Tra i tanti nomi che hanno beneficiato dei recenti provvedimenti di clemenza firmati da Donald Trump, uno è passato quasi inosservato. E non si tratta di una persona. In quello che sembra essere un inedito assoluto, l’ex presidente ha concesso la grazia a una corporation: HDR Global Trading, la società madre della piattaforma di scambio di criptovalute BitMEX, condannata a una multa di 100 milioni di dollari per aver violato le leggi antiriciclaggio.
Un gesto che ha sorpreso gli studiosi del diritto presidenziale. “Per quanto ne so, nessun presidente ha mai concesso una grazia completa a una società”, ha dichiarato Margaret Love, ex avvocato del Dipartimento di Giustizia incaricato delle grazie. Altri esperti, contattati da The Intercept, hanno confermato: nessun precedente simile, anche se il potere presidenziale sembrerebbe tecnicamente permetterlo.
La mossa, però, ha suscitato preoccupazione. “Inserire la possibilità di grazia per le aziende rafforza il potere autoritario e corrotto di Trump sulle corporation”, ha dichiarato Rick Claypool, direttore della ricerca per Public Citizen. Secondo Claypool, l’iniziativa potrebbe scatenare un’ondata di pressioni da parte di aziende interessate a ottenere clemenza per le proprie condotte illecite.
Una piattaforma nei guai
HDR Global Trading, registrata alle Seychelles (giurisdizione definita tax haven dalla Tax Justice Network), era stata condannata insieme a tre cofondatori di BitMEX e a un dipendente per violazione del Bank Secrecy Act, normativa che impone obblighi alle aziende per prevenire il riciclaggio. Secondo l’accusa, l’azienda aveva finto di ritirarsi dal mercato statunitense per evitare di rispettare la legge, mentre in realtà continuava a cercare utenti americani, anche tramite influencer locali. La sentenza, emessa due mesi fa, prevedeva due anni di libertà vigilata e una multa da pagare entro 60 giorni. Ma la grazia è arrivata appena in tempo: poche ore prima della scadenza.
BitMEX ha ringraziato l’ex presidente: “Continueremo a guidare il mercato come la piattaforma di derivati crypto più sicura e professionale”, ha dichiarato la società.
Poteri senza precedenti ma legalmente validi
Frank Bowman, professore di diritto alla University of Missouri, ha confermato: “Il potere presidenziale di grazia si estende a qualsiasi entità condannabile penalmente”. Anche se, come puntualizzato da altri studiosi, le grazie alle aziende sono state rare eccezioni nel passato e mai complete.
Il primo caso documentato di una richiesta di grazia da parte di una società risale al 1975, ma fu respinta da Gerald Ford. Nixon, invece, si limitò a commutare una pena, senza mai arrivare alla grazia completa. “È come se si fosse trasferita la logica di Citizens United — quella che equipara le aziende alle persone in termini di diritti — anche nell’ambito delle grazie”, ha osservato la docente Bernadette Meyler della Stanford University.
La giustizia a geometria variabile
La questione, ovviamente, va oltre il singolo provvedimento. Trump, già noto per aver congelato l’applicazione del Foreign Corrupt Practices Act, sembra proseguire lungo un sentiero di progressiva tolleranza verso i crimini economici delle grandi aziende.
Brandon Garrett, professore alla Duke University, autore di un libro sui meccanismi con cui le aziende ottengono trattamenti di favore dalla giustizia, ha parlato di un disegno più ampio: “La clemenza verso BitMEX rientra in una strategia sistematica di abbandono della responsabilità aziendale”.
Anche Sam Morison, ex avvocato del Dipartimento di Giustizia oggi difensore di persone in cerca di clemenza, ha avvertito: “Aspettiamoci un boom di richieste da parte delle aziende”. Ma ha ricordato che non tutte potranno beneficiarne: “La Trump Organization, condannata per frode fiscale a livello statale, resta fuori. Se potesse, Trump avrebbe già graziato anche se stesso”.
Una cosa è certa: il confine tra potere politico e interessi economici si fa sempre più labile. E con la benedizione di una firma presidenziale, persino una condanna da cento milioni può svanire nel nulla.