Nella corsa dell’Azerbaigian verso lo status di potenza energetica consolidata, nonché diversificata ed autosufficiente, sta assumendo un’importanza crescente un tassello che, spesso e volentieri, viene trascurato dall’analisi convenzionale: il solare.

Baku, in effetti, pur essendo la sua immagine largamente associata agli idrocarburi, dispone del potenziale necessario allo sviluppo di un settore solare all’avanguardia e in grado di produrre risultati significativi al fine della sicurezza energetica.

Una centrale galleggiante per Baku

Forte di una media annuale di duecentocinquanta giorni di soleggiamento, che, in termini di radiazione solare equivalgono a 5000–6500 MJ/m2, l’Azerbaigian è il Paese del Caucaso meridionale “più baciato dal Sole” e, di conseguenza, il maggiormente bendisposto allo sfruttamento di questa fonte energetica.

Secondo l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), “l’Azerbaigian ha un potenziale energetico solare di 23.040 megawatt, il più elevato in comparazione agli altri segmenti del rinnovabile”. In altri termini, Baku potrebbe estrarre più energia dal Sole che dal vento e dal mare.

La dirigenza è pienamente cosciente del ruolo che il solare potrebbe giocare nella corsa alla sicurezza energetica, perciò, negli anni recenti, ha eteroguidato la crescita del settore a mezzo di investimenti domestici e attrazione di capitale straniero. L’ultima novità, a quest’ultimo riguardo, è del 5 febbraio, giorno in cui Baku ha ospitato l’incontro preparatorio all’apertura di un importante cantiere nel lago Boyukshor.

Il lago, che si trova nei pressi della capitale azera ed è il secondo più grande del Paese, ospiterà una centrale solare galleggiante dalla capacità totale di 100 kilowatt e della cui realizzazione si occuperà la spagnola Gamma Solutions.

Tornando al vertice, vi hanno partecipato, oltre ai rappresentanti del governo azero e dell’azienda incaricata, anche delegazioni di Tamiz Shahar, società coinvolta nello smaltimento rifiuti, e dell’Asian Development Bank. La presenza dell’ultima all’incontro è legata al fatto che la costruzione della centrale del Boyukshor rientra nell’ambito di un programma-quadro a proiezione regionale che la vede coinvolta e, Azerbaigian a parte, riguarda anche Kirghizistan e Afganistan.

Il settore solare in Azerbaigian

Il settore solare azero si trova allo stadio embrionale ma sta crescendo rapidamente: la capacità installata totale è aumentata da 36.30 megawatt a 50 megawatt dal 2019 al 2020, riflesso del potenziamento degli impianti esistenti e della progressiva costruzione di nuovi.

Lo scorso 28 gennaio, in occasione del quinto incontro della commissione governativa sull’energia rinnovabile, è stato comunicato che procedono i negoziati con l’emiratina Masdar per l’edificazione di una centrale dalla capacità di 200230 megawatt a sud della capitale. L’impianto dovrebbe sorgere a settantacinque chilometri da Baku, e la Masdar, che ha siglato un accordo con il Ministero dell’Energia dell’Azerbaigian a gennaio dell’anno scorso, dovrebbe occuparsi in toto di progettazione, finanziamento e funzionamento.

Se e quando effettivamente realizzata, la centrale contribuirà in maniera determinante a dare concretezza ai sogni di diversificazione energetica dell’Azerbaigian, che ha fissato come obiettivo di fine decennio la produzione di un terzo dell’elettricità da fonti rinnovabili.

L’effetto Nagorno Karabakh

La fine della seconda guerra del Nagorno Karabakh, favorevole a Baku, ha dato impulso al rispolveramento di progetti sino all’anno scorso irrealizzabili a causa dello stallo nella regione contesa. L’accordo di cessate il fuoco ha determinato il trasferimento di una serie di villaggi sotto la sovranità azera, privando le autorità della repubblica non riconosciuta dell’Artsakh del controllo su interi distretti e sul cui destino, di conseguenza, adesso sta legiferando l’Azerbaigian.

La presidenza Aliyev ha in serbo dei progetti monumentali per quella parte di Nagorno Karabakh de-occupata, tra i quali un parco tecnologico, e l’energia solare rientra nell’elenco. Il governo sta pianificando la costruzione di una centrale da 200 megawatt in un luogo ancora da definire, e degli impianti ad hoc ad uso largamente agricolo potrebbero vedere luce in otto aree, comprese tra Kalbajar, Lachin, Gubadli, Zangilan, Jabrayil e Fuzuli, dove è stato accertato “dell’alto potenziale di energia solare […] dalla capacità totale di 7.214 megawatt”.