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L’Italia è sotto attacco e dovrebbe iniziare a prendere le adeguate contromisure. Qual è l’ombra che minaccia il nostro Paese? Le cosiddette “scalate ostili” provenienti da soggetti stranieri e mirate a conquistare, pezzo dopo pezzo, le aziende strategiche dell’economia nazionale italiana.

Come sottolinea Il Sole 24 Ore, per la prima volta anche il Copasir ha deciso di approfondire questo tema altamente sensibile. Ricordiamo che il Copasir è il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, nonché un organo del Parlamento che ha il compito di esercitare il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti italiani. Come dire: se anche il Copaisr vuole vederci chiaro, significa che l’ombra è più grande del previsto.

Attenzione però, perché le scalate ostili possono intaccare, oltre alle aziende tradizionali, anche uno dei settori più delicati del sistema italiano: cioè quello delle banche e delle assicurazioni.

Il Copasir vuole chiarezza

Il Copasir metterà in calendario le audizioni nella seconda parte del mese, in prima battuta con Gennaro Vecchione (Dis), Mario Parente (Aisi) e Luciano Carta (Aise). In seguito scatterà il confronto con gli organi di vigilanza e controllo predisposti: il Mef, cioè il ministero economia e finanze, ma anche i vertici della Banca d’Italia, Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione), Consob, Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni). E ancora: la Guardia di Finanza e i vertici delle banche.

Sarà una sessione di approfondimento a tappeto, che servirà per fare chiarezza su una zona oscura potenzialmente pericolosa per l’Italia. E così, dopo l’indagine sul 5G, ecco “l’approfondimento sul rischio di infiltrazioni dall’estero sul sistema economico nazionale”. Si partirà dal settore finanziario.

I Paesi stranieri coinvolti e le aziende italiane a rischio

La decisione non è certo maturata nelle ultime ore. Pare che l’input risalga a diversi anni fa, esattamente al 2018, all’indomani della relazione del Dis, Adolfo Ursi (Fdi) – oggi vicepresidente del comitato – che aveva già presentato una proposta di legge di indagine parlamentare sul paventato rischio di “scalate ostili” nel nostro Paese. All’epoca quella proposta non fu approvata; oggi, invece, la situazione è cambiata, tanto che sono in corso addirittura circa 15 indagini parlamentari.

Ma quali sono i rischi più grandi? Nelle relazioni sull’ attività annuale dei servizi di sicurezza depositate presso il Copasir, troviamo informative in cui è spiegato, nero su bianco, l’entità di possibili “azioni ostili” contro “le aziende strategiche dell’economia nazionale”.

Lo spauracchio principale è quello di ritrovarsi “soggetti infiltrati da Stati esteri” all’interno dei consigli di amministrazione degli istituti oppure tra i dirigenti. Non sappiamo quali nazioni straniere possano rappresentare un rischio: sulle relazioni ufficiali non è specificato alcun nome. È tuttavia possibile fare alcune ipotesi sulla base del fatto che alcuni Stati sono particolarmente abili a effettuare “scalate”. Alcuni esempi? Francia, ma anche Russia e Cina (aproposito di Pechino, il Copaisr vuole chiarezza anche sul 5G cinese.

Non sono filtrate informazioni neppure sul nome delle aziende a rischio. Anche qui si può comunque dire i nomi più caldi: Tim, Eni, Unicredit, Generali. Le informazioni che contano si trovano in altri documenti riservati, consegnati da Aise e Aisi al premier Giuseppe Conte.