Al primo posto le persone e la comunità. La sostenibilità secondo Amplifon

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Sono 50mila le grandi imprese nel mondo. E di queste poco più della metà sono impegnate o dichiarano il loro impegno sui temi ESG (Environment. Social, Governance, nda). Sono aziende che sviluppano nel loro insieme un fatturato pari a 100trilioni di dollari (100.000 miliardi). Il pil di quasi 200 stati sovrani, dagli US con una ricchezza lorda annua di 28mila miliardi di dollari all’Italia con 2.300 miliardi. Praticamente, il reddito prodotto da tutte le economie del pianeta. E che danno lavoro a 250 milioni di persone, pari alla popolazione del Pakistan (5° Paese al mondo per numero di abitanti).

Numeri che fanno girare la testa, ma che al tempo stesso danno l’idea del contributo che queste imprese potrebbero apportare per un mondo sostenibile e anche di pace. Nonostante le prese di posizione del Presidente Trump (assente nell’ultima Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo, che si è svolta a Siviglia a inizio luglio, ndr) e dello “stop the clock” dell’Unione europea. Pur con velocità diverse a seconda delle geografie, dei settori e del momento storico, le aziende non arretrano sul sentiero della sostenibilità. Come Amplifon, il cui impegno è riconosciuto da Time, Financial Times e il cui nome è incluso nel S&P Global Sustainability Yearbook 2025.

“Da 75 anni, spiega Francesca Rambaudi, Global Investor Relations & Sustainability Senior Director di Amplifon, la nostra missione è aiutare le persone a riscoprire tutte le emozioni dei suoni, migliorando la loro qualità di vita. La sostenibilità è, quindi, parte del nostro lavoro quotidiano ed è pienamente integrata nella nostra strategia di business.”

Quando è iniziato questo percorso?

È iniziato con la Non-Financial Reporting Directive nel 2016 con la pubblicazione del nostro primo Report di sostenibilità, ed è continuato con un progressivo rafforzamento e ampliamento delle attività legate alla reportistica, coadiuvato da una sempre più strutturata e matura Governance del Gruppo sui temi di sostenibilità. Nel 2018, abbiamo formalizzato le quattro aree principali di impegno nella Policy di Sostenibilità (Persone, Prodotto, Impatto sulla Comunità ed Etica). Due anni dopo è nato il primo Piano di Sostenibilità e nel 2024, abbiamo presentato il nuovo Piano, con obiettivi di medio e lungo termine: da 13 a 20 complessivamente, con orizzonti temporali estesi al 2026, 2028 e 2030.

Qualche esempio?

Nel 2024, abbiamo raggiunto l’80% di utilizzo di energia elettrica rinnovabile certificata per uffici e negozi diretti, introdotto il 25% di vetture ibride o elettriche nella flotta aziendale e incentivato l’uso di apparecchi acustici ricaricabili, evitando l’impiego di 289 milioni di batterie. Nel 2030, prevediamo di arrivare al 100% di energia rinnovabile nei nostri uffici e nei nostri centri audiologici nel mondo. 

2) A livello generale, il pilastro sociale della sostenibilità sembra essere oggi il fattore più importante per le aziende. È lo stesso anche per voi e perché? Potete fare qualche esempio?

Molti temi di sostenibilità sociale sono da sempre intrinsechi nel nostro DNA e nei nostri valori. Il calo uditivo non curato provoca impatti negativi sulla salute delle persone, quali declino cognitivo, depressione e cadute, rappresentando oggi un costo globale annuo pari a circa 1 trilione di dollari, legato alle spese del settore sanitario, alla perdita di produttività e ai costi sociali. Per questo, e per facilitare ulteriormente l’accessibilità alla cura dell’udito, presso i nostri centri audiologici di tutto il mondo i test dell’udito sono gratuiti. Solo nel 2024, hanno generato un risparmio economico di circa 200 milioni di euro per le comunità nelle quali operiamo.

Amplifon è inoltre una società di servizi costruita intorno alle persone, che sono la nostra risorsa più preziosa (oltre 20.000 tra dipendenti e collaboratori in tutto il mondo). Nel 2024, abbiamo erogato circa 575.000 ore di formazione ai nostri dipendenti e il nostro piano di sostenibilità prevede almeno 3 giorni medi pro capite di formazione per tutto il personale ogni anno. Stiamo redigendo la nostra Politica sui Diritti Umani, in linea con i più alti standard internazionalmente riconosciuti. Infine, siamo impegnati a supportare le attività delle nostre Fondazioni, con l’obiettivo di diffondere il loro messaggio di inclusione. Accanto alle realtà già esistenti all’estero, come la Miracle-Ear Foundation negli Stati Uniti e la Fundación Gaes Solidaria in Spagna, Amplifon ha costituito la Fondazione Amplifon, per favorire l’inclusione sociale, in particolare delle persone anziane, e restituire così valore alle comunità in cui opera. Nel 2024, Amplifon ha destinato 1,75 milioni di euro a supporto delle iniziative della Fondazione. Il Gruppo sta anche promuovendo il volontariato aziendale che nel corso del 2024 ha coinvolto oltre 3.800 dipendenti in tutto il mondo.

Brand activism e impegno civico. A livello generale, c’è una tendenza da parte delle aziende a prendere posizione anche su questioni sociali e politiche. Gli esempi non mancano. Fino a che punto è giusto spingersi su questo terreno? Pensate possa esserci un ritorno di immagine per le aziende? O pensate che le aziende debbano essere coerenti col loro purpose? 

La nostra filosofia è che una componente di “attivismo” aziendale possa avere senso ma soprattutto con riferimento a iniziative legate al proprio business e al proprio purpose. Una di queste è la prevenzione uditiva a tutte le età con il progetto Listen Responsibly rivolto alle giovani generazioni. Dal 2019, il programma ha coinvolto oltre 9,6 milioni di under 35. Si tratta di un tema importante sul quale vogliamo essere attivi: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1 miliardo di giovani under 35 nel mondo sono a rischio di perdite uditive precoci a causa di pratiche di ascolto non corrette.

L’impegno delle aziende verso la Governance sembra essere ancora ai blocchi di partenza. Nella ricerca condotta da SEC Newgate Italia solo il 16% degli intervistati ritiene che sia il pilastro più importante della sostenibilità. Cosa è la Governance per Amplifon?

Per Amplifon la governance aziendale è cruciale in quanto stabilisce il quadro decisionale, definisce le responsabilità e garantisce trasparenza. E siamo consapevoli che una solida struttura di governance è imprescindibile per raggiungere gli obiettivi strategici di lungo periodo. Il nostro sistema di governo societario è in linea con le best practice nazionali e internazionali. Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo è composto da membri di altissimo livello ed è costituito per circa l’80% da consiglieri indipendenti, con competenze diverse, dall’healthcare all’ESG passando per esperienze internazionali e nel settore finanziario, e da un unico consigliere esecutivo, l’Amministratore Delegato.


Francesca Rambaudi, Global Investor Relations & Sustainability Senior Director di Amplifon Laureata in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano, inizia la sua carriera nel 1997 nella divisione di Investment Banking (M&A e successivamente Equity Capital Markets) della banca d’affari Schroders, poi divenuta Citi. Nel 2002 entra in JPMorgan come Vice President e successivamente diventa Executive Director Equity Capital Markets (Investment Banking). Nel 2010 entra nel Gruppo Sorin (oggi Livanova), società multinazionale med-tech quotata a Milano e successivamente al Nasdaq, come Head of Investor Relations, e nel 2015 entra in Amplifon (leader globale nelle soluzioni e servizi per l’udito quotata su Euronext Milan) con responsabilità in ambito di Investor Relations, Comunicazione Corporate (fino al 2018) e Sostenibilità, dove attualmente ricopre il ruolo di Global Investor Relations & Sustainability Sr. Director.