tra Pechino e Washington per provare a inserirli in un futuro accordo commerciale. Per Boeing, infatti, la Cina rappresenta il mercato principale per il settore dell’aviazione civile e circa l’8% degli ordini totali arriva da compagnie aeree e società di leasing cinesi. Non solo, il mercato del Paese asiatico è in continua crescita e nei prossimi 20 anni, secondo le previsioni di Boeing, serviranno 7.690 nuovi aerei dal valore totale di circa 1.200 miliardi di dollari. Il 74,5% di questi saranno principalmente a fusoliera stretta, ovvero della stessa tipologia del 737 Max. Anche per questo motivo concludere velocemente l’iter di certificazione, riacquistare la fiducia dei consumatori e risolvere le dispute commerciali è vitale per Boeing. Il pericolo è quello di lasciare campo libero sia alla nascente industria dell’aviazione civile cinese sia, e soprattutto, alla rivale Airbus che ha siglato un maxi accordo da 300 aerei (di cui 290 A-320, “antagonista” del Boeing 737) dal valore di circa 35 miliardi di dollari.

La sfida lanciata da Airbus

Se non dovesse essere trovato un accordo commerciale tra Trump e Xi Jinping, l’azienda statunitense rischia di “rimanere al palo” perdendo contratti importanti a discapito di Airbus, intenzionata a entrare in maniera drastica in quello che secondo la Iata (International Air Transport Association), nel 2025, diventerà il principale mercato al mondo anche per volumi di traffico. Qualsiasi saranno i tempi necessari per la nuova certificazione del 737 Max, i prossimi mesi e anni appaiono cruciali per Boeing che dovrà cercare di aumentare il numero di ordini provenienti dalla Cina, oltre che su scala globale dove fino al 2038 la richiesta sarà di circa 44.000 nuovi aerei per un valore totale di 6.810 miliardi di dollari. Ovviamente il mercato non potrà, per forza di cose, essere monopolio Boeing, ma per evitare che l’azienda venga surclassata dalla rivale Airbus è necessario che chiunque sarà l’inquilino della Casa Bianca, dopo le elezioni del 2020, trovi un accordo commerciale con la Cina. Le avvisaglie delle potenziali difficoltà di Boeing, e di tutte le aziende collegate, sono nell’ultimo bilancio semestrale di Airbus che ha chiuso con un utile netto di 1,201 miliardi di Euro, triplicando quasi i 493 milioni di Euro dello stesso periodo del 2018. Un risultato che riflette sia l’aumento degli accordi siglati per la vendita l’A-320 sia le difficoltà incontrate da Boeing dopo la messa a terra dei 737 Max, impantanata nel tentativo di risolvere il problema al software del Mcas.