Con il passaggio della pandemia di coronavirus, il commercio internazionale, la produzione di beni e servizi e in generale i più svariati settori economici hanno subito dei fortissimi sconvolgimenti, lontani da ogni predizione sul finire dello scorso 2019. La strategia di lockdown attuato dai più grandi Paesi al mondo e le incertezze legate alla durata attesa della pandemia ed al tempo necessario affinché i vaccini si possano dimostrare discriminanti nel suo contenimento hanno però fortemente segnato anche il finire del 2020 e, con ogni probabilità, si rifletteranno anche sul prossimo 2021. In uno senario che, in ultima battuta, mette in evidenza come la stabilità dell’Economia internazionale e dei mercati possa essere ancora una volta messa a dura prova, soprattutto in vista delle sfide che andranno affrontate nei prossimi mesi e non soltanto sotto il profilo pandemico.

L’Economia fatica a crescere

Una delle incertezze discriminanti che minano però la stabilità dei mercati in questo 2021 proviene proprio dalle difficoltà causate dalla pandemia che, in modo preponderante, limitano ancora la capacità produttiva e commerciale dei Paesi più duramente colpiti dal passaggio dell’agente patogeno. E soprattutto, le difficoltà già attraversate nel 2020 hanno contribuito ad un generalizzato crollo della domanda, elemento questo che potrebbe dilatare ulteriormente i tempi per la ripartenza, nonostante gli ingenti piani di intervento sia a livello nazionale che a livello internazionale.

Alla luce di ciò, dunque, la sensazione è quella che il 2021 dei mercati globali sarà segnato ancora da notevoli alti e bassi causati soprattutto dai timori di quei settori sottoposti a maggiore stress e dalla speculazione sui titoli che invece, dal lockdown, hanno tratto la propria fortuna. E in questo scenario, dunque, i rischi per gli investitori rimangono ancora molto elevati, così come messo in evidenza anche dagli ultimi rapporti della Banca centrale europea.

I Mercati attendono le mosse di Biden

Oltre alla pandemia, però, il 2021 è stato segnato anche da un altro importante cambiamento negli equilibri internazionali: l’elezione del democratico Joe Biden al ruolo di Presidente degli Stati Uniti d’America. In netta contrapposizione ideologica con le politiche portate avanti negli ultimi quattro anni dal presidente repubblicano uscente Donald Trump, dunque, le sue mosse sia sul piano interno sia su quello estero potrebbero essere l’ago della bilancia per la tenuta degli indici.

Le relazioni con i Paesi del Golfo, una eventuale ripresa dei colloqui con l’Iran e le misure di stimolo all’economia interna degli Usa non sono infatti che la punta dell’iceberg delle criticità che la nuova direzione americana dovrà affrontare. Dopo quattro anni di riscoperto protezionismo e disimpegno nei conflitti internazionali, infatti, Washington potrebbe tornare a far sentire maggiormente la propria presenza nel mondo, segnando de facto un ritorno alle politiche che avevano segnato il Paese negli ultimi trent’anni. E il modo in cui le precedenti situazioni saranno gestite, in ultima battuta, saranno anche l’immagine verosimile di quello che sarà la politica degli Stati Uniti per il prossimo quadrimestre.

In conclusione, dunque, quello che nello scorso anno e con forse un po’ troppa fiducia era considerato l’anno della ripresa economica rischia di rivelarsi ancora una volta un nuovo periodo segnato dall’incertezza. Con i mercati simbolo infatti delle preoccupazioni quotidiane, la sensazione è quella che la crisi economica rischi di perdurare almeno ancora per tutto il 2021, portando l’asticella della ripartenza almeno sino all’inizio del prossimo 2022, quando saranno visibili anche gli effetti sotto il piano sanitario. In uno scenario che, purtroppo, rischia di rivelarsi però sempre più lacrime e sangue per la popolazione mondiale.