La fusione pianificata di due colossi dell’acciaio per dare vita a un “big” capace di produrre, da solo, la stessa quantità dell’intero settore siderurgico degli Stati Uniti. La Cina non ha intenzione di subire scossoni economici a causa dell’escalation collegata alla guerra dei dazi, ma soprattutto non vuole che uno dei suoi settori chiave possa venire scalfito da agenti esterni. Da qui nasce l’esigenza di unire le aziende cinesi statali Baowu e Magang.

La fusione di Baowu e Magang

China Baowu Steel Group è il secondo produttore di acciaio al mondo e sta per inglobare Magang Group Holding Co Ltd. L’accordo, firmato lo scorso 31 maggio, trasforma Baowu nel socio di maggioranza di Magang, con il 51% delle quote controllate. L’obiettivo del governo cinese è quello di collocare il 60% della sua capacità di produzione d’acciaio nelle dieci aziende più grandi della Cina per ridurre sprechi e aumentare l’efficienza di un settore strategico. L’accordo è ormai cosa fatta ma per essere ufficiale deve ancora superare alcune verifiche regolamentari antimonopolistiche.

Superati gli Stati Uniti

Il nuovo gruppo parte da una capacità produttiva enorme, quantificabile più o meno a quella di tutta l’industria siderurgica americana, che nell’anno passato ha toccato quota 87 milioni di tonnellate. Baowu nel 2018 ha prodotto quasi 68 milioni di tonnellate d’acciaio e spera di arrivare a 100 entro il 2021; nello stesso periodo Magang si è fermata a poco meno di 20 tonnellate. In totale, nello stesso anno, la Cina aveva prodotto 928 milioni di tonnellate. In un futuro molto vicino, assicurano da Pechino, potrebbe scattare il sorpasso di Baowu-Magang ai danni degli Usa, con 90 tonnellate di acciaio pronte a essere sfornate. Il dato più importante è che il gruppo cinese avrebbe già quasi superato ArcelorMittal, fino a pochi mesi fa il numero uno indiscusso in materia di acciaio. A causa della guerra dei dazi, il conglomerato a trazione indiana è stato costretto a tagliare gran parte della produzione europea, con un conseguente ridimensionamento.

L’importanza di questa operazione

L’operazione tra Bawou e Magang è particolare e, come l’hanno ridefinita alcuni media, può essere considerata una sorta di matrimonio di Stato privo di scambi di denaro. Certo, la guerra dei dazi ha influito sulla decisione cinese, ma Pechino è stata costretta a pianificare la fusione anche per altri motivi. La Cina è il primo consumatore al mondo di acciaio, tanto che nell’anno passato ha utilizzato 828 milioni di tonnellate. La richiesta maggiore arriva dalla domanda del settore immobiliare, ma anche per la costruzione di auto e infrastrutture. La produzione d’acciaio oltre muraglia è in continua crescita ma c’è il rischio di un eccesso di capacità produttiva; per questo è quasi obbligatorio chiudere le fabbriche più inquinanti e vecchie, molte delle quali sono situate nella cosiddetta Rust Belt cinese, a nord-est del Paese.