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La Cina è pronta a scendere in guerra. No, non stiamo parlando della classica guerra militare e neppure della guerra commerciale contro gli Stati Uniti. Il Dragone è pronto a tuffarsi in quella che è già stata definita guerra dei cieli. Con questo termine ci riferiamo alla battaglia per dominare il settore aeronautico. Un settore che in futuro diventerà centrale per quantificare la potenza di uno Stato.

Comac si getta nella mischia

La guerra dei cieli della Cina ruota attorno a più interessi connessi tra loro. Pechino ha fatto i suoi conti e sa che molto presto diventerà il più grande mercato aeronautico al mondo. Il governo cinese ha dunque provato a costruire propri aerei, sia per orgoglio nazionale che soprattutto per rompere il duopolio Boeing-Airbus. I velivoli made in China e made by China vengono prodotti dalla Commercial Aircraft Corporation of China. Da qui l’abbreviazione Comac.

Rompere il duopolio Boeing-Airbus

Comac nasce per competere con Boeing e Airbus. La prima è americana ed è la più grande costruttrice statunitense di aeromobili nonché la più grande azienda aerospaziale. La seconda è invece una società europea seconda solo a Boeing per produzione di aerei civili. La Cina vuole inserire nella contesa un proprio marchio, anche se i prodotti Comac hanno già ricevuto le prime critiche.

La flotta Comac

Eppure la Cina non ha fretta, e non teme il dover aspettare anni per spuntarla sulla concorrenza. Con l’aiuto dello Stato Comac ha tutte le possibilità di infrangere il duopolio. I modelli fin qui prodotti dall’azienda cinese sono due jet, l’ARJ21 e il C919. Il terzo è attualmente in produzione con l’apporto della Russia.

Lo stop americano ed europeo

Solo l’ARJ21 da 90 è in servizio. Al di là delle critiche e dei giudizi negativi sul mezzo, la Cina deve fare i conti con la burocrazia e la legge. Già, perché solo le autorità cinesi hanno ritenuto i jet Comac idonei al volo. Non c’è il semaforo verde della Federal Aviation Administrationstatunitense e neppure quello dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea. Di conseguenza i velivoli cinesi possono volare solo in Asia, Africa e Sud America.

Padrone dei cieli

Il Dragone attenderà con ansia il momento del sorpasso. Secondo alcune previsioni entro la metà del 2020 la Cina supererà gli Stati Uniti in quanto a traffico aereo. Una proiezione riportata dalla Bbc illustra come nel 2038 ci saranno 2,103.3 milioni di viaggiatori cinesi contro gli 1,362 americani. Pechino, intanto, ha già pronto un nuovo maxi aeroporto, il Beijing Daxing Airport. Apertura prevista il prossimo settembre. Opere mastodontiche per sogni altrettanto enormi.