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Biden piega Big Pharma sui prezzi dei medicinali e offre un assist a Kamala Harris

L'accordo raggiunto da Biden con le aziende farmaceutiche prevede una riduzione e dei prezzi dei medicinali più usati. E per le elezioni...
Joe Biden

Un assist estivo di Joe Biden a Kamala Harris con vista elezioni presidenziali di novembre. Non si può definire in altro modo l’accordo negoziato da mesi dalla Casa Bianca con le aziende della farmaceutica per spingere queste ultime ad abbattere i costi di molti farmaci usati da milioni di americani. Una mossa che sembra mostrare la volontà di Biden di blindare attorno alla sua vice la corsa del Partito Democratico, rispondendo con i risultati a diverse domande politiche che erano poste da settimane, dopo il ritiro del presidente dalla corsa, dalla sinistra legata al senatore del Vermont Bernie Sanders, che chiede di sfidare Donald Trump sulla base di un’agenda politica laburista, attenta al Welfare e capace di consolidare i diritti sociali.

Come ricorda la PBS “i prezzi di listino saranno ridotti di centinaia – in alcuni casi, migliaia – di dollari per le forniture per 30 giorni dei farmaci più diffusi utilizzati da milioni di persone che usufruiscono di Medicare, inclusi anticoagulanti, farmaci per il diabete e farmaci per la leucemia. Le riduzioni, che vanno dal 38% al 79%, entreranno in vigore nel 2026” e impatteranno su un paniere per cui i cittadini americani spendono ogni anno 50 miliardi di dollari e che potenzialmente potranno portare a risparmi massimi di 6 miliardi per i contribuenti e 1,5 miliardi ulteriori per le casse del programma Medicare.

La mossa dovrà essere valutata in funzione di varie dinamiche di mercato e della distribuzione del calo dei prezzi tra gli oltre 65 milioni di americani sostenuti dal programma Medicare, dato che il prezzo di listino non necessariamente si sovrappone a quello che pagano i cittadini in farmacia o ospedale. E dunque i 7,5 miliardi di dollari di risparmio complessivi saranno da confrontare con l’effettivo risparmio che ci sarà. Ma indubbiamente parliamo di una manovra politica non secondaria.

Biden da tempo, con mosse come il celebre Inflation Reduction Act e una legge dei mesi scorsi passata al Senato col voto spezza parità della vice Harris, ha dato mandato a Medicare di negoziare i prezzi dei farmaci. La Casa Bianca nei comunicati ufficiali usa da tempo il termine Big Pharma per parlare dei colossi del settore e di politiche di prezzo ritenute migliorabili a favore dei consumatori. Annunciando l’accordo in un evento elettorale in Maryland, Biden ha detto che “abbiamo finalmente battuto Big Pharma”, mostrando di voler spingere su questo tasto per rivendicare il successo di una politica progressista e gradita ai radicali. Una mossa politica che spinge Harris e può colpire la campagna di Trump sul vivo, laddove nel campo repubblicano il principale fattore critico verso i dem é legato alla presentazione dei rivali come il partito delle élite non attente al popolo.

Inoltre la riforma entrerà in vigore quando andrà a scadenza la maxi riforma fiscale di Trump del 2017, il Tax Cut and Jobs Act, che i dem non vogliono rinnovare. Mirando a presentarla alla opinione pubblica come grande riforma capace di restituire fondi agli americani, Biden segna un colpo: saprà una Harris molto distante dall’anziano ma pragmatico presidente prendere spunto da questa manovra per portare su temi concreti l’imminente convention di partito? Solo facendo sintesi tra anime diverse i dem potranno consolidare la coalizione che nel 2020 ha portato alla vittoria di Biden. E l’apertura ai radicali del moderato Biden può essere una traccia su cui la liberal Harris può muoversi.

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