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Il passaggio della pandemia di coronavirus negli Stati Uniti ha lasciato un bilancio drammatico, riassumibile principalmente nell’estremo impoverimento delle famiglie dalle possibilità economiche già più ristrette e con la perdita di milioni di posti di lavoro. Uno scenario completamente differente rispetto a quello che gli Stati Uniti stavano vivendo soltanto alla fine del 2019, quando le politiche trumpiane avevano prodotto quella che in Economia si traduce con il termine di “piena occupazione”. Una situazione che, adesso, ha messo tutte le massime istituzioni americane di fronte ad una lunghissima serie di scelte, destinate a essere discriminanti per una quanto mai rapida ed efficace ripartenza economica.

La speranza della Fed è nel vaccino

“Per l’Economia, nulla è più importante del fatto che le persone vengano vaccinate”. Con queste parole, riportate dalla testata giornalistica AlJazeera, il direttore della Fed Jerome Powell ha definito quello che sarà lo scenario monetario ed economico degli Stati Uniti nei prossimi mesi. Parole molto nette, soprattutto se si considera come la banca centrale americana sia stata da molti indicata come una ancora di salvezza di una Economia in piena in crisi e chiaramente non in grado, almeno al momento, di sorreggersi sulle proprie gambe.

È stata una conferenza stampa molto concisa quella rilasciata da Powell a seguito della decisione della Fed di mantenere invariati i tassi di interesse e confermare l’acquisto di buoni del tesoro per 120 miliardi di dollari già accordato negli scorsi mesi. Tuttavia, le parole del direttore della Fed hanno evidenziato come ulteriori  politiche monetarie espansive siano da escludersi, in quanto l’unica vera possibilità di ripresa deriva dalla risposta che i vaccini avranno nella popolazione americana e, di conseguenza, nella gestione della crisi sanitaria e sulla graduale dismissione delle serrate.

La ripresa è ancora lontana

Nonostante le volontà della Fed siano quelle sul lungo periodo di contrarre l’immissione diretta di liquidità sul mercato americano, le parole di Powell hanno lasciato indubbiamente intendere come la ripresa economica sia ancora molto lontana. E soprattutto incerta, e legata a tutta una serie di fattori (come la crescita dei contagi, l’andamento della campagna di vaccinazione e le eventuali mutazioni genetiche del virus) ancora dalla difficile interpretazione.

In modo particolare, la gravità della crisi è segnata proprio dalla declinazione che ha avuto in seguito ai lockdown mirati al contenimento dell’epidemia. A essere messa in crisi non è stata infatti l’intera economia americana, bensì un preciso gruppo circoscritto di settori economici che hanno visto quasi azzerati i propri fatturati, generando una crisi sì limitata dai più complicati scenari di salvezza. E tra questi, compaiono le intere categorie dei lavoratori dello spettacolo, della ristorazione e tutte quelle Pmi che non avevano a disposizioni abbastanza accantonamenti da superare una crisi protrattasi già più a lungo del previsto.

In conclusione, dunque, l’atteggiamento della Fed sarà quello di “attenta osservatrice”, intenta ad osservare ogni mattonella traballante dell’economia americana. Tutto ciò, però, cercando di non intervenire ove non ritenuto più che strettamente necessario, in accordo con la visione secondo la quale l’Economia degli Stati Uniti si potrà ritenere effettivamente fuori dalla crisi soltanto quando sarà in grado di sorreggersi sulle sue proprie gambe. Sebbene, però, per giungere a quel fatidico momento potrebbe essere necessario un lasso temporale ben più lungo i quello già messo in conto.