La tanto attesa fumata bianca è arrivata: Stati Uniti e Cina hanno trovato un primo accordo sulla guerra dei dazi. L’intesa eliminerà progressivamente le tariffe che i due Paesi si sono imposti reciprocamente nel corso dell’ultimo anno. Scongiurata l’entrata in vigore della nuova stangata statunitense su prodotti cinesi dal valore di 160 miliardi di euro annui, che sarebbe dovuta scattare il prossimo 15 dicembre. “I dazi punitivi fissati per il 15 dicembre non entreranno in vigore perché abbiamo fatto l’accordo. Vi saranno immediatamente negoziati per la fase due dell’accordo, invece di aspettare fino a dopo le elezioni del 2020” ha aggiunto l’inquilino della Casa Bianca. Dal canto suo, nel 2020 la Cina dovrà acquistare beni agricoli americani per un valore complessivo di 50 miliardi di dollari, raddoppiando così quanti ne aveva acquistati nel 2017, cioè prima dello scoppio della Trade War. Il punto più importante riguarda però la riduzione graduale dei dazi esistenti sulle merci made in China esportate oltreoceano, i quali dovrebbero passare dal 25% al 7,5%. La conferma dell’accordo arriva direttamente da Donald Trump in persona, a cui ha fatto eco il vice ministro del Commercio cinese Wang Shouwen. Trump ha tuttavia smentito in un secondo momento l’abbassamento delle tariffe: “I dazi del 25% rimarranno come sono”. Insomma, c’e un’intesa ma c’e ancora tanta confusione.

Il primo passo

Il vice ministro dell’Agricoltura cinese, Han Jun, ha confermato i termini dell’accordo durante una conferenza stampa nel quale ha sottolineato come la Cina aumenterà “significativamente” gli acquisti di beni agricoli Usa. Pechino ha ribadito ufficialmente l’avvenuta intesa con la Casa Bianca sul testo dell’accordo “di fase uno per la risoluzione della disputa tariffaria”. Il signor Han non ha specificato di quanto aumenteranno gli acquisti, anche se alcune fonti, come detto, quantificano il tutto in una cinquantina di miliardi di dollari. In ogni caso, l’aumento degli acquisti di prodotti agroalimentari americani da parte della Cina era una conditio sine qua non imposta da Trump per giungere a un accordo. Il Dragone ha inoltre cancellato i controdazi del 5% e 10% previsti per di,Enrica sui prodotti americani.

Versioni contrastanti 

Trump ha scritto su Twitter che finalmente è arrivato il tanto agognato accordo con Pechino: “Abbiamo raggiunto un’intesa sulla ‘fase unò di un’accordo molto ampio con la Cina”. Le due parti in causa, ha spiegato il presidente americano, hanno concordato “numerosi cambiamenti strutturali e ingenti acquisti di prodotti agricoli, energetici, manifatturieri e molto altro”. Il capo negoziatore americano, Robert Lighthizer, ha parlato di “accordo storico che chiede alla Cina riforme strutturali e cambi nel suo regime verso la proprietà intellettuale, il trasferimento di tecnologia, l’agricoltura, i servizi finanziari e i tassi di cambio”. Alcune cifre, tuttavia, non tornano visto che l’Ufficio del Rappresentante al commercio ha detto che resteranno in vigore i dazi del 25% su 250 miliardi di dollari di made in China oltre a quelli al 7,5% su 120 miliardi di import proveniente da oltre muraglia. Dunque siamo di fronte al taglio dei dazi esistenti, allo stop di nuove tariffe o a entrambi i punti? Le versioni sono contrastanti. Trump festeggia L’accordo con la Cina eppure le concessioni del tycoon potrebbero assomigliare a una sorta di sconfitta agli occhi dei conservatori americani.

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