Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha di recente firmato la prima legge federale di regolamentazione sulle criptovalute, un provvedimento storico che potrebbe ridisegnare il panorama finanziario globale. Il GENIUS Act non solo fornisce un quadro normativo per l’intero settore delle valute digitali, ma affronta direttamente la questione delle stablecoin, un mercato da 250 miliardi di dollari che finora aveva operato in una sorta di limbo giuridico.
Le stablecoin sono criptovalute il cui valore è ancorato a asset tradizionali come il dollaro, e vengono considerate relativamente sicure rispetto a Bitcoin o Ethereum. Proprio per questa caratteristica, rappresentano un punto di ingresso privilegiato per gli investitori istituzionali e per le banche centrali che studiano forme digitali di moneta.
Con il “GENIUS Act”, il governo americano stabilisce regole chiare per la loro emissione e utilizzo, puntando a prevenire rischi sistemici per il sistema finanziario tradizionale e a rafforzare la trasparenza delle operazioni.
Una mossa economica e strategica
Dietro la firma di Trump c’è una strategia più ampia: consolidare la leadership americana nell’innovazione finanziaria e impedire che altri attori, come la Cina con il suo yuan digitale, conquistino terreno in un settore destinato a dominare l’economia del futuro.
Il Congresso ha approvato il provvedimento con un’ampia maggioranza bipartisan – 206 repubblicani e 102 democratici – segno che Washington vede nella regolamentazione delle criptovalute non solo una questione tecnica, ma un tassello cruciale per la competitività nazionale.
Geopolitica delle criptovalute
L’ingresso degli Stati Uniti in questo campo con una cornice normativa chiara cambia gli equilibri internazionali. Finora, molte innovazioni blockchain erano migrate verso giurisdizioni più permissive, come Singapore e gli Emirati Arabi Uniti. Ora l’America intende riportare capitale, talenti e start-up entro i propri confini, offrendo un quadro legale stabile che può attrarre anche investitori europei e asiatici.
La mossa americana arriva mentre l’Unione Europea cerca di implementare il regolamento MiCA e la Cina spinge per l’adozione globale del suo yuan digitale. Il “GENIUS Act” potrebbe quindi segnare l’inizio di una nuova fase della competizione tecnologica e finanziaria tra le grandi potenze.
Un’opportunità e una sfida
Il “GENIUS Act” rappresenta un’opportunità per Wall Street, che potrà integrare prodotti basati su stablecoin e criptovalute nei mercati regolamentati, ma anche una sfida per gli operatori del settore, chiamati ora a rispettare standard più rigorosi in materia di sicurezza, antiriciclaggio e trasparenza.
La vera domanda è se la regolamentazione riuscirà a bilanciare innovazione e controllo, evitando di soffocare il potenziale tecnologico che ha reso le criptovalute una delle rivoluzioni economiche del XXI secolo.

