Ha fatto molto parlare di sé la netta presa di posizione dei Paesi tradizionalmente fautori di politiche di bilancio conservatrici in seno all’Unione Europea, capitanati dalla Germania di Friedrich Merz, di proporre un taglio di “diverse centinaia di miliardi di euro” all’ambiziosa proposta di allocazione di fondi per il bilancio pluriennale da circa 2mila miliardi di euro (a prezzi correnti) promossa dalla Commissione Europea di Ursula von der Leyen per il settennato 2028-2034.
I frugali in campo per chiedere un ridimensionamento del bilancio
Merz si è confrontato a Berlino nella giornata di giovedì 28 agosto con il cancelliere austriaco Chrstian Stocker, il primo ministro finlandese Petteri Orpo, il collega svedese Ulf Kristersson (appartenenti a formazioni del campo popolare come la Cdu del leader di Berlino), la capa del governo danese, la socialdemocratica Mette Frederiksen e il leader olandese, il liberaldemocratico Rob Jetten. Sei capi di governo (Jetten e Kristersson collegati da remoto, gli altri in presenza) appartenenti a un fronte trasversale di famiglie politiche europee a rappresentare una presa di posizione di blocco favorevole a una maggior cautela nella spesa.
Se nel 2020 a fare rumore erano stati i “Frugal Four” (Olanda, Australia, Svezia e Danimarca) mentre l’Ue discuteva di Recovery Fund e politiche di bilancio post-Covid, con la Germania che alla fine contribuì alla loro accettazione del piano di rilancio comunitario, oggi il fronte dei falchi di bilancio è compatto. La riunione comune convocata da Merz fa rumore ma la presa di posizione in sé non rappresenta una novità: che sul bilancio europeo dei prossimi sette anni ci sarebbe stata battaglia politica era noto da tempo.
Un rilancio atteso
Da diversi mesi, infatti, era noto che le capitali dell’Europa del Nord, quelle che prima delle crisi della pandemia, della tempesta energetica connessa alla guerra in Ucraina e del deterioramento delle condizioni geopolitiche globali erano le maggiori portavoci del rigore e dell’austerità fiscale, ritenevano troppo ampia la proposta di Palazzo Berlaymont. Il piano della Commissione, che da luglio 2025 è sul tavolo, prevede una spesa per programmi strategici di circa 1,8 trilioni di euro in grado di rendere sostanzialmente strutturale il cambio di passo del settennato 2021-2027 che ha portato a una crescita degli stanziamenti sommando il Multiannual Financial Framework (il bilancio Ue propriamente detto) del 2021-2027 e i fondi straordinari del piano Next Generation Eu promosso dopo la pandemia. A completare il quadro delle spese per il 2028-2034 si dovrebbero aggiungere 168 miliardi di euro per ripagare i prestiti del debito emesso al fine di finanziare quest’ultima misura, portando il contributo complessivo all’1,26% del Pil europeo.
A fine 2025 Austria e Danimarca, tra i “frugali”, avevano per primi proposto di mantenere anche nel nuovo quadro di bilancio europeo i cosiddetti rebate, gli sconti annuali dal contributo al bilancio Ue di cui erano stati beneficiari nel programma pluriennale 2021-2027. Questi rimborsi riguardavano i “Frugal Four” e la Germania stessa. Inoltre, ad aprile, ai margini di un summit europeo a Cipro, Germania e Olanda avevano espresso criticità sull’ampiezza del bilancio europeo. In questo caso il vero cambio di passo in una partita che si preannuncia complessa è il fatto che la Germania, Paese principale in termini di influenza economica e politica e potenziale punto di convergenza capace di condensare le varie istanze in una mediazione strutturale, prende nettamente posizione a favore di una rilevante minoranza di blocco che da sola può indubbiamente condizionare il dibattito.
La difficoltà di chiudere il bilancio Ue entro il 2026
La sfida decisiva è stata aperta da Merz nelle scorse settimane: a giugno la Reuters aveva dato notizia del fatto che da documenti del governo tedesco consultati dall’agenzia Berlino sarebbe pronta a proporre un taglio al bilancio europeo di 400 miliardi di euro. Merz non ha confermato questa cifra esplicitamente ma ha da tempo proposto l’ìdea di un taglio di “diverse centinaia di miliardi di euro” poi ripresa dal comunicato ufficiale dei sei Paesi, i cinque beneficiari dei rebate a cui si è aggiunta la Finlandia unitasi recuperando una tradizionale vicinanza al campo frugale. I Paesi tra loro allineati hanno proposto di concentrare su tre aree (sicurezza e difesa; competitività; migrazioni e sovranità) le spese del bilancio pluriennale, aggiungendo però che dato che diversi Stati membri dell’Ue stanno operando piano di correzione dei bilanci pubblici “il bilancio comune non può fare eccezione” e “tutti i capitoli” del piano pluriennale “devono contribuire alla riduzione” proposta, aggiungendo che “un nuovo prestito comune non è la soluzione alle nostre sfide di bilancio”.
In tal senso, si apre una sfida politica a tutto campo per capire in che misura sia possibile soddisfare l’obiettivo iniziale della Commissione Europea di Ursula von der Leyen, che mirava a chiudere il negoziato entro il 2026. I Paesi frugali tornano con nuove (ma a loro modo vecchie) proposte di cautela di bilancio a livello comunitario guidati da una Germania che, parimenti, ha aperto i cordoni della borsa sul piano interno su infrastrutture, transizione green e difesa e in cui Merz si prepara ad affrontare sfide politiche ostiche, con l’ascesa dell’estrema destra di Alternative fur Deutschland che pungola il governo della Cdu e degli alleati socialdemocratici e potenzialmente accentua quelle tendenze al rifiuto di ulteriori concessioni in Europa spesso criticate dal primo partito di opposizione.
Gli scenari politici: anche fuori dal campo frugale si chiedono modifiche
Questa posizione complica notevolmente i calcoli della Commissione per promuovere un bilancio ambizioso e orientato a potenziare gli investimenti comunitari, anche perché pure dal campo degli Stati più distanti dalla linea rigorista si erano alzate voci critiche. I tagli proposti dalla Commissione ai fondi per la coesione e per l’agricoltura avevano infatti unito ben sedici Paesi, Italia compresa, che si opponevano alla riduzione dei fondi per due voci di spesa importanti in diversi Stati, cruciali soprattutto per le economie dell’Est Europa, e sul cambiamento del meccanismo di gestione delle politiche di coesione proposto da Bruxelles. Inoltre, la premier italiana Giorgia Meloni ha criticato il mantenimento del meccanismo dei rebate, sottolineando che se non sarà rimosso Roma, a sua volta contributrice netta, chiederà di potervi accedere. Tra i big europei la Francia, chiamata a un pesante risanamento del debito interno, non ha preso una posizione netta, ma Emmanuel Macron e il suo governo sembrano piuttosto aperti all’ìdea di cercare nuove fonti di finanziamento sotto forma di tasse comunitarie per mantenere un bilancio ambizioso, come ha ricordato Politico.eu.
Il dato da sottolineare, sul piano politico, è triplice. In primo luogo, si ricompatta in maniera esplicita, palese e organizzata l’asse del rigore che, dal suo punto di vista, fa un calcolo politico-strategico pienamente coerente con le sue priorità, enfatizzando gli schemi operativi più funzionali ai suoi piani e lasciando in secondo piano, come sacrificabili, le altre voci di spesa maggiormente attenzionate da chi, invece, vuole difendere le politiche di coesione. In secondo luogo, se il fronte del rigore ha le idee chiare, ad oggi la partita di chi mira a muoversi strutturalmente per un bilancio ambizioso e flessibile nelle sue voci appare in salita.
Verso un 2027 incerto
Del resto, non aiuta a questo il fatto che sul caso-Ceuta da fine luglio si sia avviato un confronto politico serrato tra Italia e Spagna, due dei Paesi che avrebbero più da perdere in una riaffermazione sistemica delle logiche rigoriste e che potrebbero contribuire, volendolo, a plasmare un fronte strategico capace di andare oltre la semplice critica dei tagli a agricoltura e fondi di coesione. Infine, la partita sul bilancio europeo sarà paradigmatica di diverse altre sfide che metteranno alla prova l’unità dell’Ue in un periodo decisivo. Se non si chiuderà entro fine anno, il dibattito sul bilancio europeo si sovrapporrà a un anno caldissimo sul piano politico, con Francia, Italia e Spagna che saranno chiamate alle elezioni, la Germania che dovrà testare la tenuta della sua coalizione di governo alla prova dell’ascesa della destra e, in parallelo, un’altra partita decisiva incombente nella scelta del successore di Christine Lagarde alla guida della Banca Centrale Europea per un mandato di otto anni.
Agende nazionali e agende comunitarie finiranno per sovrapporsi strutturalmente e il dibattito sul bilancio comunitario potrebbe convergere con quello delle politiche interne dei singoli Paesi. Aprendo la strada a una serie di interferenze potenzialmente critiche per l’intero processo decisionale. In questo contesto, la Commissione appare subire gli eventi maggiormente rispetto al passato, mentre il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa cerca la mediazione. La disunione europea sul bilancio e la presenza generalizzata di motivi di scontento sono paradigmatici di un’era complessa. E il rafforzamento del fronte del rigore apre la strada alla necessità che anche i vari Paesi che desiderano soluzioni alternative trovino una propria posizione chiara: si preannunciano mesi di trattative serrate e dall’esito incerto per capire come l’Europa spenderà e di quante risorse si doterà in anni cruciali per la sua competitività e il suo sviluppo.
Fonti
- “EU Budget for 2028–2034: What Does the New Financial Framework Reveal About the Future of Europe and Enlargement”, European Policy Centre, 21 luglio 2025 – https://cep.org.rs/en/blog/eu-budget-for-2028-2034-what-does-the-new-financial-framework-reveal-about-the-future-of-europe-and-enlargement/
- “Le proposte della Commissione europea relative al Quadro finanziario pluriennale dell’UE 2028-2034”, Senato della Repubblica, Dossier n.152 1DE – https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=DOSSIER&id=1496350&idoggetto=0&part=dossier_dossier1
- “Rebates: correction mechanisms”, dal sito della Commissione Europea – https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/eu-budget/long-term-eu-budget/2021-2027/revenue/rebates_en
- Leaders set the work programme for the 2028-2034 EU budget to the Cypriot Presidency, EuNews, 18 dicembre 2025 – https://www.eunews.it/en/2025/12/18/leaders-set-the-work-programme-for-the-2028-2034-eu-budget-to-the-cypriot-presidency/
- Europe’s €1.8T budget fight just got real, Politico.eu, 24 aprile 2026 – https://www.politico.eu/article/europe-1-8-budget-fight-got-real/
- Multiannual budget: 16 countries (including Italy) oppose the Commission and call for more funding for cohesion and agriculture, EuNews, 26 maggio 2026 – https://www.eunews.it/en/2026/05/26/multiannual-budget-16-countries-including-italy-oppose-the-commission-and-call-for-more-funding-for-cohesion-and-agriculture/
- Cohesion is worth more than just a ‘bag of money’, regions chief says, Euractiv, 22 giugno 2026 – https://www.euractiv.com/news/interview-cohesion-is-worth-more-than-just-a-bag-of-money-regions-chief-says/
- France hunts for new EU taxes to fund €2T budget, Politico.eu, 28 giugno 2026 – https://www.politico.eu/article/france-hunts-for-new-eu-taxes-to-fund-e2t-budget/
- Germany demands $450 billion cut to ‘unaffordable’ EU budget, document shows, Reuters, 30 giugno 2026 – https://www.reuters.com/business/germany-demands-450-billion-cut-unaffordable-eu-budget-document-shows-2026-06-30/
- Meloni tells Brussels to scrap ‘rebates’ for some member states – or Italy will demand them too, EuroNews, 11 luglio 2026 – https://www.euronews.com/my-europe/2026/06/11/meloni-tells-brussels-to-scrap-rebates-for-some-member-states-or-italy-will-demand-them-to
- Germany’s Merz says EU budget needs cut of ‘several hundred billion’ euros, Politico.eu, 28 luglio 2026 – https://www.politico.eu/article/merz-calls-cutting-several-hundred-billion-eu-budget-rejects-eu-staff-increase/
- Dichiarazione congiunta di Germania, Danimarca, Austria, Finlandia, Olanda e Svezia, 27 agosto 2026 – https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/statement-of-denmark-germany-the-netherlands-austria-finland-and-sweden-on-the-multiannual-financial-framework-2028-2034-2450768.pdf
- Defence under the next MFF 2028–34, ASD-Europe – https://www.asd-europe.org/news-media/publications/asd-position-papers/defence-under-the-mff-2028-34/