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Cmxt vola in Borsa: la sfida coi big di Corea del Sud e Usa per il mercato delle memorie IA

Il volo di Cxmt, il campione cinese delle memorie che sfida i colossi di Usa e Corea del Sud. Gli scenari strategici.

La Cina sta alzando l’asticella della sua presenza nel mercato dell’intelligenza artificiale e il volo di Cxmt nel giorno del debutto in Borsa, avvenuto lunedì 27 luglio, lo conferma. L’azienda è volata del 466% e il Financial Times ricorda che per qualche momento è stata, nel giorno del debutto, la più capitalizzata del mercato cinese, davanti perfino a Tencent. Il suo valore ha sfiorato i 500 miliardi di dollari, circa metà Piazza Affari in una sola azienda esordiente, rendendola la venticinquesima azienda al mondo davanti a storici player come Cisco, Intel, Mastercard. Il motivo è legato all’entrata in campo dinamica del gruppo nel settore strategico delle manovre DRam, decisive per la potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale, e il Ft associa Cxmt al ruolo di possibile sfidante cinese a Samsung, Sk Hynix e Micron, colossi sudcoreani i primi due e americani l’ultimo che nel settore oggi alimentano la corsa dei generatori di potenza di calcolo.

La domanda di memorie resta alta

Nei mesi scorsiabbiamo scritto con attenzione come soprattutto i campioni sudcoreani stessero costruendo le loro fortune sulla domanda di mercato per le memorie DRam che sono, in un certo senso, le “turbine” che permettono al motore dell’intelligenza artificiale di funzionare costantemente, tenendo i flussi dati alimentati a ritmo costante e evitando che si perdano informazioni. Le memorie DRam sono decisive, irrinunciabili ma prodotte da una ridotta quantità di aziende nella qualità e nella scala desiderate dai grandi provider di potenza di calcolo e modelli computazionali.

Ergo, chi ne controlla la filiera ha prodotto risultati eccellenti negli ultimi anni, e i tre campioni di Usa e Corea del Sud guidano la corsa. Cxmt, emergendo, appare strategica perché dà alla Cina voce in capitolo in questo dossier e il suo debutto in Borsa, che nessuno si aspettava così fragoroso, era stato anticipato dai tentativi di Apple negli Usa di capire se contro il gruppo fossero in arrivo potenziali restrizioni commerciali, a dimostrazione del valore dell’azienda nelle catene del valore dell’IA.

Quanto impatta il fattore Cxmt

Non a caso, Reuters registra come correlati al boom del nuovo competitor i tonfi in borsa in Asia sul Kospi di Seul di Samsung e Sk Hynix nel day-after del debutto di Cxmt: le due aziende hanno bruciato in una sola seduta rispettivamente il 13,4% e il 14,7% del loro capitale. Va detto che entrambe le aziende avevano conosciuto un decollo borsistico notevole nell’ultimo anno e anche al netto di questo tonfo Samsung in un anno vale il 212% in più,Sk Hynix il 466%. Ora, un’azienda che è già la quarta produttrice al mondo si inserisce come sfidante di peso, seppure vada detto che, in fin dei conti, le dinamiche di mercato con cui Cxmt si confronta sono simili a quelle delle leader del settore.

Il portale Substack “404K Semi-AI” ha analizzato i bilanci di Cxmt, sottolineando i dati di crescita netti: “Dal 2025 al 2026, i ricavi crescono del 370%, mentre i costi aumentano solo del 30% circa, causando un balzo del margine lordo dal 41,0% all’83,7%. La sola espansione della capacità produttiva non può spiegare questo cambiamento; il vero fattore determinante è il prezzo delle memorie DRam”, che sono stati un fattore notevole per molti clienti e operatori di mercato e hanno spinto i bilanci sia del gruppo sia dei suoi competitor. Sostanzialmente, le produttrici di DRam si avvantaggiano del fatto che la domanda è ben superiore all’offerta e le memorie in questione sono troppo importanti per preoccuparsi del prezzo.

Mercato e sicurezza

Non si può ignorare, dunque, la carenza di offerta e il fatto che sul lungo periodo non è detto che l’entrata in scena di un attore dirompente come Cxmt con ambizioni crescenti possa necessariamente perturbare il mercato. E andrà capito se di fronte al nuovo protagonismo di questo gruppo soprattutto gli Stati Uniti reagiranno ampliando lo scrutinio sulle sue mosse e il suo accesso al mercato americano che non è formalmente interdetto sebbene l’azienda sia nella lista delle compagnie sospettate di collaborare con le forze armate cinesi emessa dal Pentagono nell’ormai celebre Sezione 1260H e dal Congresso si stiano alzando voci critiche sull’accesso dei produttori di memorie cinesi al mercato a stelle e strisce.

Il Korea JoongAng Daily non è catastrofista e riporta il commento dell’amministratore delegato di Citigroup Global Markets Korea Securities, Peter Lee, secondo cui “la crescente concorrenza nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale migliori ed efficienti si tradurrà naturalmente in una maggiore domanda e, di conseguenza, in una maggiore richiesta di chip” e, dunque, l’alta marea potrebbe alzare tutte le barche. In tal senso emergono dei dettagli strutturali nel mercato IA: ad oggi i profitti maggiori e le opportunità di crescita più promettenti sono stati accumulati dal ruolo trainante di coloro che hanno contribuito a sviluppare industrialmente l’infrastruttura e la componente hardware, appoggio fondamentale per la corsa degli investimenti massivi in conto capitale delle compagnie. Forse in prospettiva tali profitti saranno sostenibili se anche la domanda di investimenti sarà soddisfatta, e dunque si inizieranno a generare flussi di cassa positivi con l’IA. Una maggiore disponibilità di memoria potrebbe abilitarlo? Non è da escludere. E Cxmt oggi formalmente non è bandita nemmeno dal mercato Usa. Il bivio tra mercato e sicurezza potrebbe riproporsi molto presto in tal senso.

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