Sembra non avere fine l’elenco di scandali e tentativi di manipolazione dei mercati portati avanti dai colosso bancari e finanziari della Germania. Dopo la pluri-indagata Deutsche bank e i recenti avvenimento che hanno coinvolto l’istituto di moneta elettronica Wirecard AG, anche Commerzbank è finita sotto la lente degli investigatori, questa volta ciprioti. Secondo quanto riportato infatti dall’agenzia di stampa Reuters, la seconda banca di Germania con la sede a Francoforte sul Meno è stata raggiunta da una multa di 650mila euro per aver manipolato i titoli di una defunta banca cipriota, la Laiki, con la quale aveva portato avanti in simbiosi movimenti finanziari altamente speculativi.

Commerzbank è alla base della crisi cipriota del 2013?

Secondo quanto dichiarato dalla sentenza, Commerzbank e Laiki avrebbero portato avanti investimenti strutturati dal 2008 in avanti, spostandosi quindi su una serie di azioni speculative sulle stesse azioni della seconda banca cipriota nel 2011. L’operatività finanziaria è però risultata discriminante nel fallimento dell’istituto di credito di Cipro, entrato in amministrazione controllata nel 2013 e ancora soggetto a diretto controllo delle autorità. Anche per questo motivo, infatti a subire la multa da parte dell’autorità di vigilanza azionaria di Nicosia è stata la banca tedesca, col fine di non danneggiare ulteriormente i già vessati azionisti e correntisti della Laiki.

A seguito del fallimento dell’istituto di credito nel 2013, la parte grecofona dell’isola del mediterraneo era stata colpita da una profonda crisi economica generata dalla sfiducia dei mercati nel suo indice azionario e a causa delle ripercussioni sulla clientela del default bancario. Stando alle normative europee, infatti, soltanto i depositi sino a 100mila euro sono stati tutelati, generando in questo modo una crisi cui effetti non sono ancora completamente spariti. E in questo scenario, come emerso dalle indagini, parte della colpa è detenuta dalla tedesca Commerzbank e dalle sue operazioni volte a drogare – in accordo con i dirigenti ciprioti – il valore azionario della Laiki.

La Germania è al centro degli scandali finanziari

È impossibile dimenticarsi la durezza con la quale in quegli anni la cancelliera tedesca Angela Merkel si era rivolta a Paesi come l’Italia, la Grecia e Cipro. In particolar modo, con le volontà di rallentare gli aiuti nei confronti di quei Paesi che stavano attraversando gravi crisi economiche e che avrebbero avuto bisogno di meno rigore e di più sostegno. Tuttavia – e come evidenziato anche dagli ultimi accadimenti – buona parte della crisi soprattutto greca e cipriota è da additarsi proprio alla stessa Germania ed alle attività illecite portate avanti dai propri istituti di credito in campo finanziario. Insomma, un po’ come dire “la colpa è nostra, ma adesso a rimediare tocca a voi”.

Soprattutto, però non si può negare nemmeno quanto il modus operandi portato avanti dalle società tedesche – e garantito dal basso livello di sorveglianza attuato dalla Bafin – stia mettendo in pericolo la totalità dell’Europa. Con gli ultimi scandali – come quello di Wirecard – e i comportamenti fraudolenti – come quelli di Deutsche Bank e Commerzbank – l’intero comparto finanziario europeo sembra improntato esclusivamente alle pratiche illecite. E in un momento di crisi economica come quello che il mondo sta attraversando e con la sostanziale sfiducia ancora dei mercati, gli ultimi accadimenti non sono sicuramente un impeccabile biglietto da visita.

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