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Il summit annuale di Concordia, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di New York, il 22 settembre 2025, ha segnato il debutto internazionale del presidente siriano Ahmed al-Sharaa. A renderlo possibile è stato Baihas Baghdadi, banchiere d’investimenti siriano di lungo corso, oggi cittadino spagnolo e fondatore di Baghdadi Capital, una family office globale a capitale interamente iberico. La società è stata principal programming sponsor dell’evento, permettendo ad Al-Sharaa di presentarsi a un pubblico di leader politici, economici e think-tank dopo anni di isolamento siriano.

Baghdadi non si è limitato al ruolo di sponsor: ha introdotto il discorso di Al-Sharaa, gli è stato accanto in tutte le apparizioni pubbliche, compresa la tavola rotonda con l’ex direttore della CIA David Petraeus. Un’immagine simbolica: Petraeus, che nel 2004 aveva ordinato l’arresto di Al-Sharaa in Iraq, oggi siede al suo fianco in un confronto sul futuro del Medio Oriente.

Un veterano della finanza internazionale

Con oltre trent’anni di esperienza nel banking internazionale, Baghdadi si è specializzato in trade finance e working capital, guidando in passato le attività globali di Barclays in questi settori. Nel 2018 fonda Baghdadi Capital, lanciata ufficialmente nel 2023 come piattaforma di investimento indipendente che punta a connettere capitali europei e mercati emergenti. È anche presidente per il Medio Oriente e il Nord Africa dell’Atlantic Basin Initiative, network della Transatlantic Leadership Network dedicato a cooperazione e sviluppo. Nel 2025, la sua società è divenuta main sponsor della Real Sociedad, club calcistico spagnolo: un segnale di diversificazione e di capacità di usare lo sport come veicolo d’immagine.

Concordia 2025: la Siria cerca legittimità

Per Damasco, la partecipazione di al-Sharaa a Concordia ha rappresentato la prima uscita internazionale dopo la transizione politica interna. Il presidente ha parlato di democrazia, sicurezza, ricostruzione economica e ha chiesto la revoca delle sanzioni USA, ritenute un freno alla ripresa. Nel quadro dell’evento, Baghdadi Capital e il U.S.-Syria Business Council hanno organizzato una tavola rotonda chiusa con investitori e grandi imprese, presentando la Siria come mercato da 1 trilione di dollari in settori quali infrastrutture, energia e agroindustria. Petraeus ha riconosciuto pubblicamente i progressi di al-Sharaa, un gesto che ha assunto valore politico oltre che simbolico.

Diplomazia economica e fine delle sanzioni

Il nuovo corso siriano punta a un riavvicinamento all’Occidente e a una ricostruzione post-bellica che richiede capitali esteri, tecnologie e know-how manageriale. Baghdadi Capital si propone come ponte tra capitali privati globali e Siria, interpretando il ruolo di facilitatore per progetti infrastrutturali e industriali.
Il discorso di al-Sharaa all’ONU il 25 settembre 2025, primo di un leader siriano dopo decenni, ha ribadito la volontà di riforme istituzionali e di riapertura diplomatica, elementi considerati essenziali per attrarre investimenti e convincere Washington a rivedere il regime sanzionatorio.

Scenari geopolitici ed economici

Il protagonismo di Baghdadi riflette una nuova fase di “diplomazia economica” in cui gli attori finanziari privati assumono un ruolo mediatorio tra Stati e mercati.
Se la Siria riuscirà a garantire stabilità politica e sicurezza giuridica, l’incontro tra capitale europeo e domanda di ricostruzione potrà ridisegnare gli equilibri economici nel Levant. Resta però aperta la sfida politica: le sanzioni USA ed europee, la diffidenza di partner regionali e i nodi interni al sistema siriano. Il successo del progetto dipenderà dalla capacità di trasformare il consenso ottenuto a New York in riforme concrete e in un vero processo di reintegrazione del Paese nella comunità internazionale.

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