Eni, Tim, Bper: BlackRock fa shopping in Italia

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

L’estate del 2025 è stata molto intensa per gli affari italiani di BlackRock. Il più grande gestore di asset al mondo si è notevolmente interessato alla finanza della Penisola in una fase di crescente attenzione degli investitori e di grandi manovre tra le major del sistema-Paese.

La “Roccia Nera” guidata da Larry Fink, forte di 12,5 trilioni di asset gestiti nel mondo, ha diversi motivi per puntare sull’Italia. In primo luogo, i mercati dei capitali nazionali sono ancora in larga parte un terreno da esplorare e uno spazio che può acquisire potenzialmente spazi maggiori vista la continua sotto-capitalizzazione della Borsa italiana.

In secondo luogo, BlackRock si trova a dover diversificare rispetto a molti mercati che appaiono in grande trasformazione. La revisione restrittiva delle politiche d’investimento e della supervisione negli Usa sull’orientamento “sostenibile” di molte strategie di diversificazione del portafoglio, incentivata da Donald Trump dopo il suo ritorno al potere negli Usa, ha prodotto conseguenze anche su BlackRock che di recente ha perso un mandato per una gestione di 17 miliardi di dollari di asset dal fondo pensione olandese Pfzw proprio per questa asimmetria.

Infine, il governo di Giorgia Meloni ha mostrato una propensione positiva ai rapporti con la finanza statunitense e sta impostando una politica attenta ai rapporti coi grandi investitori internazionali anche, se non soprattutto, incentivando un piano di privatizzazioni di asset pubblici che mira a portare entro il 2026 20 miliardi di euro nelle casse dello Stato.

Tutto questo sta incentivando la ricerca di rendimento da parte di BlackRock in Italia. L’espansione del business nelle ultime settimane parla chiaro. L’operazione più voluminosa è stata quella che ha portato il gruppo basato a New York al 49,99% nella newco fondata da Eni per sviluppare la tecnologia di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, promettente sia per il mercato europeo che per quello statunitense.

BlackRock entra al fianco di Eni con la leva di Global Infrastructure Partner (Gip), il fondo acquistato nel 2022 per 12,5 miliardi di dollari, specializzato in reti e infrastrutture di vario tipo, che affianca un altro colosso di mente italiana come la svizzera Msc, fondata dall’armatore napoletano Gianluigi Aponte, nell’operazione per lo sbarco nei porti del Canale di Panama ben attenzionati dall’amministrazione Trump

La mossa completa una proiezione crescente del Cane a sei zampe sui mercati internazionali, sigillata anche dalla vendita del 30% di Enilive, compagnia specializzata in mobilità sostenibile e sponsor della Serie A di calcio, al fondo Kkr.

E non finisce qui. Nelle scorse giornate BlackRock ha anche perfezionato due scalate importanti. Da un lato ha superato il 5% del capitale in Telecom Italia, nel cui assetto finanziario seguito alla vendita della rete e allo scorporo di NetCo a favore proprio di Kkr il governo italiano, tramite le Poste, ha soppiantato la maggioranza azionaria in precedenza in capo ai francesi di Vivendi. Una nuova Telecom vedrà i potenziali dividendi partecipati anche dalla “Roccia Nera”, che ha ampliato anche la sua partecipazione in un altro gioiello della borsa come Bper, con un analogo 5%. Reduce dalla scalata a Banca Popolare di Sondrio, l’istituto di Modena ha prospettive reddituali crescenti ed è un importante player nel risiko bancario accelerato anche dalle manovre di Unicredit (partecipata da BlackRock) su Commerzbank e dall’operazione Mediobanca-Mps.

Il professor Alessandro Volpi su Altraeconomia ricorda che l’attivismo di BlackRock mostra quanto ristretti siano gli spazi per il mercato interno: “BlackRock è decisiva in tutti i settori strategici italiani, dall’energia, alle banche, alle multiutility alla manifattura” e la sua presenza presenza, aggiunge l’economista, “non si limita certo alle partecipazioni azionarie perché la società americana è il principale gestore del risparmio italiano, con una raccolta intorno ai 170 miliardi di euro attraverso vari strumenti, tra cui stanno crescendo rapidamente gli Etf”. Sommato ad altri colossi come Vanguard e State Street, il gruppo di Fink appare dunque ben posizionato per indirizzare il mercato italiano. Resta da capire quanto quest’ultimo si possa definire fino in fondo tale di fronte a un incremento tanto sistemico del peso di un gruppo d’oltre Atlantico e dei fondi affini, con un potere contrattuale così sbilanciato.