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Donald Trump getta altra benzina sul fuoco con dichiarazioni al vetriolo riguardo la guerra dei dazi in corso fra Stati Uniti e Cina. Il Presidente americano ha rilasciato un’intervista a Fox News in cui ha avuto modo di trattare tre aspetti di vitale importanza. Il primo è che le due superpotenze durante i negoziati avevano raggiunto un accordo; a romperlo sarebbe stato Pechino. Il secondo è che Washington non è intenzionato a risolvere la faccenda in modo equo, fifty-fifty. Infine Trump si è soffermato sugli effetti positivi che i dazi starebbero producendo per arginare l’economia cinese.

L’effetto dei dazi secondo Trump

Partiamo proprio da qui, da una frase come tante lanciata in pasto all’opinione pubblica da un Trump in evidente stato di grazia. Le nuove tariffe imposte dagli Stati Uniti sui beni made in China starebbero spingendo le aziende ad abbandonare gradualmente i loro siti produttivi in Cina, e più in generale in tutta l’Asia. Eppure, nonostante le parole del Presidente, è in atto una tendenza quasi opposta. Dal momento che produrre oltre la Muraglia è limitante per colpa dei dazi, le imprese si stanno sì spostando, ma per dirigersi a pochi passi da Pechino. Il Vietnam è forse il Paese che più sta crescendo grazie proprio a questo effetto.

L’accordo saltato

Trump ha poi spiegato il motivo dell’introduzione di nuovi dazi. Secondo il tycoon “Stati Uniti e Cina avevano trovato un accordo molto forte, un buon affare e loro l’hanno cambiato. Allora – continua il Presidente – ho pensato, va bene, ora colpiremo la loro produzione con nuovi dazi”. E così è stato, con l’ultimo incontro fra le parti datato 10 maggio: proprio lo stesso giorno in cui Trump ha aumentato le tariffe su 200 miliardi di prodotti cinesi.

Nessun accordo equo

La Cina in un primo momento ha mantenuto la calma, anche se negli ultimi giorni ha avvisato la Casa Bianca di non spingersi troppo oltre. Pechino è tuttavia ancora disposto a sedersi a un tavolo per ricominciare a trattare, ma attenzione perché Trump ha spiegato che se mai ci sarà un accordo, questo non potrà mai essere “50-50”. In poche parole gli Stati Uniti dovranno guadagnarci qualcosa in più rispetto al governo cinese: per Washington la bilancia pende in favore di Pechino.

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