L’Italia fa scuola in campo economico-finanziario al resto d’Europa, perlomeno nel campo delle banche e della corsa al loro consolidamento: la Spagna segue Roma nel vedere un crescente trend di fusioni e acquisizioni tra istituti e di competizione ad alti livelli tra primari attori del credito. Le autorità regolatorie hanno di recente dato via libera a Bbva, la seconda banca del Paese, per l’offerta ostile da 11 miliardi contro Sabadell, che ha l’obiettivo di creare un polo in grado di rivaleggiare col colosso per eccellenza del mercato iberico, Santander.
Quest’ultima nelle scorse settimane ha sorpassato la svizzera Ubs per capitalizzazione, ha sfondato i 105 miliardi di euro di valore borsistico ed è diventato il ventesimo istituto al mondo e il primo in Europa per dimensioni, perlomeno borsistiche (al terzo c’è Intesa San Paolo).
Bbva, trentesima banca al mondo e sesta in Europa, preceduta da Unicredit e dalla francese Bnp Paribas sotto il podio, intende inseguire sul suo terreno il campione nazionale e trasformare la sua città di riferimento, la città basca di Bilbao, nel pivot finanziario spagnolo per eccellenza. Sabadell, banca catalana con sede nell’omonima cittadina vicino Barcellona, è a sua volta espressione di un territorio dalla forte vocazione autonomista e produttiva.
Unire Paesi Baschi e Catalogna, la strategia di Bbva
In tal senso, l’obiettivo di Bbva è quello di unire le forze delle due regioni orientali della Spagna, ad alta vocazione industriale, creando un player unico del credito in grado di orientarsi sull’economia reale e il sostegno alla crescita, anche se lo spiccato autonomismo degli istituti spagnoli ha spinto Sabadell a respingere come ostile l’azione del Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, egemone nel Nord-Est del Paese. Dalla Grande Recessione a oggi Bbva ha compiuto una graduale rimonta sulla storicamente dominante Santander, originaria dell’omonima città della Cantabria ma poi trasformatasi nella banca di sistema della capitale Madrid.
“La fusione tra Bbva e Sabadell scavalcherebbe Santander e creerebbe l’operatore più importante nel mercato dei prestiti spagnolo”, nota il Financial Times, che sottolinea come l’operazione potrebbe risolversi nella “più grande acquisizione di una banca europea degli ultimi anni”.
“Un’acquisizione da parte di Bbva, che realizza la maggior parte del suo fatturato in Messico, rafforzerebbe la presenza dell’istituto di credito nel mercato nazionale”, prosegue il Ft, aggiungendo che l’istituto di Bilbao “considera la clientela di piccole e medie dimensioni di Sabadell la parte più interessante della sua attività”. L’obiettivo di crescita del gruppo è chiaro, anche se il governo di Pedro Sanchez ha acceso un faro sull’operazione, che l’Antitrust di Madrid (la Cnmc) ha invece bollinato positivamente.
Le cautele di Sanchez
Il governo socialista di Madrid si basa su un’architettura complessa che unisce al partito del primo ministro la sinistra radicale di Sumar e una complessa congrega di formazioni autonomiste che includono la sinistra catalana e i centristi baschi, chiamate a dare la fiducia all’esecutivo. In nessun modo Sanchez intende far sì che un braccio di ferro tra Bilbao e Barcellona crei delle fibrillazioni che si possano ripercuotere sul piano politico.
Per questo Madrid ha imposto a Bbva dei limiti politici all’operazione, compreso l’impegno a mantenere una rete corposa di filiali in caso di approvazione del progetto da parte dei soci di Sabadell. Un’azione simile a quella del governo Meloni in Italia su Unicredit-Bpm. Il settore del credito entra nella sfera della sicurezza nazionale in campo economico e si crea un’asimmetria tra la spinta al consolidamento su cui il mercato spinge e delle ragioni di politica economica non necessariamente catturabili da fatturati e bilanci. Anche questo è il mondo nuovo del capitalismo “politico” a cui bisognerà abituarsi. E anche su questo si può dire che l’Italia faccia scuola.