Lo scandalo che ha colpito negli scorsi mesi l’emittente di carte prepagate Wirecard Ag e nato dalla constatazione di un ammanco di oltre due miliardi di dollari dai conti aziendali aveva destato scalpore non soltanto in Germania ma in tutta l’Unione europea. E in modo particolare, aveva generato immense preoccupazioni a causa della possibilità che il metodo operativo della società con sede ad Asscheim potesse essere stato utilizzato anche da altre società della Germania.

Sino agli scorsi giorni, però, le paure di Berlino erano state tenute a bada, grazie all’assenza di casi speculari rilevati all’interno del comparto finanziario tedesco. Adesso, secondo quanto riportato dalla testata tedesca Der Spiegel, questa certezza potrebbe venir meno a causa di un’accusa rivolta nei confronti della società di leasing Grenke da parte dello stesso speculatore finanziario, Fraser Perring, che mesi addietro sottolineò le proprie perplessità su quanto stesse accadendo all’interno delle sedi di Wirecard Ag. E in questo scenario – tenendo in considerazione i precedenti – adesso la Germania teme di dover fare i conti con una crisi molto più ampia dell’immaginato.

La Bafin indaga su acquisizioni sospette, bilanci gonfiati e insider trading

Secondo quanto sottolineato da Fraser Perring – il quale ha depositato un’accusa formale nei confronti della società – nei bilanci societari comparirebbero acquisizioni sospette e dai valori gonfiati che sembrano emulare l’operatività della società Wirecard sotto la gestione Markus Braun. E in modo particolare, dietro alla questione sembrerebbe palesarsi la possibilità che anche l’obiettivo fosse di per sé il medesimo: rendere appetibile la società nei confronti degli investitori.

A seguito delle osservazioni e contrariamente allo scorso anno l’ente preposto alla sorveglianza delle società finanziarie in Germania, la Bafin, ha deciso di muoversi con anticipo per analizzare sino in fondo la vicenda; con l’obiettivo di verificare eventuali comportamenti illegali che nel caso di Wirecard erano invece passate sottotraccia. In modo particolare, la Bafin starebbe indagando riguardo alla possibilità che dietro ai bilanci gonfiati – come definiti dall’accusa – ci sia stato un tentativo di insider trading da parte dei proprietari e della dirigenza aziendale. In uno scenario che, se tutto ciò si rivelasse fondato, potrebbe vedere la nascita di uno scandalo molto simile a quello che in pochi giorni ha condannato la più grande emittente di carte prepagate europea.

La Germania ha un comparto finanziario tossico?

Stando gli scandali che si sono susseguiti negli ultimi anni ed alle nuove accuse che sono arrivate a Berlino, la sensazione è che il comparto finanziario tedesco tragga il proprio profitto più dalle operazioni illegali che dalla reale gestione d’esercizio. E soprattutto, questo atteggiamento sembrerebbe riguardare proprio quelle società a metà tra il finanziario ed il tecnologico che negli ultimi anni hanno reso la Germania avanguardia europea nel campo della finanza e cui azioni si sono rivelate essere, in men che non si dica, tossiche.

Con lo scandalo che ha colpito Wirecard AG e con le accuse che stanno piovendo sulla società di leasing Grenke, però, la stessa solidità del settore tedesco sembra essere messa decisamente in crisi. Ma non solo: la possibilità che più di una società abbia utilizzato lo stesso “metodo Braun” evidenzia come questa pratica possa essere molto più diffusa del previsto, rendendo di fatto quasi ogni società finanziaria della Germania una possibile “bomba ad orologeria”.

In questo scenario, dunque, la Germania ne esce forse più indebolita che mai, soprattutto a causa della sfiducia che, in questo modo, si ripercuote sugli investitori. E in un momento di crisi come quello che sta attraversando l’Unione europea a seguito della pandemia di coronavirus, purtroppo per Berlino, potrebbe essere la discriminante per un deciso rallentamento nella ripartenza dell’economia tedesca. In uno scenario che, sino a pochi mesi fa, sarebbe stato assolutamente impensabile.

Un Natale di pace per i Cristiani che soffrono
DONA ORA
Un Natale di pace per i Cristiani che soffrono
DONA ORA