I mercati scommettono sulla pace in Ucraina, ma il debito di Kiev resta un problema

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

Se le opinioni pubbliche europee sono. sempre più pessimiste, i mercati tornano a scommettere su una svolta nella guerra in Ucraina. Dopo che Donald Trump ha dichiarato di vedere “buone possibilità” di negoziare la fine del conflitto in Alaska, venerdì, i titoli di Stato ucraini hanno registrato forti rialzi.

Un bond ucraino con scadenza 2029 è passato in pochi giorni da 62 a 67 centesimi per dollaro; quelli con clausole legate alla crescita del Pin, che pagano extra se Kiev dovesse superare le previsioni del Fondo Monetario nel 2028, sono saliti da 47 a 54 centesimi. Le azioni della banca austriaca Raiffeisen, il principale istituto europeo ancora attivo in Russia, hanno guadagnato il 20% in due sedute, dopo che un tribunale russo ha sbloccato la vendita della sua controllata locale.

Il balzo dei titoli ucraini, ai massimi da quattro mesi, è iniziato a fine luglio, riporta Bloomberg, quando Trump ha dato a Putin dieci giorni per chiudere un accordo, minacciando dazi al 100% sulle esportazioni russe. L’incontro tra i due leader è ancora avvolto dalla confusione: secondo il Wall Street Journal, l’emissario di Trump in Russia, Steve Witkoff, potrebbe aver frainteso le intenzioni del leader russo, non si capisce bene quali territori il Cremlino potrebbe chiedere come base per una tregua, non è chiara la presenza o meno di Volodymyr Zelensky e l’Unione Europea, tanto per cambiare, si dichiara indignata ma senza dire cosa intenda mettere sul piatto.

La Casa Bianca punta, secondo tutti gli analisti più accreditati, a un cessate il fuoco basato su concessioni territoriali da parte ucraina. Ma Kiev e l’Ue rifiutano una umilizione di questo tipo: il capo di gabinetto ucraino, Andriy Yermak, ha ribadito che una tregua incondizionata è “prerequisito” per negoziare, mentre l’Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, ha avvertito che l’Unione prepara il 19° pacchetto di sanzioni contro Mosca.

Se gli investitori sembrano ottimisti, non è detto che la “pace” che hanno in mente sia favorevole all’Ucraina: in questi giorni, Zelensky sta facilitando l’espatrio dei 18-22enni per recuperare consenso, ma Kyiv fatica a mobilitare risorse. Sul fronte, un’improvvisa incursione russa di 15 km vicino Pokrovsk, per quanto sia stata tamponata dalle truppe di Azov, ci sbatte in faccia la carenza cronica di soldati ucraini.

Non tutti credono che l’ottimismo dei mercati sia giustificato, dunque. Putin è impegnato in una partita più ampia, in cui la conquista del Donbas è solo una parte. Anche con la minaccia sui dazi Ue, da parte di una Commissione attraversata da divisioni e interessi diversi, non è detto che voglia un cessate il fuoco: l’economia russa continua a nutrirsi della macchina bellica e il tempo è dalla parte dei russi.

Per l’Ucraina, la partita sul debito resta cruciale. Kyiv, riporta il Financial Times, ha ristrutturato oltre 20 miliardi di dollari di titoli in valuta estera nel 2024, riducendo il debito estero di 9 miliardi, ma ora punta a un nuovo pacchetto di aiuti dal Fai, che potrebbe richiedere ulteriori sacrifici ai creditori privati. Restano irrisolti i 2,6 miliardi di dollari in titoli legati al Pil emessi un decennio fa: a giugno Kyiv ha mancato un pagamento da 600 milioni, offrendo di convertire i warrant in bond ristrutturati, proposta respinta da diversi investitori.

I bond con clausole di crescita “hanno bisogno che il conflitto finisca entro quest’anno per avere chance reali di attivare i pagamenti extra”, fa sapere un’analista finanziario intervistato dal FT. Il rialzo, insomma, è ancora lontano dai picchi toccati a febbraio, quando il mercato scommetteva su una fine rapida della guerra nei primi mesi del secondo mandato Trump – una scommessa già una volta rivelatasi azzardata.