La partita per l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nei grandi sistemi produttivi, dall’industria ai servizi passando per il mercato privato, sta vedendo Anthropic mettere la freccia su OpenAI. Trainato da Claude, il sistema di IA del gruppo di Dario Amodei, Anthropic è in rimonta sull’azienda-madre di ChatGpt fondata da Sam Altman.
Il duello tra Anthropic e OpenAI
OpenAI sembrava, fino allo scorso anno, la regina delle aziende emerse dal 2022-2023 in avanti sul fronte dell’Intelligenza Artificiale generativa. Su più fronti, però, dopo il varo di quel Progetto Stargate sostenuto dall’amministrazione di Donald Trump e con il contributo di Oracle e SoftBank, che avrebbe dovuto mobilitare 500 miliardi di dollari per moltiplicarne la potenza di calcolo, l’azienda di Altman è stata sfidata apertamente. Alphabet, con Google Gemini, ha presentato nuove funzionalità in termini di potenza di calcolo, ha provato a costruire una filiera IA integrata con software e hardware e ha finanziato gli investimenti in conto capitale con gli ottimi risultati dell’attività ordinaria. Tra i nuovi attori, Anthropic ha goduto del successo tecnico di Claude per lanciare la sua via all’IA. E i risultati sono stati eccellenti.
Per fare un esempio, da febbraio a marzo negli Usa lo scaricamento di Claude da parte degli utenti è aumentato del 229%, ben sopra il ritmo di crescita della cinese DeepSeek (20%), di Google Gemini (14%) e di ChatGpt, salita del 5%. Anthropic, che a febbraio e marzo ha avuto un vero e proprio braccio di ferro con l’amministrazione Usa di Donald Trump per divergenze sulla volontà di applicare gli algoritmi di IA al settore della Difesa ed è stata dichiarata azienda non sicura nella catena del valore del procurement, è stata valorizzata da molti utenti per un posizionamento ritenuto più bilanciato rispetto al potere ma, parimenti, ha potuto godere dei ritrovati dell’applicazione militare dell’IA nel contesto della guerra all’Iran, ove il Project Maven continua a sfruttare le tecnologie integrate dall’azienda di Amodei.
Il volo di Anthropic
I dati economici sorridono ad Amodei: “L’azienda ha dichiarato questa settimana di aver raggiunto un fatturato annualizzato di 30 miliardi di dollari, rispetto ai 9 miliardi di dollari di fine 2025”, nota il Financial Times, che ricorda come ciò “dimostra che la sua strategia di rivolgersi inizialmente a sviluppatori di software e altri professionisti prima di espandersi a un pubblico più ampio sta dando i suoi frutti”. In un anno, da aprile 2025, la quota di OpenAI nel mercato Usa dei prodotti di IA utilizzati nativamente calcolata dal FT (escludendo, dunque, le applicazioni IA integrate in altre funzionalità, come quella degli ecosistemi Google) è passata dal 32 al 35,2%. Claude è volata dal 7,9% al 30,6%. Questo, su scala globale, mostra l’emergere di un’importante competizione che non deve, certamente, sottovalutare il peso del “momento ChatGpt“, uno dei più interessanti fenomeni della storia tecnologica mondiale.
Nel novembre 2025 l’analista Pankaj Thakur sottolineò come ChatGpt in soli due anni avesse raggiunto 800 milioni di utenti, un boom esponenziale oltre sei volte più veloce di quello conosciuto dall’intero Internet dopo la diffusione del World Wide Web nel 1993, che impiegò ben 13 anni a raggiungere lo stesso pubblico. EpochAI ricorda, però, che “ad aprile 2025, solo
circa il 5% degli utenti aveva un abbonamento a pagamento a ChatGPT , quindi il restante 95% circa utilizzava principalmente modelli gratuiti come 4o o 4.1-mini. Questi modelli gratuiti sono generalmente ben lontani dallo stato dell’arte , o nei casi in cui vengono forniti i modelli migliori, l’utilizzo gratuito è in genere fortemente limitato”. Dunque l’opportunità per i rivali di Altman si è sostanziata nella diffusione a livello di mercato delle tecnologie. OpenAI ha venduto il sogno e presentato lo spartiacque, ora la sfida è sulla scalabilità industriale. E Amodei e Anthropic sembrano capaci di piazzare l’allungo decisivo.
Il lancio di Claude Mythos Preview
Ha fatto molto discutere negli scorsi giorni l’introduzione di Claude Mythos Preview, nuovo sistema di IA di Anthropic rilasciato a pochi clienti selezionati e ritenuto potenzialmente capaci di trovare vulnerabilità profonde in interi pacchetti di codice, anche mai manifestatisi in errori (Zero-day) e che ha portato anche il Tesoro Usa a confrontarsi con le banche che l’hanno provato per capire eventuali ripercussioni securitarie. La fattispecie critica è legata al fatto che Mythos avrebbe elaborato autonomamente la sua capacità di risolvere questi problemi: “che queste capacità non sono state introdotte deliberatamente nel modello attraverso un addestramento specifico sulla sicurezza informatica“, ma “si tratta, invece, di capacità emerse come conseguenza indiretta dei progressi generali nelle abilità di coding, ragionamento e autonomia del modello”, nota Ict Security Magazine.
A tal proposito Amodei e i suoi hanno annunciato il Project Glasswing, che riunisce Amazon Web Services, Anthropic, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, Google, JPMorganChase, la Linux Foundation, Microsoft, NVIDIA e Palo Alto Networks per applicare Mythos Preview così da poter governare al meglio la gestione dei software tramite il controllo delle vulnerabilità scoperte dal nuovo modello. L’ambizione di Glasswing è enorme, e la pagina di presentazione ne spiega tutto il peso sistemico. Sicuramente c’è anche molta carica mediatica e sentimento di aspettativa in un contesto che vede Anthropic duellare proprio con OpenAI per la sfida decisiva su quale sarà la prima compagnia del settore a programmare concretamente lo sbarco a Wall Street. Ma ormai vediamo che la partita si è spostata: da quale sia il modello di linguaggio più performante a quale sia quello concretamente più capace di produrre cambiamenti a livello di sistema tecnologico ed economia dei servizi. L’IA sta diventando pienamente integrata nell’economia e vincerà la corsa chi saprà metterla pienamente al servizio di cambiamenti trasformativi. Ed è qui che Amodei mira a staccare Altman.
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