La Cina non ha alcuna intenzione di cambiare pelle, neppure sotto minaccia di nuove sanzioni; anzi, è proprio grazie al suo particolare sistema politico ed economico che il Dragone si è trasformato nell’incubo degli Stati Uniti. Con un editoriale di 8.000 caratteri pubblicato sulla prima pagina del Quotidiano del Popolo così il Partito Comunista Cinese ha risposto alla Casa Bianca. Non solo: Pechino ha consigliato a Washington di rivedere le ultime prese di posizione di Trump in tema di dazi.

L’editoriale del Quotidiano del Popolo

Il quotidiano portavoce del governo cinese ha di fatto lanciato un monito al Presidente statunitense. Gli americani se vorranno proseguire sulla strada delle sanzioni dovranno fare molto bene i loro calcoli. Il motivo è semplice: la Cina è in grado di sopportare senza intoppi un lungo periodo di guerra commerciale. Gli Stati Uniti, invece? Secondo Pechino nel lungo periodo non riuscirebbero a reggere il confronto. “Il rischio – avverte l’articolo – è che gli Stati Uniti calcolino male gli esiti della controversia commerciale, arrivando a commettere errori dopo errori”.

Il governo cinese avvisa Trump

Eppure la posizione della Cina è chiara: evitare qualsiasi relazione nociva con Washington. Gli affari si fanno soltanto quando non ci sono guerre commerciali all’orizzonte. L’importanza dell’editoriale è ancora più evidente perché porta la firma Guo Jiping. Cioè lo pseudonimo usato dal giornale per gli articoli in cui solitamente viene espressa la posizione del Partito.

Ricadute sul futuro

Il modo in cui Cina e Stati Uniti valuteranno le rispettive posizioni strategiche avrà un impatto sulle loro relazioni politiche ed economiche future. Per questo non sono ammessi errori. Pechino ha definito la mossa americana di imporre nuove dazi una sorta di effetto placebo. Certo, le nuove tariffe produrranno benefici immediati agli occhi americani ma non nel lungo periodo. Nel frattempo la Cina potrebbe esercitare qualche contromossa, anche se le armi di Xi Jinping appaiono un po’ spuntate.

“Pechino immune a colpi esterni”

Continuando a dare uno sguardo alla stampa cinese c’è un altro aspetto da considerare. Secondo il Global Times l’economia cinese risulterà immune a potenziali colpi esterni. Per altri esperti, invece, il Pil cinese rischia di bruciare un punto. “L’economia cinese è in buona saluta e funziona regolarmente – ha detto Liu Xuezhi, economista della Bank of Communications – Alcuni settori, quelli delle industrie non manifatturiere, hanno addirittura mostrato segni di miglioramento”.

L’arma della svalutazione monetaria

Le autorità cinesi assicurano gli investitori; Niente panico perché il governo sta già adottando le opportune misure per stabilizzare i mercati. Si tratta di riduzioni fiscali su larga scala e nuovi prestiti bancari alle imprese: due correttivi artificiali necessari per attutire il colpo americano. Questo per quanto riguarda le mosse difensive, ma la Cina è pronta anche ad andare all’attacco. L’arma letale nelle mani di Pechino si chiama svalutazione monetaria. La prima serie di dazi americani sulle merci cinese ebbe effetti assai limitati; merito proprio del deprezzamento del renminbi. La moneta cinese è ancorata al dollaro e la Cina controlla gran parte del debito americano. Di conseguenza Xi Jinping potrebbe mettere in seria difficoltà l’intera economia americana. Prima di fare mosse azzardate, però, il leader cinese vorrà capire a che gioco sta giocando veramente Donald Trump.