L’India sembra sempre più interessata a rafforzare le proprie relazioni politiche e commerciali con diverse nazioni del Medio Oriente. La visita di Narendra Modi in Arabia Saudita, che ha avuto luogo nel mese di ottobre e che è stata la seconda in tre anni, ha avuto la funzione di rafforzare la partnership strategica con Riad e di offrire maggiori prospettive agli interessi del gigante asiatico nella regione. L’Arabia Saudita è tra i maggiori fornitori di petrolio a Nuova Delhi, superata solamente dall’Iraq ed il quarto maggior partner commerciale del Paese con un volume di scambi che, nel 2017-2018, ha raggiunto i 27,4 miliardi di dollari. Riad ha inoltre investito circa 100 miliardi di dollari in progetti legati al settore petrolchimico, energetico, infrastrutturale e minerario nel Paese, garantendosi una posizione di tutto rispetto in Asia Meridionale.
Una relazione strategica
L’avvicinamento tra Arabia Saudita ed India non è stato influenzato dalle vicende del Kashmir, dove Nuova Delhi ha abrogato lo statuto di autonomia locale e dato il via ad un forte periodo di tensioni con il Pakistan. Riad, a differenze di altre nazioni musulmane, ha mantenuto un approccio pragmatico nei confronti di quanto accaduto nella regione ed ha anche invitato Islamabad ad evitare una escalation.
L’incontro tra Narendra Modi ed il Re Mohammad bin Salman è così potuto sfociare nella firma di 12 accordi e memorandum d’intesa, in grado di proiettare la relazione bilaterale verso una nuova fase e che hanno portato alla creazione, tra gli altri sviluppi, di un Consiglio per la Partnership Strategica che rafforzerà i legami in ambito politico-commerciale e nei settori della difesa e della sicurezza. Tra gli altri memorandum d’intesa siglati vanno ricordati quello che porterà, in ambito energetico, a relazioni più strette tra la saudita Aramco. e l’Indian Strategic Petroleum Reserves Limited e quello che rafforzerà la cooperazione tra la National Stock Exchange indiana e la Saudi Stock Exchange.
Le prospettive
Nuova Delhi è sempre più decisa ad imporsi come nuova superpotenza sullo scenario globale e per questo motivo deve tessere una fitta rete di legami che la portino a creare una rete di alleanze ed amicizie. L’espansione verso Ovest e dunque il Medio Oriente ha probabilmente lo scopo di espandere l’influenza indiana nella regione ma rischia, nel medio-breve periodo, di impattare contro ostacoli significativi. Il governo nazionalista presieduto da Narendra Modi, infatti, si è messo in rotta di collisione con la popolazione musulmana del Kashmir, dove le forti tensioni di questi mesi potrebbero portare ad una recrudescenza del terrorismo locale e ad una spirale di violenze sempre più gravi. Il rischio è che, qualora le cose peggiorino in maniera significativa, le nazioni islamiche non possano non schierarsi in maniera decisa a fianco dei cittadini del Kashmir e necessariamente contrapporsi alle azioni di Nuova Delhi. I difficili rapporti con Islamabad segnano, da decenni, la politica estera dell’India e rendono forse più ardua la formazione di partnership strategiche approfondite con diverse nazioni musulmane. La buona volontà delle parti, insomma, dovrà accompagnarsi a scenari locali ed internazionali favorevoli ed in grado di facilitare le intese ed i patti bilaterali. I benefici reciproci per Arabia Saudita ed India derivanti dalle intese siglate, dunque, saranno probabilmente messi a dura prova da fattori esterni più o meno significativi.