Il peso del settore farmaceutico indiano può cambiare su scala globale i rapporti di forza e gli equilibri economici di un settore portato alla ribalta dalla pandemia di Covid-19 e dai suoi strascichi? Per molti osservatori sì. La massiccia produzione di farmaci generici da parte delle case indiane, specie dopo la scadenza dell’esclusività di molti brevetti, può spingere una corsa al ribasso dei prezzi che in molti sistemi dove la previdenza pubblica è incerta (come gli Usa) o l’accessibilità di alcuni farmaci per i consumatori traballante (il Regno Unito) si preannuncia come un cambiamento di mercato non secondario.
Il Covid-19 ha esaltato il ruolo dell’India come “farmacia del mondo“. L’India è centrale per il 20% della produzione di farmaci globale e del 60% della produzione di vaccini. Avviando un trend che porterà a fine decennio, secondo le stime di Statista, a 130 miliardi di dollari il valore annuo della produzione industriale nel settore imputabile al colosso asiatico. Un percorso di crescita dell’output di sei volte e mezzo che a fine anno si prevede prossimo a toccare i 65 miliardi di dollari di valore aggiunto.
Il tasso di incremento è sostenuto: “Secondo la società di ricerche di mercato Pharmarack, il mercato farmaceutico indiano è cresciuto dell’8,8% tra la metà del 2023 e il giugno di quest’anno con tutte le principali terapie che hanno registrato una crescita positiva del valore”, ha ricordato Business Standard. Aggiungendo che a trainare la crescita sono state “le terapie respiratorie, anti-infettive e gastrointestinali, che hanno registrato una crescita del valore a due cifre, rispettivamente del 19,2%, del 17,2% e del 10,7%” rispetto al periodo di dodici mesi precedente a quello preso in considerazione.
E se ad oggi parti importanti del business vengono ancora dai farmaci tradizionali, negli anni e con la scadenza di molti brevetti l’accumulo di esperienza, capitali e tecnologie permetterà all’India di muoversi apertamente sulla ricerca di una maggiore profondità di mercato sui generici, di cui Nuova Delhi è già il primo produttore globale.
Il Financial Times si è interessato a questo fatto sottolineando come la Bicon, azienda di Bangalore, sia prossima ad entrare nel mercato del Regno Unito con una versione generica del farmaco per il controllo del peso Saxenda di Novo Nordisk e, secondo il Ft, starebbe facendo le “prove generali” per lanciare una versione generica di un altro prodotto dell’azienda danese, il farmaco anti-diabete Ozempic. Una svolta importante anche per i consumatori interni perché, ricorda il Ft, “77 milioni di adulti indiani soffrono di diabete di tipo 2 e quasi un cittadino su quattro è sovrappeso o obeso” secondo le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.
“Gli esperti affermano che l’ingresso della concorrenza dei farmaci generici può in genere comportare una perdita di circa l’80 per cento della quota di mercato del fornitore originale e un calo dei prezzi dei farmaci di circa il 20-30 per cento”, ricorda il Ft. L’ambizione indiana, in prospettiva, è anche quella di fare della crescita di produzione di generici uno strumento di proiezione economica nelle aree di riferimento per la cooperazione internazionale e il sostegno allo sviluppo, facendo dei farmaci made in India un marchio di Nuova Delhi nel Sud Globale.
Parliamo di una grande strategia che può cambiare, e in un certo senso lo sta già facendo, il mercato farmaceutico globale. Un dato analizzato dal colosso delle spedizioni Maersk in un rapporto che ricorda ai suoi clienti del settore farmaceutico lo spostamento del baricentro mondiale sull’India: “l’ampia scala e diversità dell’industria farmaceutica indiana offrono resilienza e adattabilità alle esigenze della supply chain, consentendole di soddisfare esigenze diverse e di manovrare efficacemente attraverso le fluttuazioni del mercato”, ha fatto notare Maersk. Aggiungendo che “una presenza così diffusa sulla scena globale sottolinea l’importanza di reti di supply chain robuste in grado di soddisfare rigorosi mandati normativi, garantire elevati standard di qualità e superare gli ostacoli logistici”.
Nella corsa dell’India il settore gioca un ruolo centrale e condiziona le dinamiche di mercato in un senso che potrebbe vedere, negli anni a venire, governi e produttori guardare con attenzione al nodo dei prezzi dei farmaci. Un mercato mondiale inondato di alternative generiche ai farmaci delle major sarebbe ampiamente rivoluzionato, e le grandi multinazionali stanno già cercando di abituarsi al trend di prezzi decrescenti mostrandosi aperte, nel mese di agosto, a venire a patti negli Usa con il presidente Joe Biden accettando la sua richiesta del taglio generico del costo di molti prodotti di ampio uso. Una mossa che ha avvantaggiato i consumatori a basso e medio reddito, di cui in prospettiva l’India potrebbe essere il più grande alleato, sia in forma diretta che di “deterrenza” verso i rincari.

