Un valido termometro per misurare lo stato di salute di un Paese è rappresentato dallo stato delle sue infrastrutture. Solitamente quando una nazione attraversa una fase di benessere, è solita investire per la costruzione di una nuova rete infrastrutturale o per il miglioramento di quella esistente. Prendiamo la Cina. L’ex Impero di Mezzo, da quando nel 2013 il presidente Xi Jinping ha annunciato il progetto della Nuova Via della Seta, ha riversato in strade, ferrovie e porti la bellezza di 800 miliardi di euro. Questa cifra è tuttavia solo la punta dell’iceberg, visto che secondo alcune stime la strategia economico-commerciale portata avanti dal Dragone arriverà a costare una cifra compresa tra i 3200 e i 6500 miliardi di euro. Per fare un paragone con gli Stati Uniti, il principale rivale geopolitico di Pechino, a Washington e dintorni la situazione è pressoché critica. Incrociando infatti i dati del Dipartimento dei Trasporti Usa, del McClatchy Washington Bureau e dell’American Society of Civil Engineers, notiamo come le strade in condizioni precarie degli Stati Uniti raggiungano un numero incredibilmente alto. Senza considerare che la New York City Subway, la metropolitana di New York, ha battuto tutti i record in campo di inefficienza. Nel 2019 sono stati quasi 43mila i convogli che nei giorni feriali, a causa di problemi di varia natura, hanno subito ritardi.
Le infrastrutture cinesi
Tutto questo accade mentre dall’altra parte del mondo China State Railway Group, ovvero l’azienda pubblica alle dipendenze del ministero della Finanza che gestisce il trasporto ferroviario in Cina, può ritenersi soddisfatta di una situazione rose e fiori. La Cr – come è solita essere abbreviata – ha fatto il punto della situazione durante la tradizionale conferenza di lavoro annuale. Innanzitutto è emerso che il governo cinese, nel corso del 2020, prevede di realizzare nel Paese almeno 4mila chilometri di nuove linee ferroviarie, compresi 2mila chilometri di linee ad alta velocità. Lu Dongfu, direttore generale del gruppo, ha dichiarato che “lo sviluppo pianificato di nuove ferrovie per quest’anno rientra nello sforzo della nazione di mantenere investimenti su larga scala su immobilizzazioni”. Dal canto suo, il minstero dei Trasporti ha riferito lo scorso dicembre che la Cina investirà almeno 2.700 miliardi di yuan (circa 386 miliardi di dollari) in “progetti di infrastrutture di trasporto”. Di questi, 800 miliardi di yuan (114,8 miliardi di dollari) sono destinati alle ferrovie. Nel 2019, Pechino ha speso 802,9 miliardi di yuan (115,2 miliardi di dollari) per le sole strade ferrate. Sempre nello stesso anno sono inoltre diventati operativi 8.489 chilometri di nuovi binari, superando addirittura gli obiettivi annuali di 800 miliardi di yuan per investimenti e 6.800 chilometri di nuove linee.
Numeri da record
Conti alla mano, la rete ferroviaria della Cina ha raggiunto la lunghezza totale di 139mila chilometri, mentre quella ad alta velocità ha superato i 35mila chilometri con un anno di anticipo rispetto ai piani prefissati dallo Stato per lo sviluppo della rete ferroviaria. Tra le 51 nuove linee ferroviarie realizzate dalla Cina vale la pena citare le linee ad alta velocità che collega Pechino a Zhangjiakou, città che dovrà ospitare le Olimpiadi invernali del 2022. In vista del futuro, il direttore Lu ha detto che “per quanto riguarda il 2020, continueranno ad essere adottate misure per rafforzare le aree di debolezza dell’infrastruttura ferroviaria della nazione”. Cr ha infine sottolineato che nel 2019 il numero di singoli viaggi di passeggeri gestiti dalle ferrovie cinesi ha toccato quota 3,57 miliardi, in crescita del 7,7% su base annua.



