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Crypterium sarà la JP Morgan delle criptomonete o almeno questo è il desiderio del suo fondatore. In una recente intervista rilasciata al portale d’informazione finanziaria Money.it uno dei fondatori del progetto Crypterium, Vladimir Gorbunov, ha parlato delle novità della sua banca.

Il valore dei bitcoin continua ad aumentare

Su questo portale è già stato affrontato il tema relativo alle criptovalute, il loro circuito di utilizzo, chiamato blockchain e il loro sorprendente sviluppo negli ultimi anni. Il bitcoin, la criptomoneta più utilizzata ora, ha raggiunto il valore record di 6.500 $ per ciascuna unità. Una cifra da capogiro. Tuttavia questo sorprendente balzo in avanti è dovuto soprattutto a scommesse e operazioni speculative poste in atto dagli investitori. Ciò che ancora tappa le ali al definitivo sviluppo delle monete virtuali è la loro connessione con il mondo reale.

Le criptomonete sono ancora lontane dalla vita quotidiana

Risulta ancora molto complesso infatti per una persone comune effettuare gli acquisti di tutti giorni utilizzando un bitcoin, o una qualsivoglia criptomoneta. Inoltre non vi è ancora stato un adeguamento legislativo statale sul tema, lasciando così le monete virtuali in una pericolosa terra di nessuno dove non c’è spazio per fiducia e affidabilità. Crypterium potrebbe essere dunque la risposta a questi bisogni per un definitivo exploit del circuito blockchain. Di cosa si tratta?

Una critpobanca per il definitivo sviluppo del blockchain

Nell’intervista Vladimir Gorbunov sostiene che si tratta di una “criptobanca” in grado di creare un ponte tra la vita quotidiana delle persone e il cripto-mondo virtuale. Ciò che vuole fare Gorbunov con il suo progetto è permettere a qualsiasi persona, dotata di connessione internet, di effettuare ogni tipo di acquisto quotidiano attraverso l’utilizzo delle criptovalute all’interno del circuito Crypterium. Ad oggi “utilizzare Bitcoin per pagare un caffè, ad esempio, richiederebbe prima l’invio di BTC all’exchange per effettuare la conversione, poi l’attesa di tre consecutive conferme, poi ancora l’invio di Bitcoin e, soltanto dopo svariato tempo e una sostanziale perdita, il trasferimento di denaro reale sulla propria carta”.

Un procedimento troppo impegnativo, ma soprattutto troppo lungo per pagare un caffè, o qualsivoglia prodotto, che disincentiva per ora i consumatori dall’utilizzo delle monete virtuali. “Quello che offriamo è molto più che un portafoglio virtuale multicurrency: un sistema che esegue diverse operazioni, in cui le ore di attesa vengono trasformate in cinque secondi, senza limiti giornalieri e senza bisogno di aspettare diverse settimane per il rilascio di una carta di plastica”, dice Gorbunov. Pochi secondi dunque, per poter pagare il solito caffè in bitcoin, invece che in euro, dollari o altre monete reali.

Una semplice app per utilizzare i bitcoin

Nello specifico la piattaforma Crypterium verrebbe utilizzata attraverso un’applicazione da smartphone. Il suo fondatore la paragona alle ormai conosciute Apple Pay, Samsung Pay, Paypal ecc. Una volta registrato, l’utente potrà collegare il proprio conto Crypterium al circuito tradizionale POS. Da lì il gioco è fatto. Gli euro diventeranno bitcoin e viceversa. Qual è tuttavia la differenza rispetto a un circuito bancario tradizionale? Come prima cosa l’ “anarchia” di fondo del sistema blockchain. Crypterium è sì descritta come “banca”, ma in realtà ne svolge solamente la funzione di intermediario degli scambi e non quella di creatore e regolatore del flusso monetario.

Il valore dei bitcoin o altre cripto valute è dunque altamente volatile e soggetto alle più impreviste variazioni di valore (come dimostra l’impennata recente). Inoltre ogni pagamento effettuato all’interno del blockchain è rintracciabile. Cosa vuol dire? Significa che non solo la vostra banca potrà avere accesso ai dati dei pagamenti effettuati, ma chiunque entri nel sistema blockchain. Dati sensibili dunque alla mercè del primo curioso. Eppure basta dare un’occhiata al sito di Crypterium per capire “quanto facciano sul serio”.

Gli analisti della criptobanca sono infatti certi che entro il 2025 arriveranno a gestire un patrimonio di 500 miliardi dollari e che l’economia totale legata alle criptovalute raggiungerà un volume d’affari pari a 10 trilioni di dollari, il 10% del PIL mondiale. Il ritmo dell’economia virtuale è sempre più frenetico e sembra in grado scalzare il monopolio delle banche tradizionali.