Le recenti scintille con la Banca Centrale Europea, le tensioni con Bruxelles, i problemi della Deutsche Bank, e adesso pure uno scontro fratricida tra gli economisti tedeschi e Angela Merkel. La Germania conferma di non star attraversando un ottimo momento di forma, tra l’ombra di una crisi economica imminente, il rallentamento della produzione e una differente visione rispetto al resto dell’Ue. L’ultima grana di Berlino arriva dal suo Consiglio degli esperti economici, detto anche “dei cinque saggi”, il quale sostiene che il governo debba avere maggiore flessibilità nel predisporre il bilancio pubblico federale. Gli esperti hanno presentato oggi un rapporto in cui chiedono alla cancelliera Merkel di “ammorbidire le regole di bilancio”, nel caso in cui il rallentamento economico interno dovesse protrarsi per molto altro tempo a venire. E questo è esattamente quello che cercava di far capire a Berlino anche Christine Lagarde, da poco al vertice della Bce, quando pochi giorni fa dichiarò che alcuni Paesi, tra cui la Germania, non avevano adottato adeguate politiche fiscali espansive.

Nuvole nere all’orizzonte

Il messaggio dei cinque saggi implica due riflessioni. La prima è che evidentemente esiste il forte rischio che l’economia della Germania possa procedere a rilento per chissà quanto tempo. Lo scorso maggio, ad esempio, il settore auto, ovvero la principale industria del Paese, che vale il 12% del pil, era in ginocchio. Come se non bastasse, i dati sulla produzione industriale erano preoccupanti e in calo del -3,4% su base annua per l’ottava volta negli ultimi 12 mesi, mentre il manifatturiero faceva registrare addirittura un -4,1%. In altre parole, la Merkel deve mettere in conto un possibile peggioramento delle previsioni. E c’è da crederci, visto che l’allarme non arriva dai “nemici” dell’Eurozona o da qualche analista desideroso di danneggiare Berlino, ma dal Consiglio degli esperti economici della Germania.

Cambiare modello economico

La seconda riflessione da fare riguarda le inevitabili modifiche che il governo tedesco dovrà attuare per rendere il proprio modello economico nuovamente efficiente. Non ha più senso continuare a puntare sul risparmio e sull’austerity, perché l’effetto ristagno è dietro l’angolo. “Il mantenimento della politica dello zero nero, cioè del pareggio di bilancio – avvisano i 5 saggi – potrebbe impedire il buon funzionamento degli stabilizzatori automatici”. Sia chiaro, gli esperti ribadiscono che la Germania non si trova ancora in questa situazione critica, ma lasciano intendere tra le linee che un’eventualità del genere potrebbe presto succedere. Meglio dunque farsi trovare preparati. E allora, a pagina 87 del loro documento, ecco che gli economisti consigliano di abbandonare un “quadro troppo rigido” che proibisca al governo di “diminuire le entrate fiscali aumentando al contempo la spesa pubblica”. Il consiglio degli esperti è semplice: basta accumulare e risparmiare. Berlino lo ha fatto per troppo tempo e, se in passato poteva essere utile, adesso tale pratica è addirittura nociva. In virtù del rallentamento economico Berlino deve spendere e spandere puntando sugli investimenti interni e aumentando la spesa pubblica, incrementando ad esempio l’indennità di disoccupazione. È questa la ricetta consigliata alla Merkel dagli esperti per evitare di colare a picco in caso di naufragio.