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Huawei non ci sta e passa alle vie legali. Il colosso di Shenzen, colpito dal bando di Trump che di fatto mira ad escluderlo dal mercato statunitense, ha deciso di rivolgersi a un tribunale degli Stati Uniti. Nel mirino del governo cinese c’è il divieto imposto da Washington a tutte le aziende americane di acquistare apparecchiature di rete da Huawei.

Pechino si rivolge a un tribunale Usa

In poche parole la Cina fa causa agli Stati Uniti e al motivo, la sicurezza nazionale, che spinge la Casa Bianca a bloccare i flussi commerciali fra aziende americane e cinesi. Un simile provvedimento è anticostituzionale, tuonano da Pechino. E così Huawei ha presentato alla Corte Distrettuale Est del Texas una mozione che intende smontare pezzo per pezzo la gabbia montata ad hoc da Donald Trump per arginare l’ascesa della creatura di Ren Zhengfei. Sotto la lente dei giudici finirà una sezione particolare del National Defense Authorization Act (Ndaa), lo stesso che il Congresso ha convertito in legge quasi un anno fa e che vieta alle agenzie governative statunitensi di acquistare e utilizzare apparecchiatura tlc targata Huawei o Zte.

Huawei si difende

A dare la notizia è stato il rappresentate legale di Huawei, Song Liuping, in una dichiarazione alla tiv di Stato cinese Cctv. Ma oltre alla questione delle agenzie governative il gigante delle telecomunicazioni deve anche difendersi da un successivo ordine esecutivo firmato da Trump: l’inserimento di Huawei nella entity list, una lista nera in cui finiscono aziende che per vendere i loro prodotti ad aziende americane devono prima ottenere il via libera del Bureau of Industry and Security (Bis).

Le ragioni del colosso di Shenzen

L’argomentazione di Huawei appare molto solida e articolata. “Il governo degli Stati Uniti – continua Song Liuping – non ha prove che Huawei sia una minaccia per la sicurezza. Usa solo supposizioni. Stabilisce che l’azienda cinese è colpevole senza alcuna certezza con l’obiettivo di cacciarla dal mercato americano”. Questo comportamento, fanno notare dalla Cina, è un “atto tirannico” e “vietato dalla Costituzione americana”. La decisione degli Stati Uniti danneggia i clienti Huawei in più di 170 Paesi e miliardi di consumatori che utilizzano prodotti dell’azienda cinese. Non solo: secondo Pechino la mossa americana danneggerà anche più di 1.200 imprese americane con danni deleteri a migliaia di posti di lavoro.

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