Cina-Giappone, scatta la diplomazia delle televisioni: cosa c’è dietro l’alleanza tra Sony e TCL

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Lasciate perdere le tensioni politiche che hanno allontanato Cina e Giappone. Ignorate le dichiarazioni della premier nipponica Takaichi Sanae in merito a un eventuale intervento militare a sostegno di Taiwan, nel caso in cui Pechino dovesse provare a conquistare Taipei con la forza. Dimenticate anche la risposta del governo cinese, concretizzata nello stop all’export di beni a duplice uso – inclusi alcuni elementi delle Terre Rare – verso Tokyo e nel suggerimenti ai propri connazionali di evitare la nazione di Takaichi come meta turistica.

Accanto a tutto questo, infatti, il mondo degli affari risponde in modo diverso e procede in direzione opposta. Altro che freddezza, minacce e contro minacce: due importanti colossi tecnologici di Cina e Giappone hanno deciso di unire le forze per incrementare il loro affari.

I riflettori sono puntati sulla giapponese Sony e sulla cinese Tcl Electronics Holdings. La prima separerà infatti il suo business dei televisori per trasferire il tutto in una nuova joint venture con Tcl, nell’ambito di una radicale ristrutturazione delle attività legate all’home entertainment.

In base a quanto emerso, Tcl deterrà una quota del 51% e l’unità elettronica principale di Sony Group, Sony Corp., il 49%. La nuova società gestirà l’intero business a livello internazionale, dallo sviluppo e design dei prodotti alla produzione, alle vendite e alla logistica di televisori e apparecchi audio per la casa, usando i marchi Sony e Bravia.

La diplomazia dei televisori

Le due aziende intendono costituire una joint venture che inizierà le operazioni nell’aprile 2027 per produrre televisori con i marchi Sony e Bravia, ma utilizzando la tecnologia di visualizzazione di Tcl.

Come ha spiegato Nikkei Asia, questa operazione si inserisce in un contesto di crescente competizione nel mercato mondiale dei televisori, con la domanda di schermi sempre più grandi e ad alta risoluzione che continua ad aumentare, spinta dall’espansione dei servizi di streaming.

In questo contesto, produttori cinesi come Tcl, Hisense e Xiaomi stanno accelerando l’espansione sui mercati internazionali, facendo leva su economie di scala ed efficienza dei costi per guadagnare quote di mercato. Lo stesso schema, per intendersi, che ha portato al successo Byd sul fronte dell’automotive e Huawei e Xiaomi in quello degli smartphone.

C’è da considerare un altro aspetto. Il rallentamento della crescita nei mercati maturi ha ulteriormente inasprito la competizione sui prezzi, comprimendo i margini dei marchi storici giapponesi e sudcoreani. Di fronte a queste pressioni, dunque, molte aziende sono state costrette a rivedere i propri modelli di business e a riorganizzare le operazioni per mantenere la competitività.

Per quanto riguarda i brand nipponici, un tempo erano gli assoluti protagonisti della scena, mentre oggi hanno progressivamente ridotto o abbandonato la presenza nel settore con l’aumentare della concorrenza e il crollo dei margini.

Le mosse di Sony e Tcl

Per chi se lo chiedesse, Tcl è uno dei più antichi e grandi conglomerati elettronici cinesi. Ha cercato per anni di affermarsi come importante realtà all’estero, salvo poi diventare un’importante azienda di Tv low-cost negli Stati Uniti.

Quest’anno ha tuttavia occupato uno degli stand espositivi più importanti alla conferenza Ces 2026 di Las Vegas, soppiantando Samsung Electronics. Tcl cercherà adesso di sfruttare il marchio Sony e la sua competenza tecnica per continuare la sua espansione.

Di Sony, invece, c’è poco da dire, se non che di recente si è concentrato sull’espansione del suo portafoglio di asset di proprietà intellettuale – anime, film live-action, musica e trasmissioni sportive – riducendo al contempo la sua presenza nell’elettronica di consumo.

I televisori Sony Bravia sono sopravvissuti agli ultimi cambiamenti grazie al loro posizionamento nella fascia alta del mercato, quella nella quale i consumatori sono disposti a pagare di più per ottenere una qualità audio e video di alto livello.

In generale, il business di Sony nei televisori e nell’audio per la casa è però in contrazione. Nell’esercizio chiuso lo scorso marzo, i ricavi del segmento display, che comprende Tv e proiettori domestici, sono scesi del 10% a 597 miliardi di yen (circa 3,8 miliardi di dollari), incidendo negativamente anche sulle vendite e sulla redditività operativa della divisione elettronica del gruppo.

“Combinando le competenze di entrambe le aziende, puntiamo a creare nuovo valore per i clienti nell’home entertainment”, ha spiegato Kimio Maki, amministratore delegato di Sony Corp. Du Juan, presidentessa di Tcl, ha invece dichiarato che la partnership unirà i punti di forza di Sony e Tcl per creare “una piattaforma potente per una crescita sostenibile”.