Guardando la cartina relativa all’andamento delle vaccinazioni pubblicata sul New York Times, si nota come il Marocco sia l’unico Paese africano a presentare una colorazione scura, la quale indica un piano avanzato di somministrazione delle dosi anti Covid. Una circostanza indicativa non solo di come Rabat si sia mossa in tempo, rispetto ai suoi vicini, per tutelarsi contro l’emergenza coronavirus ma anche del livello di resistenza e “resilienza” economica mostrata dal Paese nordafricano in questi mesi di pandemia.

La conversione dell’economia durante la fase più acuta del coronavirus

Il Marocco a differenza di diversi Paesi dell’area nordafricana, già prima del Covid presentava un notevole vantaggio: avere un’economia diversificata. Se molti governi della sponda sud del Mediterraneo fanno affidamento per le proprie entrate all’esportazione di materie prime, petrolio e gas in primis, e al turismo, Rabat al contrario ha sempre puntato sulla fortificazione di diversi apparati produttivi. Nelle ultime due decadi in particolare, il Marocco ha sviluppato molte potenzialità nell’industria tessile e in quella aeronautica. Qui sono presenti ad esempio stabilimenti del gruppo Le Piston Francais e di Spirit Aerosystems. Questo ha permesso al Paese di accrescere il proprio know how nel settore ed acquisire molte competenze. Circostanza rivelatasi fondamentale allo scoppio della pandemia. Così come infatti sottolineato da Marco Scotti su Economy, il governo si è potuto permettere di indirizzare la produzione verso le esigenze prioritarie che occorrevano al Marocco per fronteggiare la guerra alla diffusione dei contagi.

Molte industrie tessili infatti hanno iniziato a confezionare migliaia di mascherine e dispositivi di sicurezza per la popolazione. Rabat quindi, a partire già dal secondo trimestre del 2020, non ha dovuto più dipendere dalle importazioni di questi vitali materiali protettivi. Allo stesso tempo, l’industria aeronautica ha convertito le proprie attività nella produzione di respiratori artificiali e macchinari da distribuire negli ospedali del Paese. Un elemento che ha presentato due vantaggi: da un lato il Marocco ha diminuito la sua dipendenza dal mercato straniero, dove questo tipo di materiali in piena pandemia hanno iniziato a scarseggiare, e dall’altro le sue industrie hanno potuto continuare il lavoro a pieno regime, ridimensionando la portata potenziale della perdita dei posti di lavoro dovuta al rallentamento dell’economia internazionale e delle commesse.

Nel 2021 l’economia marocchina tornerà a crescere

Ovviamente anche il Paese nordafricano ha subito i contraccolpi generali della pandemia. Molti settori sono stati colpiti, a partire dal turismo, e le esportazioni sono calate per una perdita complessiva di svariati milioni di Dollari nella bilancia commerciale. Tuttavia la diversificazione dell’economia pre Covid e le strategia attuate in piena emergenza hanno fatto attutire l’impatto. A dimostrarlo sono anche i numeri: secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, il Marocco ha perso il 7.2% del Pil nel 2020, ma nel 2021 la sua economia dovrebbe tornare a crescere del 4.6%. Un recupero importante favorito anche dalla tenuta del Dirham, la moneta locale, e dal mantenimento a un livello sostenibile del debito pubblico, fermo al 75%.

Le autorità economiche potranno quindi dedicarsi, nei prossimi mesi, al rilancio degli investimenti nei settori più strategici e all’adozione di misure di sostegno per le categorie più deboli e per quelle colpite dalle misure di contenimento anti Covid. In questo contesto Rabat non solo potrà, da qui in avanti, ergersi come Paese africano di riferimento per la ripresa dell’economia ma anche come nazione in grado di mantenere, nell’area mediterranea, livelli di produzione importanti. Una situazione che ha avuto importanti riflessi anche nella stessa gestione dell’emergenza coronavirus: il Marocco è l’unica nazione del continente ad avere standard di vaccinazione simili a quelli dei Paesi più avanzati. Ad oggi sono state somministrate quasi 9 milioni di dosi, più del 13% della popolazione è già vaccinata. Le autorità locali non hanno atteso i tempi lunghi della piattaforma Covax per ricevere i vaccini. Con questa mossa Rabat spera di essere la prima nazione dell’area a poter far ripartire l’economia turistica.