L’Europa meridionale chiude le porte al¬†Meccanismo europeo di stabilit√† (Mes), anche nella versione (a parole) edulcorata nella nuova¬†linea di credito¬†approvata dal pi√Ļ recente Consiglio europeo.

Portogallo, Grecia e Spagna, infatti, hanno preso posizione contro la possibilit√† di ricorrere ai prestiti del Mes nei prossimi mesi. Parliamo di Paesi messi a dura prova sotto il profilo economico dal rischio di una recessione globale. Nelle ultime giornata Lisbona, Atene e Madrid si sono espresse sul tema per bocca di¬†Ricardo Mourinho F√©lix,¬†viceministro e segretario di Stato alle Finanze del governo portoghese (“non sembra che l‚Äôattivazione di una linea di credito del Mes abbia senso”),¬†Christos Staikouras, ministro delle Finanze greco (“la Grecia, della nuova linea di credito pandemica, attualmente non ha bisogno”) e¬†Arancha Gonz√°lez Laya, ministro degli Esteri spagnolo (¬†‚ÄúNoi abbiamo buone condizioni di mercato e finora non abbiamo nessun problema di accesso ai mercati finanziari‚ÄĚ, ha detto a Bloomberg Tv).

Prese di posizione nette ed inequivocabili: i Paesi che in passato hanno sperimentato con maggior durezza i¬†memorandum europei,l’austerit√† e la crisi non sono disposti a aprire un nuovo fronte con un ricorso al Mes che presenta numerose incognite circa le reali condizionalit√† e la reale utilit√† nella risposta alla crisi.¬†Atene,¬†in particolare, ha sperimentato sulla sua pelle i memorandum d’aggiustamento strutturale legati al Mes; il Portogallo,¬†brillante esempio¬†nel contrasto alla pandemia, ha preso la guida morale del fronte anti-austerit√† per bocca del premier¬†Antonio Costa; a Madrid il premier¬†Pedro Sanchez¬†rilancia la ben pi√Ļ complessa partita del¬†Recovery Fund.

Anche Parigi è contraria

A livello politico, per√≤, lo stop pi√Ļ importante al Mes viene da¬†Parigi. La Francia di Emmanuel Macron infatti ha rilanciato le sue perplessit√† sull’utilit√† del Meccanismo europeo di stabilit√†. Ad annunciare che Parigi non far√† ricorso al Mes, nella giornata del 14 maggio, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire¬† che lo ha annunciato in un briefing con la stampa. La¬†Francia¬†pu√≤ finanziarsi con rendimenti negativi sui¬†titoli decennali¬†e non ha motivo di ricorrere al fondo salva-Stati.

Parigi, inoltre, √® il primo sponsor del¬†Recovery Fund¬†su cui la Germania e i Paesi del Nord Europa puntano da tempo i piedi. Come scrive l’Huffington Post, “per ora esiste solo sulla carta. Si attende ancora la proposta della squadra von der Leyen: inizialmente si prospettava una presentazione nella prima settimana di maggio, ora si parla addirittura di fine maggio. Il che rischia di ritardare l‚Äôoperativit√† del fondo chiesto dai paesi del sud e quelli con maggiori difficolt√† economiche”, sicuramente impossibilitato a entrare in vigore prima del 2021. Comprensibile che Parigi voglia concentrare su di esso le sue energie politiche.

Un monito per l’Italia?

Tre Paesi che hanno gi√† sperimentato il commissariamento del Mes premono per un suo superamento. Ci√≤ dovrebbe rappresentare un allarme per chi, come l’Italia sta cercando ancora di capire quale sia la strada da percorrere, specialmente in caso di approvazione del Meccanismo. Parigi, prima sponsor delle politiche espansive nell’Ue, ne ribadisce la sostanziale inutilit√†: parliamo di moniti importanti per l’Italia circa i rischi di un’adesione frettolosa.

Il Mes, con la sua concessione di prestiti in cambio di garanzie modificabili ex post dal Consiglio Europeo¬†ai sensi del Regolamento 472/2013 votato dal Parlamento Europeo, delega alla Commissione e al resto della Troika il compito di mettere in campo le condizionalit√† a cui vincolare i prestiti erogati. Si tratta dell’estrema garanzia con cui i Paesi del Nord Europa intendono tutelarsi da un eccesso di¬†solidariet√† con il Sud del continente. Il pensiero di chi ha sperimentato l’austerit√† “merkeliana” tra il 2010 e il 2014 porta a cattivi presagi al solo evocare il fantasma del Mes.

Del resto al direttore tedesco del Mes,¬†Klaus Regling,¬†va dato atto di esser stato intellettualmente onesto e trasparente sulla natura della sua istituzione. Regling ha recentemente dichiarato all’Ansa:¬†“Il sistema di allerta √® previsto dal Trattato del Mes ma non ha nulla a che fare con le condizioni. Noi dobbiamo essere informati sulla situazione economica del Paese debitore e, come fa una qualsiasi banca, analizziamo la capacit√† di rimborso nei successivi 12 mesi e valutiamo il rischio di mancato pagamento. Quanto vi descrivo, c’√® gi√† da 10 anni. C’√® l’ esempio del Portogallo e ci comporteremo ugualmente”.

In pratica, su allerta del Mes e in qualsiasi momento la Commissione e il Consiglio potrebbero far scattare la clausola del regolamento volta a un¬†inasprimento delle condizonalit√†¬†sul Paese debitore. L’opposizione di Grecia, Portogallo e Spagna – Paesi che il Mes lo conoscono nel concreto – dovrebbe far riflettere molti in Italia. Ma √® il ripensamento francese a essere ancora pi√Ļ interessante, potendo mettere in crisi molti “euro-entusiasti” abituati a orientare la propria bussola politica su quella di Parigi.





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