Btp Italia, il titolo di Stato è sempre di moda. Così le famiglie danno una mano allo Stato

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

I Btp indicizzati del Tesoro non passano mai di moda e continuano a far parlare di sé tra investitori privati e famiglie, segno che c’è una fetta di popolazione italiana per cui il miglior prodotto d’investimento restano i titoli dello Stato che, nonostante tutto, nell’ultimo quinquennio, dal Covid-19 in avanti, ha visto un crescente “voto di fiducia” da parte degli italiani.

Con questo spirito scende in campo il Btp Italia, prodotto destinato ai consumatori retail e indicizzato all’inflazione che sarà emesso da oggi al 30 maggio con un tasso minimo dell’1,85% e che il Tesoro, guidato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, mira a trasformare in un’importante fonte di finanziamento. Le emissioni sovrane dello Stato in questa fase storica sono fondamentali per capire il livello di solidità dei conti pubblici e la possibilità di trasferire parte del controllo del debito pubblico verso i cittadini.

Btp e debito in scadenza

Una svolta “giapponese”, che il Governo Meloni prova a incentivare nella consapevolezza che gli anni a venire imporranno grandi spese per lo Stato, che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ancorato alla Recovery and Resilience Facility europea è in via di esaurimento e che per gli investimenti più strategici dovranno essere finanziati con i pubblici denari, è ritenuta fondamentale per preparare Roma a gestire un periodo complesso.

Nel biennio 2025-2026, infatti, va in scadenza il 21,5% del debito nazionale: “356 miliardi di euro di emissioni in scadenza nel 2025, 234 dei quali a medio-lungo termine, e 287 nel 2026 impongono grande attenzione”, ha fatto notare l’Osservatorio Internazionale,  sottolineando che “buona parte di queste passività sono quelle ereditate dall’epoca pandemica del Covid-19, quando il Patto di Stabilità europeo era sospeso e non c’era sostanzialmente limite al margine di manovra a disposizione degli attori europei”.

Ebbene, l’emissione di titoli come il Btp Italia risponde alla logica di modifica dei detentori ideali del fardello debitorio del Paese. Come abbiamo scritto in tempi non sospetti ai tempi della pandemia, fu la grande attenzione dei fondi internazionali e delle banche d’affari, americane in primis, a difendere il debito italiano nelle fasi più acute della pandemia.

Riportare il debito in mano ai cittadini

Ora si apre la finestra ideale per aumentare la quota di debito in mano agli investitori privati, seguendo un trend consolidato durante i governi Conte II, Draghi e Meloni, concordi nella linea di mobilitazione del risparmio nazionale a favore delle obbligazioni sovrane: come nota uno studio di Unimpresa, “nel 2020, la quota in mano ai risparmiatori privati era pari al 9%, con un ammontare di 232 miliardi. Dopo un lento ma costante aumento, nel 2023 la soglia aveva superato il 13% e nel 2024 ha toccato il 14,2%, corrispondente a 421 miliardi di euro”, e dunque “in soli quattro anni, il portafoglio di titoli pubblici delle famiglie è cresciuto di quasi 190 miliardi”.

Ora si mira a incentivare questo sentiero. In una emissione di Btp Italia e quattro di Btp Valore, dal giugno 2023 ad oggi, l’Italia ha messo in mano 67,3 miliardi di euro ai risparmiatori. Con questa nuova corsa alla mobilitazione del risparmio, si mira a far passare un messaggio chiaro: un debito pubblico, più italiano è più è sostenibile, e un debito pubblico italiano collegato al risparmio può creare un vincolo di fiducia tra Stato e settore privato che oggi serve a sostenere l’economia in tempi incerti.

L’Italia come attore della geopolitica e dell’economia mondiale è attenzionata da InsideOver con un occhio che prova ad andare oltre le piccole beghe di quartiere di casa nostra che spesso si trasmettono all’informazione. Se vuoi sostenere un lavoro d’informazione che prova a pensare anche il Paese come parte di un sistema globale complesso, abbonati e diventa parte della nostra squadra!