Gli effetti del Coronavirus sulle economie e sulle industrie mondiali potrebbero essere disastrosi, come evidenziato recentemente dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), soprattutto se il virus dovesse continuare a propagarsi agli attuali ritmi. La diffusione del Covid-19 sta già creando ripercussioni sul lavoro con molte aziende che hanno optato per il telelavoro per ridurre le possibilità di contagio. Una decisione che è stata presa, tra le altre, anche da Leonardo che, dopo consulto con i vertici di Lockheed Martin e Pratt & Whitney, ha invitato parte dei dipendenti del sito di Cameri a “rimanere a casa” per una settimana. Un piccolo rallentamento all’assemblaggio degli F-35 in Italia che potrebbe diventare molto più importante, specialmente nel caso in cui le misure prese dal governo non dovessero sortire l’effetto sperato nel contenere il contagio.

La sospensione in Giappone

Se in Italia non si è ancora arrivati alla chiusura della fabbrica di Cameri, in Giappone il discorso è diverso perché la Mitsubishi Heavy Industries ha deciso, insieme a Lockheed Martin, di sospendere la catena di produzione degli F-35 per una settimana. Nonostante il fatto che gli impatti della decisione siano ancora limitati, questa rappresenta la prima volta che la produzione militare viene interrotta a causa del Coronavirus. Infatti, finora nell’estremo oriente, dove il Covid-19 ha avuto una diffusione maggiore, le industrie che si erano fermate non avevano a che fare con la produzione di armi o di tecnologie legate al mondo militare. Al momento, però, come ha spiegato, ai giornalisti al Pentagono, Ellen Lord, sottosegretario alla Difesa per l’acquisizione e il sostegno, la settimana di chiusura non “influenzerà i tempi previsti per le consegne”. I problemi potrebbero presentarsi però se lo stop alla produzione dovesse prolungarsi nel tempo, ma nel caso di Mitsubishi Heavy Industries l’impatto diretto sarebbe legato agli F-35 ordinati dall’aeronautica giapponese.

Quali i rischi?

Diverso il discorso di Cameri dove non solo vengono assemblati gli aerei multiruolo di quinta generazione per l’Aeronautica italiana, ma anche per quella dei Paesi Bassi e sono elevate le possibilità che nel futuro vengano prodotti anche i 34 ordinati dal Belgio e i 32 dalla Polonia. Non solo però, perché negli stabilimenti di Leonardo vengono realizzate anche componenti degli F-35 destinate alle fabbriche statunitensi di Lockheed Martin e di Pratt & Whitney, contribuendo anche alla produzione di parti del motore che alimenta l’aereo. Se la produzione italiana dovesse essere sospesa a causa del dilagarsi del Coronavirus l’impatto sul programma F-35 potrebbe avere ripercussioni in tutto il mondo, creando un danno economico non indifferente a tutte le aziende coinvolte. Per questo motivo il portavoce di Ellen Lord, il tenente colonnello Mark Andrews, ha voluto tranquillizzare gli animi specificando che la decisione italiana di permettere ad alcuni dipendenti di lavorare da casa “non ha avuto alcun impatto sulla linea di produzione”. 

L’obiettivo dei vertici delle industrie e aziende coinvolte nella realizzazione degli F-35 è di scongiurare una sospensione della produzione, anche perché le conseguenze economiche sarebbero devastanti ponendo in dubbio anche la sopravvivenza delle molte Pmi impiegate nel programma. Un’eventualità che anche il Governo vuole evitare perché significherebbe un’estensione dell’epidemia di Covid-19, ma soprattutto perché sospendere la produzione industriale in tutto il territorio nazionale porterebbe al collasso dell’economia italiana e non solo. Già le previsioni dell’Ocse per il 2020 non sono delle più positive con la crescita stimata che è stata rivista al ribasso (l’Italia dovrebbe chiudere con crescita zero). Il concreto rischio è però che le conseguenze avranno un peso maggiore sull’economia reale di tutti i Paesi colpiti dal Coronavirus, ma anche sulle previsioni annuali delle diverse aziende che dovranno rivedere al ribasso le stime di produzione per il 2020.

Anche se la situazione dovesse normalizzarsi nel giro di alcune settimane e l’epidemia si fermasse, i contraccolpi su alcune dinamiche industriali probabilmente ci saranno ugualmente. Sia la decisione giapponese di sospendere la catena di produzione degli F-35 sia la possibilità data di lavorare da remoto ad alcuni dipendenti della fabbrica di Cameri, avranno un impatto sull’aereo di Lockheed Martin che rappresenta il programma più globalizzato nella storia dell’industria militare. L’integrazione su scala globale della catena di produzione e di approvvigionamento non permette infatti che vi siano intoppi di qualsiasi tipo, poiché le conseguenze si ripercuoterebbero sull’intero sistema. Per questo motivo negli Stati Uniti si stanno preparando a ogni scenario così da ridurre al minimo gli impatti sulla produzione mondiale degli F-35.

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