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I cittadini americani non dovrebbero aspettarsi un rapido ritorno alla crescita economica dopo il grave tracollo provocato dal Covid-19. Questa è la previsione, che equivale ad una doccia fredda per il presidente Donald Trump, fatta da alcuni importanti esponenti della Federal Reserve sulle prospettive di recupero del sistema produttivo a stelle e strisce. I lockdown imposti a livello statale per cercare di contenere l’espansione del coronavirus hanno provocato la perdita, nel solo mese di aprile, di oltre venti milioni di posti di lavoro. Secondo Trump questi posti di lavoro verrano recuperati molto presto mentre il 2021dovrebbe trasformarsi in un’annata fenomenale. Per alcuni importanti economisti, invece, la mera presenza del virus renderà la ripresa graduale e non improvvisa.

Disoccupazione alle stelle

Le cattive notizie per Trump non sembrano essere terminate: il Segretario al Tesoro Steve Munchin ha reso noto che il tasso di disoccupazione reale potrebbe aver già raggiunto il 25 per cento. Questo tasso, stando a quanto reso noto dall’Ufficio di Statistica nazionale, si sarebbe attestato al 22.8 per cento ma i numeri non sono aggiornati dalla metà di aprile ed è dunque probabile che possa essere cresciuto, nel frattempo, in maniera considerevole. In appena un mese il coronavirus è riuscito ad interrompere un decennio di crescita costante dell’economia mentre secondo Kevin Hassett, economista e consigliere di Donald Trump, quello in corso è il più significativo shock negativo subito da un sistema produttivo nel corso degli ultimi decenni. Per Mnunchin è comunque vitale riaprire l’economia americana se si vuole evitare un danno permanente ed in questo senso, in effetti, si stanno muovendo la maggior parte degli Stati. Il rischio, però, è quello di amplificare gli effetti distruttivi del Covid-19 e di causare danni ancora peggiori al sistema.

Le prospettive

Gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo per numero di casi totali di coronavirus, ormai superiori agli 1.3 milioni e di decessi, che sfiorano i 79mila. Molti stati, però, hanno deciso di riaprire le proprie economie senza aver raggiunto quei parametri fissati dal Centers for Disease Control di Atalanta per poterlo fare. La Florida, ad esempio, ha reso nuovamente fruibili le spiagge ed ha consentito la riapertura dei ristoranti mentre in Texas ci si può recare al cinema ed in Tennesee in palestra. Chris Christie, ex governatore del New Jersey, ha affermato che è giunto il momento di ripartire e che una chiusura prolungata dell’economia produrrebbe danni alla salute pubblica, come suicidi e violenza domestica. Trump si trova così di fronte ad una serie di incognite che rischiano di costargli la presidenza alle elezioni di novembre: l’emergenza sanitaria ha prodotto gravi perdite in termini di vite umane mentre l’economia ha di fronte a sè lo spettro della Grande Depressione del 1929. La sfida presidenziale con Joe Biden potrebbe dunque rivelarsi particolarmente complessa per l’inquilino della Casa Bianca che dovrà riuscire ad elaborare, in breve tempo, una qualche strategia per uscire dal pantano della crisi.

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