L’ultimo giro di investimenti di Carlos Slim, l’uomo più ricco dell’America Latina, non è solo un capitolo di economia ma un esempio lampante di come affari e geopolitica si intreccino in una partita globale. Con 602 milioni di dollari investiti in PBF Energy Inc. e 326 milioni in Talos Energy Inc., Slim non sta semplicemente scommettendo sui combustibili fossili: sta definendo un posizionamento strategico che riflette il contesto globale e le specificità regionali del Messico.
Il ritorno dei fossili in un mondo green
Mentre gran parte del discorso internazionale ruota attorno alla transizione energetica e alle rinnovabili, il settore dei combustibili fossili continua a essere il motore dell’economia globale. Le scommesse di Slim sul petrolio e sul gas, come quelle di Warren Buffett con Occidental Petroleum, dimostrano che i giganti della finanza vedono nei fossili non un residuo del passato, ma un asset ancora centrale. In un contesto globale caratterizzato da un aumento della domanda energetica post-pandemia e dall’incertezza sulle rinnovabili, il petrolio rimane una garanzia di profitto e potere.
Il Messico tra nazionalismo e pragmatismo
Slim ha rafforzato la sua posizione anche in Messico, acquisendo una partecipazione del 50% nei giacimenti di Ichalkil e Pokoch. Questi investimenti riflettono un equilibrio delicato tra le politiche nazionaliste del presidente Claudia Sheinbaum e la necessità di attrarre capitali privati per sviluppare le risorse nazionali. Se da un lato le autorità hanno spesso criticato le aperture agli investitori stranieri, dall’altro celebrano l’intervento di Slim come un esempio di “patriottismo economico,” che mantiene le risorse sotto controllo messicano.
Le implicazioni geopolitiche
Gli investimenti di Slim non si limitano al Messico. Puntando su PBF Energy e Talos Energy, Slim rafforza i legami con il mercato energetico statunitense, il più grande consumatore di energia al mondo. Questo posizionamento gli permette di navigare tra le dinamiche geopolitiche nordamericane, consolidando la sua influenza tra Messico e Stati Uniti, in un periodo in cui Washington cerca di ridurre la dipendenza energetica da paesi come Russia e Medio Oriente.
L’ombra della Cina e il ruolo del Sud America
In un’epoca in cui la Cina cerca di dominare le catene di approvvigionamento energetico e minerario, gli investimenti di Slim riaffermano il potenziale strategico del Sud America come alternativa alle forniture asiatiche. Messico e America Latina, con le loro ricche risorse, possono rappresentare un contrappeso alle ambizioni cinesi, ma solo se sostenuti da investimenti e strategie efficaci.
Gli investimenti di Carlos Slim non sono solo una scommessa sui combustibili fossili, ma una dichiarazione di potenza economica e geopolitica. In un mondo in cui le tensioni tra transizione energetica e stabilità economica definiscono il futuro, Slim dimostra che i giganti finanziari continueranno a plasmare il panorama globale, bilanciando interessi economici e influenze politiche. Il petrolio, almeno per ora, resta al centro della scacchiera.

