Guida autonoma e software, Toyota sfida Tesla e i cinesi per restare la numero uno

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Nel contesto dei grandi cambiamenti del settore automobilistico globale, gli sforzi di Toyota per restare il maggior gruppo a livello globale sono sensibili e riguardano non solo la componente industriale e della filiera produttiva ma anche la sfera del software e dell’innovazione. Forte di una quota di mercato di 10,8 milioni di vetture l’anno e di ben 333,6 miliardi di dollari di ricavi nel 2024, la società della prefettura di Aichi ha però registrato la minaccia di un calo di un terzo dei profitti a poco più di 21 miliardi di dollari nell’esercizio in corso rispetto all’anno fiscale appena passato, dove hanno toccato quota 31 miliardi.

Quest’anno, con la minaccia dei dazi ancora pendente e con una crescente pressione competitiva nel settore elettrico, destinato a diventare sempre più dominante in termini di conti economici, Toyota intende rispondere sul campo a gruppi come l’americana Tesla e la cinese Byd provando a competere nei segmenti decisivi dell’innovazione. Il prossimo Suv RAV4 di Toyota, segnala il Financial Times, monterà dal prossimo marzo un sistema nativo, denominato Arene, che renderà l’auto una piattaforma profondamente integrata con lo spazio circostante e mirerà a sfidare i concorrenti che “hanno puntato sulla fornitura di servizi digitali, a pagamento e gratuiti, per aggiungere valore alle auto”.

Un dato di fatto spesso dimenticato in casa Toyota, dove si è a lungo pensato a dominare il design e l’affidabilità della meccanica. L’auto, ormai, non è più solo un bene fisico ma è anche una piattaforma di sensori, dati e servizi: la guida diventa, in fin dei conti, solo il più caratterizzante di tutti, e potenzialmente anche uno di quelli sacrificabili dato che Toyota intende “gettare le basi per la guida autonoma accumulando esperienza dai dati di guida” e sfruttando l’ampiezza del suo parco mezzi, nota il Ft. L’azienda che ha teorizzato il kaizen, il metodo del miglioramento continuo dei processi, vuole ora aggiungere il maggior valore aggiunto possibile da ogni unità venduta, seguendo in quest’ottica la sfida di colossi come Tesla e Byd, che fanno anche dell’esperienza post-vendita una fonte potenziale di reddito.

Inoltre, Toyota mira a promuovere la capacità di creazione di innovazione di Waven City, il suo “polo dell’innovazione” alle pendici del Monte Fuji di cui Federico Giuliani ha scritto su queste colonne e che dovrà rappresentare la fucina della ripresa tecnologica della casa. Magari in sinergia con un rinnovato ambiente dell’innovazione giapponese, a cui grandi investitori come Masayoshi Son guardano strizzando l’occhio anche agli Stati Uniti, ma non trascurando nemmeno il mercato cinese, dove Toyota vuole sfidare i rivali di Pechino in casa propria, come dimostrato dall’annuncio di un nuovo stabilimento per batterie e veicoli elettrici a Shanghai, destinato a entrare in servizio nel 2027 di cui abbiamo dato conto. La sfida, dunque, è sistemica: c’è un gruppo a lungo dominante che non vuole perdere la leadership. E per farlo insegue i trend del futuro. Una lezione per tutti: attori rampanti, aziende in crisi, gruppi in trasformazione. Da Stellantis, anche chi si è appena insediato come il Ceo Antonio Filosa sarà tra coloro che stanno prendendo appunti…

Il mercato dell’auto resta la base di quella che Henry Ford chiamava “l’industria delle industrie” e mobilita risorse economiche e attenzioni politiche. Assieme agli altri settori trainanti su InsideOver lo seguiamo, leggendo criticamente i trend dell’economia globale. Per sostenere il nostro lavoro, abbonati!