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Gamestonk!“: con una singola parola, in un messaggio pubblicato il 26 gennaio scorso, il magnate Elon Musk ha commentato sul suo profilo Twitter il suo entusiasmo per il rally conosciuto da GameStop sulla scia del decollo delle quotazioni avviato dalle scommesse del “popolo di Reddit”.

Il boom di GameStop ha terremotato la finanza americana e fatto saltare il banco della grande roulette in cui si è trasformata Wall Street negli ultimi mesi. Ma lungi dall’esser stata l’avventura eroica e libertaria di un popolo di investitori individuali in rivolta contro i grandi fondi speculativi e desiderosi di far pagare loro con lo short squeeze le puntate eccessive degli ultimi mesi, si è trattato della manovra di uno sciame di locuste in continua agitazione con alla testa figure come Musk e altri finanzieri, imprenditori e personalità celebri reinventatesi “influencer” del trading.

Da tempo, infatti, diverse personalità celebri del contesto statunitense si lanciano con viva forza nella pubblicizzazione delle loro strategie di investimento o enfatizzano attraverso i canali social o dichiarazioni pubbliche il loro sostegno a diverse manovre che, molto spesso, hanno intento speculativo. Musk ne è diventato un vero e proprio maestro: da GameStop a Signal, diverse aziende target hanno subito un picco di attenzione sulla scia della spinta del fondatore di Tesla; un’altra quotazione esplosa negli ultimi tempi è quella della Dogecoin, la criptovaluta usata per scambi su Reddit, Twitch, nell’industria del porno e nel poker online che ha come simbolo il cane Shiba Inu dei meme online, che ha visto un boom del 1.300% della sua quotazione attorno al 3 febbraio. Il pubblico delle “locuste” si è lanciato nel suo acquisto dopo che Mark Cuban, imprenditore delle telecomunicazioni e miliardario celebre per il possesso della franchigia Nba dei Dallas Mavericks, ha espresso pubblicamente, assieme all’immancabile Musk, il suo appoggio agli investimenti in materia.

Al tempo stesso, nota Il Fatto Quotidiano, “Elon Musk twitta e ne parla sul social network Clubhouse, Snoop Dogg fissa sul suo feed di Twitter un meme col cane simbolo della criptomoneta. Ne parla il chitarrista dei Kiss, Doge Simmons”, si crea un’inflazione nell’attenzione e il Dogecoin esplode. Vladimir Lenin diceva che il comunismo sovietico era il socialismo più l’elettrificazione; noi oggi, parafrasando la sua espressione, potremmo affermare che la finanza statunitense dell’era pandemica è il punto di incontro tra il quantitative easing globale, che ha immesso nelle borse trilioni di dollari desitnati al gioco borsistico speculativo, e i social network. Ovvero tra grandi masse di denaro a disposizione e un’emotività irrazionale accelerata rispetto ai tempi normali.

“In passato erano gli addetti ai lavori di Wall Street (analisti, economisti, strateghi degli investimenti e gestori di portafoglio) che alimentavano i mercati rialzisti invitando le masse a consegnare i loro soldi” – ha spiegato l’editorialista Jason Zweig sul Wall Street Journal – ora invece la manovra è fatta da apparenti “outsider” che riescono a toccare grandi pubblici con messaggi immediati e fruibili, che si moltiplicano nei feed internet e mettono in moto gli investitori privati. Ultimo anello della catena e esecutori materiali delle manovre su cui cavalcano i finanzieri di massima taglia, con buona pace di chi come Alexandria Ocasio-Cortez vede in tutto ciò una rivolta del popolo contro una non meglio precisata élite parassitaria.

E così imprenditori come Musk e Cuban, attivi nel settore tecnologico dopato dall’accelerazione delle quotazioni nel 2020, hanno dichiarato guerra agli “shortisti” che scommettevano sul crollo delle azioni nel 2021; finanzieri in appanno come  Ryan Cohen, famoso investitore che ha acquistato in un colpo solo 76 milioni di dollari di azioni in un colpo solo, e Michael Burry, hanno cavalcato la credulità del popolo di Reddit su GameStop. Salvo poi lasciarlo andare a schiantarsi sul fronte di scommesse impossibili come quella sull’argento. La roulette gira, tutti puntano a cogliere i dividendi del lancio fortunato e a pagarsi, con esso, infinite nuove scommesse. I mercati sfuggono a ogni classificazione realistica e utilizzando i social gli investitori più spregiudicati orientano il “parco dei buoi” dei piccoli risparmiatori statunitensi, scarsamente avversi al rischio di subire perdite rovinose o di rompersi l’osso del collo qualora la bolla esplodesse. E dato che il mercato sta già dando segni di cedimento e mostrando scricchiolii, l’opera degli influencer del mercato appare potenzialmente pericolosa per la tenuta finanziaria di milioni di americani abbagliati dal miraggio dei soldi facili per tutti.