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La “lunga estate caldissima” (gli 883 non passano mai di moda) del risiko bancario ha consegnato il suo primo, importante risultato: Bper è riuscita a condurre in porto l’operazione su Banca Popolare di Sondrio, dopo che l’offerta pubblica di scambio promossa dall’istituto emiliano-romagnolo sulla concorrente valtellinese ha avuto l’adesione di oltre il 58% degli azionisti di Bps. La mossa che, come scrivevamo, è stata realizzata con la regia di Unipol, azionista principale in entrambi i gruppi, rafforza quel processo di consolidamento bancario italiano da tempo in sdoganamento e che sta portando i gruppi a riversare i grandi profitti ottenuti negli anni di crescita sulla scorta dell’aumento del margini d’interesse in operazioni ardite di acquisizione e espansione.

Bper-Bps in porto, Mps-Mediobanca in partenza

Bper-Bps è un consolidamento razionale, nell’ottica dell’azionista di maggioranza, mira a ridurre le asimmetrie e le diseconomie e a creare scalabilità ai processi, anche se con l’interrogativo della fusione tra culture aziendali diverse che resta pendente. Una manovra di mercato che riflette l’ambizione del colosso bolognese delle assicurazioni regista dell’operazione di giocare un ruolo crescente nella geografia del potere finanziario italiano.

Per una società di assicurazioni che è regista, ce ne è una, la più importante d’Italia, che è bersaglio di ultima istanza dell’altro grande affare di cui si discuterà da lunedì: il 14 luglio partirà infatti l’offerta pubblica di scambio con cui Monte dei Paschi di Siena mira a scalare Mediobanca e con cui i dioscuri registi dell’operazione, l’editore e costruttore Francesco Gaetano Caltagirone e il fondo Delfin degli eredi di Leonardo Del Vecchio di Luxottica, vogliono in definitiva puntare a Assicurazioni Generali. Ne abbiamo più volte dato conto: quella tra Mps e Mediobanca è la madre di tutte le battaglie, la partita tra finanza nazionale e mercato globale, tra il salotto e la piazza degli scambi, tra Roma e Milano.

Il governo Meloni ha piazzato la sua cavalleria ausiliaria (le quote dello Stato in Mps e il benestare del Ministero dell’Economia e delle Finanze) a sostegno dell’azione. Una cordata romanocentrica mirerà a espugnare Piazzetta Cuccia, a portare al cambio della guardia in Mediobanca dopo il lungo regno del “Capitano” Alberto Nagel e ha messo in campo un offerta da 13 miliardi di euro, ritenuta inadeguata dalla banca obiettivo della scalata, su due traguardi. Mps ha fissato nel 35% la soglia di adesione oltre cui si riterrà soddisfatta dell’operazione e potrà dichiarare il controllo di fatto di Mediobanca, mirando però a estendere fino ai due terzi del capitale la quota di controllo.

Il duello per Mediobanca

Questo mostra la prudenza che tra Siena e Roma si vuole tenere prima di dichiarare vinta una battaglia che potrebbe rivoluzionare l’assetto del gruppo che è crocevia del sistema di advisory per le grandi operazioni, per il sostegno a fusioni e acquisizioni dall’alto valore economico e strategico e per il collegamento tra sistema-Italia e finanza globale. Contando che Caltagirone (7,4%) e Delfin (19,8%) detengono in sinergia oltre il 27% del capitale di Mediobanca, nel cui consiglio d’amministrazione sono però in minoranza, la soglia del 35% è a un passo.

Il Financial Times ha fatto notare che oltre ai grandi potentati finanziari internazionali (BlackRock, Norges Bank e via dicendo) azionisti di Mediobanca un ruolo decisivo per la riuscita o meno dell’operazione lo giocheranno i fondi pensione: “Enasarco, il fondo pensione privato per gli agenti di commercio con un patrimonio di 9,8 miliardi di euro, quest’anno ha acquisito una partecipazione del 2,52 per cento in Mediobanca”, ha riportato il Ft analizzando alcuni documenti legati all’operazione.

Inoltre anche Enpam, il fondo previdenziale dei medici, detiene un corposo 2%. Tutto è in movimento e in attesa di definizione. Ma la sensazione è che dopo una partita prettamente finanziaria come quella Bper-Sondrio ora si sia entrati nella fase del grande duello tra politica e mercato. Mps-Mediobanca ora, pensando a Unicredit-Bpm nelle prossime settimane: la calda estate del risiko bancario è destinata a riservare ancora sorprese.

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