La finanza americana ha fatto i conti del 2025, e ha potuto rivendicare grandi risultati. L’anno passato, il cui consuntivo è apparso chiaro con i bilanci del quarto trimestre delle major finanziarie di Wall Street, ha rappresentato un esercizio da record per i colossi del trading e dell’investment banking.
Le maggiori sei banche americane hanno cumulato ricavi per 593 miliardi di dollari (+6% sul 2024, dato record) e profitti per 157 miliardi, un dato che è secondo solo a quello del 2021 dove le manovre contabili volte a ridurre l’esposizione emersa nell’anno pandemico crearono dei profitti non legati, però, a precise dinamiche operative.
Wall Street vola, le banche Usa brindano
Nel 2025, invece, Wall Street ha potuto celebrare un anno d’oro su questo fronte: “Le grandi aziende hanno concluso accordi più colossali e aumentato i prestiti, gli investitori si sono affrettati a manovrare per aggirare gli sconvolgimenti geopolitici e a scommettere sull’ascesa dell’intelligenza artificiale, consumatori e ricchi hanno continuato a spendere, investire e indebitarsi”, nota il Wall Street Journal, che ha riassunto i dati fondamentali delle banche: profitti record per Goldman Sachs e Morgan Stanley, ricavi al top per JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo.
Di loro abbiamo scritto parlando della colossale capitalizzazione raggiunta e del risultato crescente della divisione investment banking che mostra la vitalità dell’economia finanziaria statunitense.
Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha coinciso con l’aspettativa di una crescente svolta pro-finanza della politica americana, i capitali accumulati da una borsa che ha concluso il suo terzo anno consecutivo di netta espansione si sono riversati nel favorire grandi operazioni (da Electonic Arts, uscita da Wall Street con una grande operazione di private equity, alla vendita di Warner Bros, contesa tra Netflix e Paramount) mentre nel 2026 altre se ne preparano. Alcuni esempi? La quotazione attesa di SpaceX, Anthropic, OpenAI, Bitwise che potrebbe alzare ulteriormente la vitalità di Wall Street.
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BlackRock vola: 14mila miliardi di asset
Nel frattempo anche i gestori di asset management parlano di un periodo positivo: se le banche celebrano utili record, BlackRock ha tagliato il traguardo dei 14mila miliardi di dollari di prodotti gestiti, oltre a profitti da 7,7 miliardi di dollari.
La Roccia Nera di Larry Fink non ha solo incamerato asset ovunque nel mondo (anche in Italia) con partecipazioni strategiche ma è anche la “porta d’accesso” per centinaia di migliaia di persone al mercato finanziario: nel quarto trimestre 2025 BlackRock ha raccolto 342 miliardi di dollari di risparmi e in particolare “gli investitori hanno aggiunto 268 miliardi di dollari netti ai fondi di investimento a lungo termine di Blackrock”, nota Finews, aggiungendo che “di questo importo, 181 miliardi di dollari sono confluiti nel business degli exchange-traded fund (Etf), che ora ammonta a 5.500 miliardi di dollari di asset. Insomma, un valore oltre quattro volte superiore a quello di Piazza Affari è gestito dal gruppo di Fink per investire conto terzi nel mondo.
Un segno del titanismo della finanza che sta prendendo sempre più piede e che sulla scorta dei risultati record dei mercati chiama però a crescenti cautele. Innanzitutto, è palese che il mercato attuale viva una fase di euforia e entusiasmo di lungo periodo, trainato dal superciclo dell’intelligenza artificiale che ha portato le quotazioni di molte imprese a livelli mai visti (Nvidia sopra i 5mila miliardi di dollari, Google, Apple e Microsoft sopra i 4mila) ma che dovrà prima o poi presentare un punto di caduta sotto forma di ritorni in termini di ricavi per le aziende.
Le insidie si accumulano
In secondo luogo, la finanza sta alimentando un ciclo positivo di afflussi di capitali che, molto spesso, acquistano borse sempre più concentrate su poche aziende: l’S&P500, ad esempio, ha oltre un terzo del valore su una decina di multinazionali.
Questa concentrazione chiama somme di investimento pesanti ora, ma in caso di crisi può spingere a altrettanto repentini disinvestimenti. Infine, le banche e i grandi fondi come BlackRock dovranno, quest’anno, essere messi alla prova delle contingenze politiche e di governance economica: la prospettiva del deprezzamento delle valute sotto il peso della fiscal dominance in molti Paesi, le dinamiche incerte su tassi e inflazione, i climi di guerra commerciale e tensioni geopolitiche sempre più pendenti sul mercato, assieme al trend a metà tra investimento e speculazione che condiziona certe asset class (dalle criptovalute all’oro) lasciano pensare a una finanza ancora dinamica ma dove le insidie iniziano a accumularsi. E la prospettiva più critica, per molti osservatori, è che dai mercati privati dei risparmiatori comuni, così euforici a cavalcare il toro del mercato negli anni di entusiasmo, possa venire uno shock critico. Situazioni da monitorare, dunque, anche per i colossi che oggi brindano per i risultati-record. Ma non possono certamente abbassare la guardia.
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