La FIFA è “molto, molto interessata” a sviluppare una propria criptovaluta, ha detto venerdì scorso Gianni Infantino dagli Stati Uniti. È solo uno dei tanti annunci recenti del capo del calcio globale, attualmente preda di una bulimia di riforme in cui ha rivelato anche i piani per espandere ulteriormente il numero delle partecipanti ai Mondiali sia maschili che femminili. Ma questa novità ha fatto meno discutere di altre nel mondo del pallone, sebbene la sua portata potrebbe essere di gran lunga più importante.
Il fenomeno delle criptovalute è ormai da qualche tempo estremamente presente nell’economia del calcio. Negli ultimi cinque anni numerosi club europei hanno sottoscritto accordi con aziende del settore per creare i propri fan token, e al momento la Serie A ha addirittura un accordo esclusivo con Socios.com (rinnovato lo scorso settembre) in base al quale vengono messi all’asta i palloni con cui vengono segnati i gol dei big match del campionato. Lo scorso febbraio Tether ha annunciato l’ingresso nella Juventus, di cui, grazie a una quota dell’8% circa, è oggi il terzo principale investitore, e presto potrebbe anche versare altri 60 milioni di euro nelle casse del club per diventarne lo sponsor.
L’interesse del cacio per le cripto
Non deve stupire questo nuovo interesse del calcio, emerso proprio in concomitanza con la pandemia. Ritrovatisi d’improvviso con i tornei sospesi per via del Covid-19, molti importanti club hanno deciso di andare in cerca di nuove fonti di guadagno, così da poter tenere sotto controllo le loro ben note situazioni debitorie. Il mondo dei fan token può garantire introiti extra per le società, che in alcuni casi (si veda il trasferimento di Messi al PSG nel 2021) arrivano anche a pagare parte degli stipendi dei loro giocatori in criptomoneta. La stessa FIFA si è già unita alla festa nel marzo 2022, quando ha rivelato che Crypto.com sarebbe stato uno degli sponsor dei Mondiali in Qatar.
Adesso Infantino vorrebbe fare un ulteriore passo avanti, e per annunciarlo ha scelto proprio il Crypto Summit organizzato alla Casa Bianca dal suo buon amico Donald Trump, che ha accolto con grande favore la proposta del presidente della FIFA. Infantino ha spiegato che gli piacerebbe sviluppare il progetto proprio negli Stati Uniti, che in questi anni saranno uno dei luoghi cruciali per i progetti della sua organizzazione: la prossima estate ospiteranno il Mondiale per Club, e nel 2026 co-ospiteranno con Messico e Canada la Coppa del Mondo per nazionali.
Una questione più politica, che economica
Ma la questione non è solamente economica, bensì anche politica. Già nel 2022 l’Economist denunciava la fascinazione dell’estrema destra internazionale per il mondo delle criptovalute, e d’altronde un anno prima un’inchiesta dell’Associated Press era arrivata a simili conclusioni, raccontando nel dettaglio l’ascesa del suprematista bianco Andrew Anglin. Noto propagandista di estrema destra, Anglin è stato in passato bandito dagli istituti di credito e da PayPal, e ha così iniziato a farsi mandare donazioni in Bitcoin, diventando molto ricco. Ma il suo rapporto con le criptomonete è sempre stato anche di tipo ideologico, trattandosi di valute che sfuggono ai controlli e al sistema delle banche.
Oggi le cryptocurrency sono il principale veicolo di finanziamento dei gruppi di destra radicale in giro per il mondo, e tra i neonazisti hanno dato vita a una sorta di sottocultura. Non stupisce allora che Trump le guardi con occhi molto favorevoli e, dopo aver vinto le elezioni nel novembre 2024, ha subito promesso di volere alleggerire ancora di più la regolamentazione di questo settore. Negli scorsi giorni, il Presidente ha anche dichiarato di voler creare una riserva nazionale di criptovalute, e la FIFA si è subito messa in scia del governo americano. Nel frattempo, però, Bitcoin continua a perdere valore in borsa e il Trump-coin lanciato appena tre giorni dopo l’insediamento è già crollato, facendo perdere 2 miliardi di dollari a oltre 800.000 investitori.

