Dario Amodei mette la freccia su Sam Altman, Anthropic su OpenAI, Claude su ChatGpt: nella corsa alla valutazione più alta tra le aziende che stanno sviluppando i Large Language Models di intelligenza artificiale e puntano all’accesso a Wall Street, il capofila che da inizio 2023 dominava la gara è stato superato da un ambizioso rivale su una metrica non secondaria di questo dossier, la valutazione delle compagnie ancora private e che mirano alla Borsa.
65 miliardi di dollari nella settimana d’oro di Anthropic
Raccogliendo 65 miliardi di dollari nell’ultimo round di finanziamento, il più vasto prima di cercare la via di Wall Street, la madre di Claude è stata valutata 900 miliardi di dollari, esclusa la nuova raccolta, che ha coinvolto fondi come Altimeter e Sequoia Capital. Si stacca, dunque, OpenAI, che è ferma a soli (si fa per dire) 852 miliardi di dollari.
Amodei può coronare così una settimana a dir poco notevole per il suo gruppo, che negli ultimi giorni ha incassato l’apertura della nuova sede milanese, ha visto Christopher Olah (co-fondatore dell’azienda che Dario Amodei ha sviluppato assieme alla sorella Daniela negli ultimi cinque anni) dialogare nientemeno che con Papa Leone XIV alla presentazione dell’enciclica Magnifica Humanitas e confrontarsi sugli impatti sociali, filosofici, epistemologici di questa grande rivoluzione tecnologica e ideologica, ha annunciato il rilascio di Opus 4.8 e, infine, sorpassato OpenAI. Lo scenario strategico parla dunque di un sostanziale dualismo tra i laboratori dominanti per lo sviluppo dell’IA, in un contesto di mercato che si estende in una competizione a tre estesa a Google e al suo modello Gemini, che per ragioni industriali e strategiche fa storia a sé.
Corsa al trono dell’IA
Il Financial Times nota che la pratica del vendor financing per cui i colossi dell’IA sono recettori di investimenti strategici ad opera dei loro maggiori fornitori di memori e schede grafiche per la potenza di calcolo si è estesa anche a Anthropic: “Il nuovo finanziamento comprende investimenti da parte dei tre principali produttori di chip di memoria: Micron, Samsung e SK Hynix. Anthropic è un cliente finale del loro hardware, la cui disponibilità è diventata sempre più limitata a causa dell’enorme domanda proveniente dai data center dedicati all’intelligenza artificiale”. Il superciclo dei chip in atto alimentautili record (e anche problemi sindacali in Corea del Sud) e spazio d’investimento per quelle aziende che vogliono espandere un ciclo senza fine nella tecnologia moderna. I produttori di chip si sommano a aziende come Amazon, Google e Microsoft mentre, sostanzialmente, Anthropic e OpenAI nel loro dualismo arrivano a sfidarsi e assomigliarsi al tempo stesso.
Resta la corsa per le quote di mercato: Menlo Ventures assegna nel settore coding per il business una quota dal 42 al 54% a Claude, mentre OpenAI si ferma al 21%, l’azienda di Amodei è avanti per ricavi, a una proiezione di 47 miliardi di dollari per il 2026, mentre OpenAI dopo aver vinto la battaglia legale contro Elon Musk potrebbe anticipare la corsa alla quotazione e seguire di poco l’IPO di SpaceX. Il Gioco del Trono dell’intelligenza artificiale continua. Attorno a Amodei e Altman, un mercato vivace che si polarizza attorno alle loro visioni sulla sicurezza degli algoritmi, i futuri rischi legati all’IA, la capacità trasformativa del sistema. E che vale già centinaia, potenzialmente migliaia di dollari. La combo tra OpenAI, Anthropic e l’IPO-XXL di Musk con SpaceX è pronta a terremotare Wall Street. E il duello Altman-Amodei ne amplificherà la portata.