L’Eurogruppo ripesa il whatever it takes di Mario Draghiritenendolo l’amuleto anti-crisi, le banche centrali di tutto il mondo promuovono un’azione di ampio respiro per fornire liquidità ai mercati che non si vedeva da dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, i governi scendono in campo contro il coronavirus e i suoi effetti economici, al G7 si parla addirittura di helicopter money ma gli effetti stentano a manifestarsi.

Siamo in un vero e proprio periodo di interregno: si va incontro a una fase di crisi o a un periodo di intensa volatilità destinata a esaurirsi quando l’economia mondiale tornerà a pieno regime? Sul breve periodo i due scenari si confondono e una forte volatilità borsistica che produce spirali ribassiste è da associare a una fase di crisi.

Compito dei regolatori è dunque, in questa fase, assecondare i margini di intervento senza contribuire a shock sistemici. Quel che non ha fatto, giovedì scorso, la Banca centrale europea di Christine Lagarde, che rifiutandosi di prendere posizione sugli spread nell’Eurozona ha scatenato una sardana infernale di vendite allo scoperto, operazioni al ribasso, attacchi speculativi contro azioni, obbligazioni e titoli pubblici in tutta Europa. Piazza Affari è letteralmente scomparsa nella battaglia, travolta da un ribasso di circa il 17% dopo la precedente batosta di lunedì 9 marzo. Non è detto che basterà l’inversione di rotta delle ultime giornate a restituire la credibilità politica dilapidata dall’Eurotower.

In Italia il Quirinale, il governo e il Copasir hanno reagito all’unisono. Stupiti della mossa incosciente della Lagarde, non convinti al contempo che si sia trattata di una gaffe. Le ricostruzioni hanno suffragato questo pensiero: la Lagarde si è dimostrata incapace di governare la Bce e di trovare un punto di sintesi tra le sue diverse anime. “Se si analizzano le mosse della Bce emerge la volonta’ di Christine Lagarde di stravolgere il ruolo che Mario Draghi aveva dato alla Banca”, fa notare il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani in un editoriale su Milano Finanza. “La decisione della presidente francese di adottare scelte timide di fronte alla crisi nasconde probabilmente la volonta’ di tenere nelle casse di Francoforte cio’ che servirebbe alle banche tedesche”. Sono stati i falchi del rigore a fare propendere la Lagarde per certe prese di posizione che l’Europa pagherà a lungo.

Si è rotta la forza strategica della Bce come fattore d’equilibrio nel sistema europeo. Il capitale operativo che Mario Draghi aveva accumulato in otto anni si è disperso sulla scia della volatilità borsistica. L’Italia e l’Europa continuano a pagare anche a quasi una settimana di distanza i prezzi della decisione della Lagarde. Milano, assieme al resto d’Europa, ha conosciuto solo un moderato rimbalzo nella seduta borsistica del 17 marzo dopo le nuove, dure sberle ricevute lunedì 16.

L’irlandese Philip Lane, capo economista dell’Eurotower, ha provato a metterci una pezza dichiarando che “la  Bce si riserva la possibile opzione di futuri tagli dei tassi”. Lane, scrive Il Messaggero, “insieme ai rappresentati italiani nel board della Bce e ad altri 3-4 esponenti dell’Europa meridionale, spingono per una correzione di rotta che potrebbe avvenire nella riunione del 30 aprile. Ma potrebbe essere tardi perché tra un mese e mezzo l’economia sarà segnata dalle devastazioni di questi giorni, soprattutto sul fronte della liquidità nelle casse delle imprese”.

Nella serata del 18 marzo è arrivato, di punto in bianco il dietrofront di Francoforte, con l’annuncio di un piano da 750 miliardi di euro di quantitative easing. Il risultato è stato un repentino abbassamento degli spread: ma quanto a lungo potrà la Lagarde governare questa svolta? E, soprattutto, siamo sicuri che sarà un reale intervento risolutore?

Dimostratosi scarico il bazooka della liquidita ai mercati e dannosa ogni dichiarazione di non sorveglianza della Bce sui titoli di Stato,all’Eurotower serve proporre ora una metodologia di intervento più diretto a favore dell’economia reale. Utopia? Sicuramente una sfida difficile. Sui mercati si scatena la speculazione ribassista anche e soprattutto perchè da Francoforte non arriva un messaggio unitario e capace di tranquillizzare le acque in Europa. Le debolezze della Lagarde sono destinate a costarci molti altri miliardi.