Tra le critiche mosse alla bozza di riforma del Mes, il Meccanismo Europeo di Stabilità istituito nel 2012 per assicurare la stabilità finanziaria dell’Eurozona, è quella di avere come obiettivo il salvataggio delle banche francesi e tedesche. Una su tutte, Deutsche Bank, il gigante con i piedi d’argilla imbottito di derivati tossici, che rischia il crac per colpa degli errori nel management degli ultimi anni.

“Il Mes ruba ai poveri per dare ai ricchi, ruba i soldi ai risparmiatori italiani per finanziarie le banche tedesche”, è la posizione del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha chiesto di discutere in Parlamento la bozza del Fondo salva-Stati, di cui l’Italia è il terzo contribuente. Anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha lanciato l’allarme sul “rischio per i risparmi degli italiani”. Il tema divide pure la maggioranza, con il M5S che chiede di non firmare “cambiali in bianco” e il Pd che invece è determinato ad andare avanti sulla strada già tracciata. Oggi in parlamento il premier Giuseppe Conte ha assicurato di aver “cercato e ottenuto nel negoziato regole che fossero vantaggiose per l’Italia sia nel remotissimo caso in cui dovessimo arrivare a chiedere noi fondi al Mes, sia in quelli, molto più frequenti, in cui l’Italia si ritrovasse dal lato di coloro che erogano il prestito”.

“Auspico – ha detto – che il Parlamento con la sua autorevolezza e in virtù della sua legittimazione democratica, contribuisca a portare in Europa la voce di un Paese forte e coeso, che si impegna a rafforzare le istituzioni europee secondo un piano che, nel rispetto del nostro interesse nazionale, conduca ad una architettura più robusta e una equilibrata condivisione dei rischi, che avrebbe quale effetto finale quello di ridurli per tutti”.

In Germania, però, a sorpresa, le posizioni dell’estrema destra sono speculari a quelle dei sovranisti di casa nostra. Le critiche al Fondo salva-Stati sono contenute nel programma di Alternative für Deutschland. Il Meccanismo Europeo di Stabilità viola “i diritti sovrani” della Germania, si legge nel documento, ed è in contrasto con le promesse elettorali di Angela Merkel riguardo il fatto che il Paese “non avrebbe mai pagato per i debiti di altri Stati”. E ancora, strumenti come il Mes, per l’Afd, “curano soltanto i sintomi e cercano di guadagnare tempo, invece di affrontare alla radice le cause della mancanza di competitività a livello economico data da fattori strutturali e dal debito insostenibile accumulato da molti dei Paesi membri”. Il riferimento è a Grecia, Irlanda, Cipro, Spagna e Portogallo, che negli ultimi anni hanno beneficiato di prestiti per un totale di 254,5 miliardi di euro.

Insomma, per i sovranisti tedeschi, al contrario, il rischio è che il Mes possa servire “per ricapitalizzare le banche dell’Europa meridionale”. Per questo invocano la costruzione di un fronte tra “la Germania e il gruppo dei Paesi nordici” per “opporre delle linee rosse invalicabili”. Esattamente come sostengono Salvini e Meloni in Italia, i leader di Alternative für Deutschland in Germania accusano il Fondo salva-Stati di “togliere soldi dalle tasche dei tedeschi”. Tanto da ipotizzare, lo scorso anno, come ricorda l’agenzia Agi, la nascita di una commissione di esperti che avrebbe dovuto studiare “l’uscita dalla partecipazione dal Mes, il blocco del varo di un fondo unico monetario europeo, la minimizzazione della minaccia di perdite negli investimenti internazionali della Germania e dei suoi cittadini”. Il timore, mette nero su bianco l’Afd, è che i tedeschi possano trovarsi a dover far fronte ad una possibile “crisi francese, in seguito a quella italiana”.

Il no a qualsiasi “forma di fondo di salvataggio per i Paesi europei più deboli dal punto di vista finanziario” è stato ribadito a giugno con una mozione presentata al Bundestag, criticando anche la manovra del governo gialloverde, con uno dei leader del partito, Alice Weidel, che su Twitter si domandava: “Perché dobbiamo pagare noi per i ricchi italiani?”. L’Eurogruppo però, nel frattempo, preme per chiudere al più presto la partita sul Mes. “I contenuti della riforma del trattato sul Meccanismo europeo di Stabilità sono già stati concordati”, fanno sapere fonti di Bruxelles.